Indie-eye – Cinema – Rivista di Critica Cinematografica

Zoran – Il mio nipote scemo, è il primo lungometraggio del regista goriziano Matteo Oleotto, unico film italiano in concorso tra quelli selezionati dalla 28ma settimana internazionale della critica 

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Zoran – Il mio nipote scemo, è il primo lungometraggio del regista goriziano Matteo Oleotto ed è l’unico film italiano in concorso tra quelli selezionati dalla 28ma settimana internazionale della critica. Interpetato dall’attore friulano Giuseppe Battiston è un film realizzato in magico equilibrio tra Slovenia e Friuli e che coinvolge attori, tecnici e una crew mista a partire dal produttore di Transmedia Igor Prinčič fino alla distribuzione che sarà affidata alla friulana Tucker film, nota per lo stretto contatto con il Far East Festival. Battiston interpreta Paolo Bressan quarantenne misantropo e alcolizzato che vive in mezzo a piccole meschinerie senza approfondire nessuna forma affettiva. Ma nella vita sempre cinicamente uguale di Bressan irrompe Zoran, nipote inaspettato che sarà costretto a vivere con lui dopo la morte della Zia e che riconfigurerà a poco a poco la mappatura relazionale di Paolo. Il nipote è un asso al gioco delle freccette, quanto basta per scatenare interesse da parte di Paolo, che per rivalsa contro quel mondo che odia, si improvviserà manager per il nipote. Una nuova opportunità economica che potrebbe, almeno nelle intenzioni di Bressan, portarlo ad una riconciliazione con l’ex moglie, che è una delle ossessioni di Paolo. Ma non tutto si sviluppa secondo le aspettative.
Oleotto torna a casa sua, in Friuli venezia giulia, dopo aver trascorso 13 anni a Roma e ci è tornato per girare il suo primo lungometraggio. Roma è stato il luogo della sua formazione, una distanza che gli ha permesso di osservere con maggiore consapevolezza la vita di un centro a cui è molto legato.

Matteo Oleotto
Zoran, il mio nipote scemo
Italia, slovenia - 2013

Con Giuseppe Battiston, Teco Celio, Rok Presnikar, Marjuta Slamic, Roberto Citran, Riccardo Maranzana, Jan Cvitokovic, Ariella Reggio
Durata 103 min