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Ricerca, nuove frontiere del linguaggio, contaminazioni. Sguardi, visioni, suoni, oltre i confini del "contenitore" festival. Ecco quello che ci aspetta a Pesaro dal 16 al 23 giugno 2018 per la 54a Mostra internazionale del Nuovo Cinema diretta da Pedro Armocida 

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Pedro Armocida, dal 2015 direttore artistico della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, ne ha illustrato il programma per la 54esima edizione in occasione della conferenza stampa che ha avuto luogo l’8 giugno a Roma presso l’Institut Français.
A nutrire il concorso e le molteplici sezioni non competitive parallele in programma dal 16 al 23 giugno 2018, una ponderata scelta di titoli selezionati tra i centinaia arrivati al festival e presentati in giro per il mondo.  Film che siano “nuovi”, ovvero proiettati nel futuro, come lo è ★ dell’austriaco Johann Lurf, segno grafico che rimanda a un’opera di montaggio di cieli stellati, straordinario viaggio nello spazio e nel tempo della storia del cinema, o riproiettati nel nostro futuro, capaci ancora oggi di sprigionare dal passato una forte carica rivoluzionaria ed innovativa.

E’ questo il caso di Les Idoles di Marc’O, presentato proprio a Pesaro cinquant’anni fa dal francese Marc-Gilbert Guillaumin, maestro indiscusso a cui per la prima volta in Italia viene dedicata una personale che ripercorrerà tutta la carriera di un regista che, classe 1927, continua a sperimentare.

In concorso assieme a ★, altri cinque film tra fiction e non-fiction, forme “libere” dall’etichetta di “film da festival”. L’Italia è rappresentata da Beware! The Dona Fuentes di Daniele Pezzi, documentario che scava nella scena musicale underground per portare alla luce una profonda riflessione sul “rumore” sonoro e visivo; il francese Julien Faraut partecipa con il suo John McEnroe: In The Realm Of Perfection, saggio teorico sul tennis e sul curioso rapporto tra tennis e cinema; in Zerzura si racconta invece di un Niger surreale, catturato attraverso gli occhi dello statunitense Christopher Kirkley; il Messico di provincia è due volte protagonista, in América dei sempre statunitensi Erick Stoll e Chase Whiteside, che catturano momenti di struggente bellezza nel documentare rapporti familiari intergenerazionali, e in Los años azules, ritratto di cinque ragazzi che condividono drammi quotidiani e una casa.

Diretto da Sofía Gómez Córdova, è un esordio con una squadra quasi interamente al femminile, e proprio sullo sguardo delle donne si è deciso quest’anno a Pesaro di soffermarsi.
“Il più delle volte assente, circoscritto, censurato, negato. […] Ma l’analisi non vuole mai essere né vittimistica né quantitativa. Anzi la Mostra ha dimostrato come il cinema delle donne possa contenere gesti di violenza rivoluzionaria”, spiega Armocida.

La rassegna We Want Cinema, collegata alla pubblicazione del volume omonimo edito da Marsilio e curato da Laura Buffoni, sarà l’occasione per riflettere su come le donne del cinema italiano abbiano raccontato, e continuino a farlo, tematiche complesse e universali; le proiezioni saranno accompagnate da incontri con registe, attrici, sceneggiatrici di primo piano sulla scena contemporanea (Sonia Bergamasco, Laura Bispuri, Silvia Calderoni, Giada Colagrade, Tea Falco, Ilaria Fraioli, Lucia Mascino, Ludovica Rampoldi, Roberta Torre).

Anche la consueta rassegna dedicata al cinema russo accoglierà cineaste donne, e a Beatrice Pucci sarà dedicato un focus nell’ambito della rassegna di ricognizione sull’animazione italiana.
Un ruolo fondamentale lo riveste come sempre Satellite. Visioni per il cinema futuro, “una sezione, questa, di cui vado ancora più fiero perché dedicata alla sola produzione italiana di film che altrimenti sarebbe impossibile conoscere.” Venti opere a bassissimo budget, extra-formato ed extra-industriali saranno immagini campione di una realtà quasi sconosciuta ma vastissima e quanto mai essenziale, “laboratorio sempre aperto”.

Ancora: le Lezioni di storia di Federico Rossin dedicate al ’68, quando a Pesaro si sperimentò la prima contestazione all’interno di un festival, la proiezione in loop delle 11 ore e mezza di girato di Nostra Signora dei Turchi di Carmelo Bene, l’omaggio ai 70 anni di carriera dell’attore Carlo Delle Piane e Il muro del suono, dopofestival a cavallo tra musica e cinema durante il quale delle performance musicali sonorizzeranno le immagini proiettate sul muro di Palazzo Gradari.

Ad aprire il festival sarà Hollywood Party di Blake Edwards, a chiuderlo Diva! di Francesco Patierno; nel mezzo, si avrà anche, quest’anno per la prima volta, la possibilità di assistere alle proiezioni in spiaggia di tre grandi classici, Il sorpasso di Dino Risi, La ragazza con la valigia di Valerio Zurlini e Amarcord di Federico Fellini.


 

Veronica Canalini

Veronica Canalini

Veronica Canalini studia Lettere moderne e contemporanee, Scrive di cinema e letteratura, coltiva interesse per l'arte tutta.