martedì, Ottobre 20, 2020

Outrage Coda di Takeshi Kitano la conferenza stampa a Venezia 74

Il mio nome è vaffanculo” (Otomo in Outrage Coda di Takeshi Kitano)

Outrage Coda di Takeshi Kitano la conferenza stampa a Venezia 74 Giappone / 104′, fuori concorso a Venezia 74 – la conferenza stampa

Cast: Beat Takeshi, Nishida Toshiyuki
Sceneggiatura: Takeshi Kitano
Fotografia: Katsumi Yanagijima
Montaggio: Takeshi Kitano
Musica: Keiichi Suzuki

L’ex boss della yakuza, Otomo (Takeshi Kitano), in Outrage Coda il terzo capitolo della omonima saga, lavora in Corea del Sud per il boss Chang. Un incidente tra la gang di Chang e un membro della potente famiglia della yakuza Hanabishi sfocia in un feroce conflitto tra il gruppo di Chang e i vertici della famiglia Hanabishi. Takeshi Kitano racconta Outrage Coda in conferenza stampa a Venezia 74.

Prima domanda per Takeshi Kitano:
nel film Otomo viene definito come un gangster fuori moda. Come è cambiato il suo modo di raccontare la Yakuza?

A livello di cinematografia mondiale assistiamo a film che trattano della violenza e del fenomeno dei gangster. Per quanto mi riguarda in questo film, oltre al tema della violenza e del gangsterismo voglio gettare uno sguardo sulla società giapponese. Nel film ci sono personaggi, come Otomo, che arrivano da un’epoca diversa con propri codici morali, che si interfacciano con personaggi più giovani, figli del Giappone contemporaneo.

Cerco di proporre una violenza realistica, uno stile che abbia sia elementi figli dell’intrattenimento sia elementi frutto del reale, una violenza verosimile.

per Takeshi Kitano
prima di dedicarsi al cinema era un pittore, che influenza ha la pittura nel suo modo di fare cinema?

Rispetto alla pittura o alla fotografia, il cinema ha la possibilità del “parlato”, della narrazione, questo è quello che mi ha affascinato da subito nell’arte cinematografica. Io non mi sono mai sentito un pittore, quindi non penso che la pittura abbia avuto una influenza diretta nel mio cinema.

Nel 1997 con Hana-bi – Fiori di fuoco, vinceva il leone d’oro. Quanto sono influenzati da film come Hana-bi i personaggi di Outrage Coda?

Ci sono varie tipologie di yakuza e di gang malavitosa. Rispetto al passato ho cercato di indagare maggiormente le tematiche intime dei personaggi, di far emergere alcuni tratti umani non legati alla violenza. Outrage Coda è un’opera a sé stante rispetto agli altri due film precedenti, un capitolo conclusivo. Con questo film non voglio affermare solo la violenza, ma far sentire il vuoto e la tristezza che vi stanno dietro e far trapelare anche una certa umanità nei personaggi.

Il finale è un atto di estremo sacrificio che chiude la trilogia di Outrage, forse perchè vuole concludere questo capitolo del suo cinema e aprirne di nuovi non legati al mondo della yakuza?

Si è esattamente così – risponde  Takeshi Kitano in conferenza stampa a Venezia 74. Da ora in poi vorrei fare cose completamente diverse dal passato, fare altre tipologie di film, magari il mio prossimo lavoro sarà un film d’amore.

Per Takeshi Kitano:
Qual’è il suo rapporto con il festival del cinema di Venezia?

Prima di vincere il Leone d’oro venti anna fa le mie opere non trovavano troppo consenso in Giappone, mi ero anche ferito in un incidente stradale e la mia carriera veniva considerata praticamente finita. Stavo afffrondando un momento molto difficile della mia vita personale e professionale, è grazie alla vittoria del Leone d’oro qui a Venezia se la mia carriera si è rilanciata e ha preso una direzione meravigliosa. Negli anni ho continuato a presentare molti dei miei film qui a Venezia, sono molto grato a questo festival.

In questo film la colonna sonora sembra quasi assente come mai?

Ho esplicitamente chiesto al compositore di fare una musica che non emergesse troppo, che stesse sullo sfondo, volevo evitare che lo spettatore ricordasse le immagini grazie alla colonna sonora.

Le musiche in questo film dovevano essere un semplice accompagnamento.

In Outrage Coda, il suo personaggio (Otomo) emerge come una figura epica, un eroe, quanto è stato influenzato dal mondo della letteratura?

Mia madre non amava nè l’arte nè la cultura e dopo la guerra in Giappone veniva molto favorito lo studio delle materie scientifiche a discapito di quelle letterarie.

Fino all’università ho avuto pochissime occasioni di leggere romanzi, non ho fatto letture particolari da bambino e da adolescente, solo ora sto recuperando e fruendo di questa tipologia di prodotti culturali.

Aveva pensato a finali alternativi per questo film?

Il primo Oturage ha avuto critiche positive e di conseguenza ho continuato a girare gli altri capitoli.

Già dal secondo film avevo in mente il finale, perchè lo avevo già deciso.

Volevo chiudere il ciclo di Otomo, questa era la fine che avevo pensato fin dall’inizio, per darmi l’occasione di allontanarmi dal genere “yakuza” e per dedicarmi ad altro in futuro.

Outrage Coda di Takeshi Kitano il trailer

 

Marco Pini
Marco Pini
Marco Pini si occupa di Web marketing, sviluppo web e web 2.0 da più di un decennio

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