Indie-eye – Cinema – Rivista di Critica Cinematografica

Parkland di Peter Landesman In concorso a Venezia 70; tiepida ricostruzione degli eventi successivi all'omicidio Kennedy 

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È il 22 Settembre 1963 a Dallas: lo staff medico del Parkland Memorial Hospital si troverà tra le mani in due giorni il cadavere di un Presidente e quello del suo assassino, circondati da un esterrefatto circo di polizia, agenti federali, stampa e comuni cittadini travolti dall’accaduto. Se Bobby affrontava un altro brusco risveglio dal sogno americano tratteggiando l’affresco di quello che alla fine del film sarebbe andato in frantumi, Landesman si concentra sui cocci appena spezzati, le immediate reazioni alla tragedia di chi non pensava di diventare protagonista della Storia del proprio Paese.

Ma a differenza del film di Estevez, dalla coralità dispiegata non riesce a ricavare ritratti significativi né la temperatura emozionale della Nazione, finendo per mettere in fila frammenti di superficiale emotività: Jackie piange insieme ai medici sconvolti, Zapruder vende il film a Life Magazine ma è preoccupato per la dignità di Kennedy, i servizi segreti si vergognano del fallimento, l’Air Force One non era pensato per trasportare bare, il fratello di Oswald sente il peso dell’ignominia mentre la madre è una povera pazza.

Landesman, giornalista al suo esordio dietro la macchina da presa, non si distanzia da una mera ricostruzione di fatti più o meno noti, senza imboccare nessuna delle strade analitiche che gli si aprivano davanti: il corpo di Kennedy, mostrato per la prima volta, viene trattato con lo stessa profondità di un qualsiasi prop scenico, mentre l’8mm di Zapruder, primo filmato amatoriale ad incidere l’immaginario collettivo e mostrato, per la sazietà  che ci provoca, solo nei riflessi su occhiali e finestre, si riduce nonostante tutto a spunto per sguinzagliare il mestiere empatico ed emozionale di Giamatti.

Il film riesce in definitiva nell’impresa, perseguita con metodo, di parlare per novanta minuti dell’omicidio più traumatico della Storia Americana dribblando informazioni e prese di posizione sulla sua portata storica, le ombre cospiratorie che appassionarono Stone e ogni ulteriore sfumatura della realtà. Una piatta carrellata di personaggi in sterile lutto, girata con il dispiegamento di energie creative di una ricostruzione di Quark.

Rai Cinema in conferenza stampa ha annunciato che il film sarà trasmesso in prima serata tv nell’anniversario della morte di Kennedy. Un territorio ben più adatto a Parkland rispetto al Concorso Ufficiale di una Mostra del Cinema.

Alfonso Mastrantonio

Alfonso Mastrantonio, prodotto dell'annata '85, scrive di cinema sul web dai tempi dei modem 56k. Nella vita si è messo in testa di farecose che gli piacciano, quindi si è laureato in Linguaggi dei Media, specializzato in Cinema e crede ancora di poterci tirare fuori un lavoro. Vive a Milano, si occupa di nuovi media e, finchè lo fanno entrare, frequenta selezioni e giurie di festival cinematografici.
Alfonso Mastrantonio

Peter Landesman
Parkland
USA - 2013

Con Paul Giamatti, Zac Efron, Tom Welling, Marcia Gay Harden, Billy Bob Thornton
Durata 95 min
Titolo originale Parkland