giovedì, Ottobre 1, 2020

Man Down di Dito Montiel a Venezia 72 – La conferenza stampa

Man Down di Dito Montiel – Usa, 92’ Shia LaBeouf, Kate Mara, Jai Courtney, Gary Oldman

Girato in 24 giorni Man down racconta la storia di un giovane marine americano (Gabriel Drummer) interpretato da Shia LaBeouf. Inviato in missione in Afghanistan commette un tragico errore che cambierà per sempre la sua vita. Gabriel dovrà fare i conti con se stesso, i propri affetti, la propria famiglia ed i traumi della guerra. Nel tentativo di fare chiarezza tra reale ed irreale. Man down (Venezia 72, Orizzonti) trasporta lo spettatore in un mondo complesso e ricco di colpi di scena

Vito Montiel, regista di Man Down, apre la conferenza stampa a Venezia 72:

Sono molto contento di essere qui a Venezia 72 con il mio amico e grandissimo attore Shia LaBeouf, uno degli attori più bravi al mondo secondo me. Da tanto tempo cercavamo, dopo A Guide to Recognizing Your Saints (2006) un film su cui lavorare insieme.
Una delle idee di base di questo film è quella di mostrare la guerra non relegandola alla semplice cronaca militare.

Prende la parola Shia LaBeouf, protagonista di Man down:

Lavorare con Dito Montiel in “A guide to recognizing your saints” è stata una esperienza fantastica ed è stato bello ripeterla in questo film. Siamo molto affiatati insieme, ci conosciamo bene e questo ci consente di lavorare al meglio. Amo molto recitare con gli amici in un clima familiare e sereno. Questa sceneggiatura mi è stata proposta in un momento molto difficile della mia vita e ho affrontato il lavoro sul mio personaggio in Man down quasi come una terapia. Senza dubbio Gabriel Drummer (il marine protagonista del film) è stato il personaggio più difficile che ho mai recitato.

Che ricerche avete fatto per rendere così realistico questo film?

Quando ho ricevuto questa sceneggiatura da Adam Simon mi sono subito appassionato – risponde il regista Dito Montiel. Ci sono tante questioni tecniche tratte dalla vita militare quotidiana in Man down, per questo abbiamo avuto bisogno di un consulente militare per tutti gli aspetti tecnici. Ma alla fine questo film è una storia molto umana, non considero Man down come un semplice film di guerra.

Per Shia LaBeouf: qual’è stato il momento più oscuro, il più difficile da girare?

Il momento più difficile sono state sicuramente le scene con Charlie (il figlio del protagonista) è stato difficile recitare quelle scene.
Il rapporto padre figlio è molto importante in Man down, ci sono molte scene toccanti e non è stato facile girarle. Sopratutto quando il mio personaggio deve affrontare i propri mostri interiori in un fragile equilibrio psichico.

L’aspetto singolare di questo film è il lato oscuro del soldato, che fa diventare il film quasi “fantascienza”, trovo questa proposta molto audace.

La guerra è una esperienza terribile. E’ un film soggettivo, racconta una storia: un padre che ha combattuto in Afghanistan con il suo migliore amico, una moglie e un figlio che cercano di uscire da una situazione molto difficile, molto traumatica.

Amo molto “Il pianeta delle scimmie” – racconta Dito Montiel – e sicuramente quei film mi hanno ispirato. I lati “oscuri” del film sono stati facilitati dal fatto che abbiamo girato in una location devastata dall’urgano Katrina. Abbiamo potuto girare in una zona, di per se folle.

Risponde anche Adam Simon, sceneggiatore di Man down, in conferenza stampa a Venezia 72:
Non è un semplice film di guerra, volevamo affrontare tanti aspetti legati alla follia, al rapporto padre figlio, alla vita familiare del protagonista.

Interviene anche l’attore Shia LaBeouf:
Man down
segue in realtà un padre e un figlio, anche secondo me non è un film sulla guerra in Afghanistan.

Nel film, oltre al dramma della guerra, è presente anche un dramma personale del protagonista che deve affrontare anche il tradimento della moglie, ho cercato di recitare nel modo più spontaneo possibile, cercando di immedesimarmi il più possibile nella storia del mio personaggio.

In Man down ci sono scene di dialoghi molto lunghi con Gary Oldman. Shia LaBeouf, è stato difficile per te girarle?

Per me è un grande attore. E’ vero, abbiamo una scena insieme che occupa ben 27 pagine del copione. E’ durata davvero tanto quella scena, è stata una bella esperienza poter girare quella parte del film. Per me Gary Oldman è un maestro.

Marco Pini
Marco Pini
Marco Pini si occupa di Web marketing, sviluppo web e web 2.0 da più di un decennio

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