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Infinitely Polar Bear di Maya Forbes – Torino Film Festival 32, Festa Mobile : la recensione

Infinitely Polar Bear di Maya Forbes è una commedia intima e familiare su uno sfondo drammatico. Una trama che offre potenzialmente facili spunti per attecchire sulla fragile emotività del pubblico, comodi espedienti drammaturgici per commuovere il pubblico. Ma che la regista decide di non adoperare, preferendo invece dotare i personaggi di caratteri eccentrici, costruendo legami e conflitti in episodi comici e struggenti.

Un padre che soffre di disturbi bipolari, una madre su cui grava l’intera responsabilità delle figlie, alla ricerca di un lavoro che permetta loro un sostentamento dignitoso e le due bambine determinate come la madre e con un pizzico di follia paterna che saranno le principali fautrici della ricongiunzione genitoriale. Protagonisti quindi forti e dignitosi, che trovano il coraggio e la voglia di andare avanti in una vita piena di insicurezze, proprio grazie al supporto reciproco, affrontando le iniquità e le discriminazioni della società che abitano, fino a sovvertire il sistema del microcosmo familiare, in un ribaltamento dei ruoli prefissi e a tratti completamente allo sbando. Folle risoluzione che li porterà alla salvezza e al raggiungimento della serenità.

Instabilità e razionalità sono quindi le componenti principali di questo film, macroinsiemi dove si convogliano frustrazioni, gioie, paure e spensieratezze.

L’inaccettabile ruolo di genitore da parte del padre (un Mark Ruffalo impeccabile) e l’aspirazione morale e personale di una donna che cerca di trovare un lavoro degno delle sue potenzialità. L’uno alla ricerca della libertà eterna e l’altra di un sicuro posto lavorativo. Personalità agli antipodi, ma accomunate dal profondo amore incondizionato per le due bambine.

Un film che si sviluppa ad un ritmo a tratti anticonvenzionale, ma perfettamente in sintonia con lo spirito delle vicende, in cui è onnipresente quel pizzico di follia che forse è ciò che permette di maturare al meglio e di affrontare il mondo con consapevolezza e spirito d’avventura, con tenacia e coscienza delle proprie potenzialità e dei propri limiti.

 

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