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Winter Sleep di Nuri Bilge Ceylan a Cannes 2014: la conferenza stampa

Il regista turco Nuri Bilge Ceylan porta a Cannes 2014 il suo nuovo Winter Sleep dopo cinque film presentati e Cannes e tre premi ricevuti (Uzak nel 2003, Three Monkeys nel 2008 e Once Upon a Time in Anatolia nel 2011) e in conferenza stampa cita subito il recente disastro avvenuto nella miniera di Soma, già ricordato sul red carpet dove aveva esibito, insieme al suo staff, dei cartelli con l’hashtag #soma; riferendosi al proprio governo ha detto: “in Giappone, quando qualcuno muore per un disastro, qualche testa cade giù. Questo non succede in Turchia, nessuno viene destituito, non lo so perchè, forse c’è una differenza culturale”
Allo stesso tempo, a chi gli chiedeva se il suo film avesse qualche connessione politica con la protesta contro il primo ministro turco rispondeva: “Il mio film è stato girato prima dei fatti di giugno, quando lavoro sul set non penso mai alla situazione presente, penso che un regista debba vedere le cose in una prospettiva più ampia. Il ruolo di un regista è diverso da quello di un giornalista. Un regista parla all’anima degli spettatori. Se nei miei film posso introdurre alcuni sentimenti nell’anima delle persone e se queste possono imparare a stupirsi da certe situazioni che descrivo, per me è già un successo”
Winter Sleep è la storia di un attore in pensione che vive degli affari di un piccolo hotel e di altri affitti nella zona, delegati come gestione ad un fedele assistente. Con lui abita la moglie e la sorella divorziata. In più di tre ore di cinema, Nuri Bilge Ceylan tesse una tramatura di rapporti che diventa sempre più stratificata, ispirandosi ai racconti brevi di Chekhov e regalando un capitolo di cinema contemplativo tra parola e immagine con numerosi riferimenti ai dilemmi Shakespeariani, reinterpretati dal punto di vista della cultura Turca secondo una prospettiva esistenzialista.
Il paesaggio suggestivo della Cappadocia è lo sfondo del film: “non volevo utilizzarlo inizialmente, ma ho dovuto farlo; avrei preferito un posto più semplice, in pianura, ma il film doveva essere ambientato in una zona turistica e avevo bisogno di un hotel che fosse in qualche modo isolato dalla città principale, perchè volevo che gli attori vivessero in un contesto isolato. La Cappadocia è l’unico posto che anche in inverno registra la presenza di turisti. Avevo paura di girare li perchè avrebbe potuto apparire troppo bella, troppo interessante. Spero di non averla fatta vedere troppo”

Winter Sleep è un film con molti dialoghi, l’origine sono tre storie brevi di Chekhov, proprio per questo, ha detto il regista, “è stato necessario impiegare attori professionisti  in grado di gestirli, perchè l’intensità della parola sarebbe stata molto forte e difficile da elaborare per attori non professionisti”

Il lavoro sulla sceneggiatura di Winter Sleep, scritta da Nuri Bilge Ceylan insieme a Ebru Ceylan è più ricco rispetto ai film precedenti; l’utilizzo di dialoghi di origine letteraria è molto pericoloso nel cinema “ma alla fine avevamo uno script di 1183 pagine” ha confermato l’attore Haluk Bilginer “qualcosa di più grande di un qualsiasi elenco telefonico; che è stato ridotto in una versione più sintetica e onesta, aderente alla realtà, di cui sono molto contento, ma le pagine di dialogo sono comunque tantissime, questo ci ha messo nelle condizioni di girare scene più lunghe di venti minuti, la camera era infatti sempre accesa, filmavamo sempre, e credo che alla fine ci fossero qualcosa come 200 ore di girato per un risultato di 3 ore e 15 di cinema, quindi una sintesi di cui siamo felici; certamente la quantità di dialoghi è assolutamente poco usuale per un film”

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