Indie-eye – Cinema – Rivista di Critica Cinematografica

Benjamin Heisenberg torna alla Berlinale con un buddy movie: criminale da strapazzo + psicologo dal passato nazi. 

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Dopo Schläfer (2005) e Der Räuber (2010, recensito qui su indie-eye), tra i film germanofoni più pregevoli degli ultimi anni, Benjamin Heisenberg torna al cinema… con una commedia. O meglio: con un buddy movie che vede affrontarsi e darsi man forte il criminale da strapazzo Nick (Georg Friedrich) e l’illustre psicologo ultraottantenne Curt Ledig (André Wilms). Il titolo gioca col concetto freudiano di superego spalmandolo su una dimensione duale, in stile Quasi amici, e la pellicola in sé mantiene la (bizzarra) promessa di divertire parlando di libri antichi, cucinofobia e tic all’occhio destro.

Il film è ambientato nei dintorni di una Monaco sovrastata da mongolfiere – i cui occupanti blaterano senza sosta – con l’eccezione di una lunga sequenza ambientata al mercatino delle pulci del quartiere berlinese di Treptow, dove tra l’altro fa la sua entrata in scena la divina Maria Hofstätter, attrice feticcio di Ulrich Seidl, qua nei panni di «Mutter», capa indiscussa di una scombiccherata mafia dell’antiquariato libresco. Heisenberg e il fido Josef Lechner costruiscono la trama a colpi di ossimori: non solo l’accostamento dei due protagonisti, ma anche l’idea che una banda di lestofanti rompa le costole per vecchie edizioni, che uno psicologo d’illustre fama s’inventi sciamano o che la fobia di entrare in cucina sia persino contagiosa.

L’esito è altalenante: spesso si ride, qua e là si resta indifferenti, ogni tanto lo script è stupidotto, le situazioni poco sfruttate, e il riferimento al Terzo Reich (Ledig fece carriera da giovanissimo grazie a Goebbels…) è francamente superfluo, oltre che banale. In compenso, va segnalata almeno la performance esilarante di Friedrich, ideale per la parte – Lombroso docet – nonché già visto in ruolo analogo nel pessimo Stereo di Maximilian Erlenwein, anch’esso in Panorama. Film pessimo che, proprio grazie a Friedrich, si riprende appena appena nella seconda parte.

Da tempo Heisenberg voleva girare una commedia. Eccola qua, ritmata e imperfetta, con un gran finale che sembra girato da un Peter Bogdanovich in forma smagliante. Über-ich und du non ha alcuna speranza di uscire dai confini pangermanofoni, anche se meriterebbe un posto al sole nella non lunghissima lista dei film tedeschi (noti all’estero) dotati di senso dell’umorismo.

Benjamin Heisenberg
Über-ich und du
Germania, Austria, Svizzera - 2014

Con Georg Friedrich, André Wilms, Maria Hofstätter