martedì, Settembre 29, 2020

The Childhood of a Leader di Brady Corbet a Venezia 72 – La conferenza stampa

The Childhood of a Leader di Brady Corbet – Gran Bretagna, Ungheria, Belgio, Francia, 113’ Liam Cunningham, Bérénice Bejo, Stacy Martin, Yolande Moreau, Tom Sweet, Robert Pattinson

The childhood of a leader di Brady Corbet, racconta l’infanzia e l’adolescenza di un futuro capo fascista. I genitori sono americani, trasferitasi in Francia alla fine della prima guerra mondiale, il padre è infatti impegnato nei negoziati del Trattato di Versailles. The Childhood of a Leader è un sinistro ritratto sulle origini del male.

Inizia con una domanda al regista di “The childhood of a leader”, Brady Corbet, la conferenza stampa a Venezia 72.

Per Brady Corbet, non deve essere stato un film facile, ci può dire qualcosa sulla genesi del film?

Avevo pensato a questo film molto tempo fa, 11 anni fa per l’esattezza – risponde Brady Corbet in conferenza stampa a Venezia 2015.

I miei collaboratori, la mia compagna Mona Fastvold  co-autrice della sceneggiatura, mi hanno convinto a recuperare questo progetto. Insieme a mia moglie (Mona Fastvold) abbiamo trovato rapidamente il cast, ma è stato un film difficile. Io sono americano ed è stato davvero complesso fare un film europeo con una troupe europea. Ma sono contento di aver avuto la possibilità di girare un film senza compromessi ed interamente girato in 35 millimetri (unico film del festival di Venezia 2015, girato in 35 mm).

Volevo sapere se per il film ha preso ispirazione da altri registi, ho avuto la sensazione di vedere nel film elementi di molti registi europei come Lars Von Trier ad esempio.

The childhood of a leader – risponde Brady Corbet – parla di eventi che hanno definito e sconvolto il 20esimo secolo (gli eventi del film coprono gli anni tra il 1918 e il 1933): tirannia, violenza, guerre. Il film vuole anche essere un “riflesso” del cinema che ha influenzato il XX secolo, e sicuramente tra gli artisti che hanno definito il nostro cinema è senz’altro presente anche Lars Von Trier da cui sicuramente ho tratto ispirazione, come sono stato influenzato da altri registi europei.

Il film parla di importanti eventi storici. Perchè hai pensato di raccontarli dalla prospettiva di un bambino?

Non volevo dare un giudizio sul personaggio del film. Non mi piacciono le storie facili in cui il bene e il male sono perfettamente identificabili, volevo fare un film sulla vita di un bambino prima che diventasse adulto ed abbracciasse una ideologia.

Molti dei fatti storici che vengono raccontati nel film sono reali. Altri liberamente reinterpretati, nella convinzione che attraverso un’ampia licenza poetica sia possibile esplorare meglio i momenti significativi della storia.

Liam Cunningham, già star della serie tv Games of Thrones così racconta il suo personaggio (il padre del bambino):

Non faccio una parte facile. Non recito un buono ma un personaggio malvagio, ma mi è piaciuto molto recitare questo ruolo. La sceneggiatura non era facile, abbiamo lavorato molto con Brady Corbet sul mio personaggio in modo che lo capissi appieno. Mi sono trovato molto bene con Brady per la libertà che mi ha lasciato nella narrazione del personaggio, permettendomi di esprimermi al meglio come attore.

Come è stata scelta la colonna sonora del film?

La musica è un elemento molto importante nella storia del film – risponde alla domanda Brady Corbet. Scott Walker (nome d’arte del cantautore e compositore americano Noel Scott Engel, musicista di culto, ispiratore di molti artisti tra cui David Bowie) è per me il musicista migliore del pianeta. Era fondamentale per me averlo in questo film, ha lavorato sul “concetto” della tirannia, ed ha approcciato questo argomento con un punto di vista molto originale.

Perchè hai voluto Robert Pattinson nel cast?

Robert Pattinson è un vecchio amico ed ho sempre ammirato il suo gusto, la sua professionalità e carisma, sia io che mia moglie siamo stati subito d’accordo per affidargli questo ruolo.

Volevamo una performance sottile, trattenuta ed era così che volevo si recitasse.

Il cinema per me è qualcosa di architettonico.

Sono molto orgoglioso anche dell’aspetto estetico del mio film.

Penso che non sia difficile girare sulla pellicola, le immagini sono diventate insignificanti con il digitale sono diventate qualcosa di intangibile. Mentre la pellicola è tattile si può toccare è un po’ come la differenza tra un robot (il digitale) ed un essere umano (la pellicola).

Se il film vi piace esteticamente ditelo, uno dei motivi per cui le immagini di questo film sono così belle è proprio perchè è stato girato in pellicola. Con il digitale, le riprese sono virtualmente infinite e si diventa pigri, mentre con la pellicola, è possibile ottenere una migliore e maggiore concentrazione nella recitazione.

Com’è stato scelto il piccolo attore che interpreta il bambino?

Tom Sweet (il bambino in The Childhood of a Leader) – risponde Brady Corbet – lo abbiamo visto giocare su un campo di calcetto e lo abbiamo scelto. Non ci piacciono i casting normali. E’ un vero attore di razza questo ragazzino, è stato molto professionale, l’avrei ripreso per tutta la mia vita.

E’ vero mi hanno davvero trovato mentre giocavo a calcio su un campetto. Per me è stato molto divertente girare questo film – interviene in conferenza stampa a Venezia 72 Tom  Sweet.

Marco Pini
Marco Pini
Marco Pini si occupa di Web marketing, sviluppo web e web 2.0 da più di un decennio

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