Indie-eye – Cinema – Rivista di Critica Cinematografica

Il nuovo corso del direttore artistico Daniele De Plano è iniziato con poche novità ma merita comunque fiducia, a patto che ci sia la volontà da parte delle istituzioni di sostenere economicamente il festival 

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Va in archivio la 30° edizione di Europacinema, il festival di Viareggio dedicato al cinema europeo che per quest’anno ha puntato su un’edizione celebrativa, con la riproposizione di alcuni film presentati negli anni precedenti e un omaggio a Mario Monicelli.

Per gli organizzatori il bilancio per gli organizzatori è positivo (5000 presenze nei quattro giorni della manifestazione), ma la voglia di tutti è di guardare avanti e programmare già la prossima edizione. Il direttore artistico Daniele De Plano ha già individuato le date dell’edizione 2014 (dal 18 al 21 settembre) e sembra avere le idee chiare. “Mi piacerebbe dedicare una sezione alla commedia d’autore, far ripartire il concorso; dedicare un omaggio a un regista europeo che si è dedicato al genere della commedia e coinvolgere i direttori dei principali festival europei (Cannes, Venezia, Roma, Berlino, Torino, Locarno e Bari) a partecipare a una giornata di studi sulla commedia. Tra gli eventi in programma vorrei proporre una rassegna dal titolo “Salon des Refusés” dedicata ai film non ammessi alle competizioni ufficiali dei grandi festival europei per dare loro un’altra opportunità cinematografica, così come fu per gli Impressionisti”.

Progetti interessanti che se da un lato mirano ad aprire un nuovo ciclo, dall’altro dimostrano come ci sia voglia di andare oltre questa ultima edizione che da un punto di vista artistico e cinematografico ha offerto ben poco di innovativo. La ventata di novità promessa da De Plano si è incagliata contro un programma che ha seguito la formula del cineforum, della retrospettiva. L’unico a scompaginare le carte è stato Peter Greenaway con il suo spirito provocatorio e il suo modo anarchico di intendere il cinema e l’arte figurativa.

Difficile pretendere di più, visti gli scarsi investimenti economici, ma, al di là delle problematiche di budget, questa edizione risolleva di poco l’immagine sbiadita del festival. Certo, il discreto successo dei numeri complessivi dell’edizione è un buon viatico per il nuovo corso, anche se era abbastanza prevedibile la risposta di pubblico di fronte a film celebri come Una giornata particolare, Non ci resta che piangere, Speriamo che sia femmina, Trainspotting, Inglorious basterds. Semmai la nota più lieta è la sala gremita alla proiezione dell’unica anteprima nazionale, 3X3D, ed è proprio da qui che gli organizzatori dovranno ripartire per creare un nuovo interesse nei confronti della manifestazione. La sfida vera sarà quella del prossimo anno, quando il jolly del “the best of” non si potrà più calare e per forza di cose dovrà tornare in auge il concorso, che sembra destinato a concentrarsi esclusivamente sulla commedia d’autore (scelta non condivisa da Felice Laudadio, fondatore del festival) .

Le idee ci sono, la prospettiva di un “Salon des Refusés” è intrigante e merita di essere portata avanti. Ma, per parafrasare un detto popolare, i conti bisogna farli con l’oste e se il comune di Viareggio non deciderà di sostenere con forza Europacinema, difficilmente si potrà chiedere di più alla direzione artistica. È la solita storia, vecchia ma sempre attuale: in Italia la cultura è ostaggio di scelte politiche e, anche per il futuro di Europacinema, più che il progetto artistico sarà decisiva la volontà (e i soldi) delle istituzioni.

Michele Nardini

Michele Nardini è laureato in Cinema, Teatro e produzione multimediale all’Università di Pisa e ha alle spalle un Master in Comunicazione pubblica e politica. Giornalista pubblicista, sta maturando esperienze in uffici stampa e in redazioni di quotidiani, ma la sua grande passione rimane il cinema
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