Indie-eye – Cinema – Rivista di Critica Cinematografica

Dopo i festeggiamenti del trentennale dell’anno scorso, il Trieste Film Festival, diretto da Fabrizio Grosoli e Nicoletta Romeo, si tuffa in un nuovo decennio 

Di

Sono undici i film in anteprima italiana che compongono il Concorso internazionale lungometraggi del Trieste Film Festival, molte anche le proposte fuori concorso dove è il “noir” contemporaneo a farla da padrone Non mancheranno gli eventi speciali e gli omaggi. Importante anche il concorso internazionale documentari e i quattordici cortometraggi selezionati per questa edizione. Confermata anche quest’anno la formula del Premio Corso Salani 2020, che presenta cinque film italiani completati nel corso del 2019 e ancora in attesa di distribuzione: la dotazione del Premio (2mila euro) va intesa quindi come incentivo alla diffusione nelle sale del film vincitore. Nel decennale della scomparsa, inoltre, il Trieste Film Festival vuole dedicare un ricordo speciale a Corso Salani, riproponendo, nella versione restaurata per l’occasione dalla Cinémathèque Suisse di Losanna a trent’anni dall’uscita, due tra le sue prime opere da regista, VOCI D’EUROPA e EUGEN SI RAMONA. Quante volte in questi anni, celebrando i muri caduti o guardando con preoccupazione a quelli minacciati, abbiamo pensato a lui, ai Confini d’Europa (e non solo d’Europa), alle Vite possibili. Con Fellini EastWest il TsFF partecipa alle celebrazioni di FELLINI 100 promosse dal Mibact. E lo fa – non poteva essere altrimenti – con una prospettiva che guarda “da est” al genio di Federico Fellini. Un omaggio, certo, ma anche un contributo alla conoscenza di aspetti ancora poco indagati (incredibile a dirsi, trattandosi di uno degli autori più “studiati” della storia del cinema). A cominciare da uno dei film meno rivisti, eppure più attuali, di Fellini, E LA NAVE VA (1983), di cui a Trieste si vedrà, in anteprima assoluta e in collaborazione con Cineteca Nazionale – Centro Sperimentale di Cinematografia la copia restaurata da CSC-Cineteca Nazionale con Istituto Luce-Cinecittà.
Mai così numerosi come quest’anno, i “maestri” si affacciano sin dall’apertura, affidata all’anteprima italiana del nuovo film di un autentico mito della storia del cinema, Terrence Malick: girato interamente in Europa, LA VITA NASCOSTA – HIDDEN LIFE (presentato in concorso all’ultimo Festival di Cannes, e nelle nostre sale dal 9 aprile distribuito da The Walt Disney Company Italia) racconta la storia vera di Franz Jägerstätter, un contadino austriaco che – richiamato alle armi durante la Seconda guerra mondiale – rifiutò di giurare fedeltà a Hitler, e per questo fu condannato a morte nell’agosto del 1943. “Un film – spiegano i direttori artistici del TsFF – che ci riguarda da vicino, non solo in senso geografico, e che dopo alcune opere molto intime riporta l’autore di La sottile linea rossa a misurarsi con la Storia del Novecento”. A chiudere il festival sarà invece Corneliu Porumboiu, uno dei nomi più eccentrici emersi dalle file del cosiddetto “nuovo cinema rumeno”: ambientato tra Bucarest e le Canarie, il suo LA GOMERA – L’ISOLA DEI FISCHI (prossimamente nelle sale italiane con Valmyn) è un noir insolito e sorprendente, che reinventa tutti gli archetipi del genere (il poliziotto corrotto, la femme fatale irresistibile) con un gusto e un umorismo personalissimi. Non deve stupire, quindi, il calore con cui il film è stato accolto dalla critica internazionale l’anno scorso a Cannes, e l’attesa per la masterclass aperta al pubblico che Porumboiu terrà a Trieste.