Indie-eye – Cinema – Rivista di Critica Cinematografica

Già ospite alla Berlinale 2011, Bojan Vuletić torna con un nuovo film nella sezione Panorama Special, la recensione 

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È lunedì mattina e Jelena (Mirjana Karanović) ha deciso di morire. Si è già procurata una pistola e ha fissato il suo suicidio per il venerdì seguente, giorno in cui cade l’anniversario della morte del marito. Prima di uccidersi, però, le restano alcuni dettagli da chiarire. Ad esempio, deve decidersi sul modus operandi, ovvero se porre fine alla sua esistenza con un colpo di pistola alla testa oppure ingoiare un mix di barbiturici, anfetamine e alcool.

Nel caso si decida per il colpo di pistola, dovrà trovare un proiettile per l’arma ancora scarica. Qualora invece scelga l’opzione dei farmaci, dovrà farsi rinnovare la tessera sanitaria, scaduta ormai da tempo, per recarsi dal medico curante e farsi rilasciare la prescrizione necessaria.
E se questo non bastasse, c’è ancora altro da mettere a posto prima della dipartita: chiudere l’assicurazione sulla vita per riscuoterne il premio, ordinare la lapide premendo affinché sia pronta entro venerdì… Insomma, non c’è tempo da perdere e così, in un grigio mattino, la donna esce dalla palazzina di periferia in cui vive e si mette attivamente all’opera, per la prima volta dopo un anno trascorso nell’inattività più totale.

Janina appare essere una donna sola, ma in realtà non lo è, tutt’altro: la sua casa è un vero e proprio microcosmo pulsante di vita in cui albergano l’anziana suocera Desanka (Mira Banjac) insieme alle figlie Koviljka (Danica Nedeljković) -la minore, di circa dieci anni- e Ana (Jovana Gavrilović), ventenne impiegata in un grande magazzino del fai da te e da poco incinta del giovane Milance (Vučić Perović).

Ciò che attanaglia Janina è in realtà la profonda crisi depressiva di cui è caduta vittima dopo la morte dell’amato marito e dopo il licenziamento seguito alla chiusura della ditta in cui la donna ha lavorato per più di un decennio.

Janina non vuole più vivere e così, in una città semi deserta, si prepara a quella che potrebbe essere la sua ultima settimana di vita, avventurandosi in una società serba in crisi, in un viaggio che di giorno in giorno, di episodio in episodio, prenderà coloriture sempre più oniriche e kafkiane.

Già ospite alla Berlinale 2011 con il lungometraggio “Praktičan vodič kroz Beograd sa pevanjem i plakanjem” (Practical Guide to Belgrade with Singing and Crying), il regista Bojan Vuletić tesse con un film silenzioso e ironico sul desiderio di morte, un delicato e poetico inno alla vita, regalandoci al contempo la storia non banale di quattro donne, ciascuna ritratta in un un momento cardine della propria vita.

Christian Del Monte


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