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The Last of the Unjust, Lanzmann a Berlino presenta il suo ultimo lavoro, sul più anziano tra gli ebrei, Benjamin Murmelstein 

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Per onorare e omaggiare Claude Lanzmann come uno dei più grandi autori viventi, per la sua produzione senza fine, la Berlinale e la cinemateca Tedesca mostreranno il suo film più recente, “The Last of the Unjust” (Le dernier des injustes, Francia/Austria 2013) in collaborazione con L’istituto Arsenal. Lanzmann sarà presente personalmente alla premiere tedesca del suo film presso il cinema Arsenal di Berlino il 24 novembre 2013 alle 2 pm. Dieter Kosslick, direttore della Berlinale ha dichiarato come Lanzmann debba esssere considerato “uno dei più grandi documentaristi”, evidenziando come il suo ultimo film mostri la portata allucinante di disumanità, violenza e anti-semitismo in termini di conseguenze: “questa ha assunto già un’altra prospettiva”, ha aggiunto Kosslick.

Nato da genitori Ebrei a parigi nel 1925, Lanzmann a combattuto nella Resistenza, studiato filosofia in Francia e Germania ed è divetato lettore alla nuova università libera di Berlino tra il 48 e il 49. Attivo sostenitore del movimento indipendentista Algerino nei primi 60, ha esplorato tutte le vicende intorno all’Olocausto e l’anti-semitismo in modo approfondito, tanto che questi temi pervadono tutto il suo lavoro giornalistico e cinematografico. Shoah, reallizato nel 1985 e approfondito anche qui su Indie-eye.it da Paola di Giuseppe ha praticamente fatto la storia del cinema, ed è un capolavoro epocale di tutta la cultura commemorativa. Proprio riguardo a Shoa, lo scorso Febbraio, quando la Berlinale ha premiato Claude Lanzmann con l’orso d’oro alla carriera, Lanzmann stesso ha dichiarato durante una cerimonia piena di commozione: “Sapevo che Shoah sarebbe stato un film liberatorio per i Tedeschi

Il nuovo film, “Le dernier des injustes”, si concentra sul destino del “più anziano tra gli Ebrei”, Benjamin Murmelstein; nel 1975, Claude Lanzmann lo aveva già intervistato a Roma, parlandoci per 11 ore mentre stava raccogliendo il materiale di ricerca per “Shoa”. Per la sua controversa posizione nel campo di concentramento di Theresienstadt, il materiale non fu incluso nella monumentale documentazione di Lanzmann sul genocidio degli Ebrei Europei. Dopo quaranta anni Lanzmann riapre la questione perchè dal suo punto di vista, gli altri racconti  storici sul “più anziano tra gli ebrei” erano inadeguati e ingiusti. Nel film Lanzmann visita i luoghi che sono oggetto dell’intervista, argomenta le dichiarazioni di Murmelstein con una serie di documenti accurati, segue le sue indicazioni. Murmelstein, per Lanzmann era l’esatto opposto di un “collaborazionista”, e il film cerca di raccontare questo. Il film, come ha detto Rainer Rother, direttore artistico della Cinemateca Tedesca, è “uno studio sulla estrema profondità e sulle possibilità limitate di quest’uomo che fu trasformato in un funzionario contro la sua volontà”.