Indie-eye – Cinema – Rivista di Critica Cinematografica

Presentato al Lucca Film Festival nella sezione cortometraggi il film della talentuosa regista cinese Lin Wang: la recensione di Death in a Day 

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C’è un forte elemento autobiografico nell’intenso film della regista cinese Lin Wang, presentato in concorso al Lucca Film Festival nella sezione corti curata da Rachele Pollastrini.

La morte in un giorno nasce da un sogno della Wang dove un gruppo di uomini mascherati, sostano in piedi appena sotto la superficie acquatica di un lago. Gli uomini la guardano e innescano in lei una meditazione sul senso dell’esistenza. A distanza di un mese lo zio della regista muore per un cancro al fegato. Il film è esplicitamente dedicato agli insegnamenti che l’uomo ha regalato alla Wang e alla lotta dei famigliari con una malattia distruttiva e autodistruttiva, segnata dall’abuso di alcolici.

Death in Day non è una trasposizione esatta del dramma personale della regista cinese, ma parte da quello per costruire un’elegia del contrasto. Vita e morte si avvitano in un succedersi di frammenti che mostrano al loro interno l’altro lato del significato letterale. Dal punto di vista narrativo sono piccoli quadri delimitati dalla scelta di girare in 4:3, comprimendo il dettaglio con il gusto del tutto apparente per le nature morte. Una dimensione fortemente pittorica che viene disattesa dall’ambiguità dello sguardo, sempre a metà tra stupore e dolore.

Quando il piccolo Evan accompagna la madre nella camera d’ospedale dove giace il padre morente, l’orizzonte visivo del bimbo è quello del cortile antistante dove alcuni bambini lo chiamano per giocare. La Wang costruisce un commuovente controcampo con una serie di false soggettive che mettono insieme la dimensione aurale con quella visiva. Mentre la madre, inquadrata di spalle, osserva silente il marito in coma, si sovrappone il chiasso dei bambini a tratti insopportabile.

Lo stesso contrasto tra urgenza della vita e inesorabilità della morte viene ripetuto con la descrizione dello zio di Evan sul miglior metodo per uccidere un pesce. La meraviglia per la vita si sovrappone senza alcun giudizio morale a quella per la morte.

La Wang non sembra trovare conciliazione se non nella visione conclusiva, apparizione dell’invisibile che solo i bimbi sono capaci di cogliere.

Immerso nella luce tra realtà e trasfigurazione espressionista del talentuoso Matthew Tanner, Death in Day è un piccolo miracolo narrativo, di quelli che non fermandosi alle qualità esplicite dell’immagine, la utilizzano come un’esca per qualcosa di diverso. 

Basterebbe chiudere un occhio.

Michele Faggi

Lin Wang
Death in a Day
USA - 2016

Con Evan Liu, Wei Ren, Allen Theosky Rowe, Jun Nian Cheng
Durata 13 min