giovedì, Ottobre 1, 2020

Che Bella Giornata, di Checco Zalone, la conferenza stampa

Checco, un ragazzo pugliese che vive in Brianza con la famiglia, dopo qualche tentativo maldestro di entrare a far parte dell’Arma dei Carabinieri si trova ad intraprendere la carriera di addetto alla sicurezza del Duomo di Milano con l’ambizione, un girono, di poter diventare guardia del corpo del Papa. È qui che conosce Farah una ragazza magrebina che ha deciso con il fratello di compiere un attentato terroristico proprio nel Duomo. Checco, ignorante dal cuore tenero, si innamora perdutamente della giovane che si finge una studentessa di architettura e, corteggiandola maldestramente, la inserisce nel suo scanzonato tessuto familiare fatto di parenti che con mezzi più o meno leciti si aiutano gli uni con gli altri, di abbuffate di cibo e di affetto vero e disinteressato. Farah, che ha perso entrambi i genitori, non rimarrà insensibile alla accoglienza chiassosa ma genuina di Checco e della sua famiglia e si troverà a riconsiderare i suoi fermi propositi di vendetta. Secondo film della coppia Zalone-Nunziante dopo il successo di Cado dalle Nubi (2009), Che bella giornata, dal 5 gennaio nelle sale, è stato presentato ai giornalisti fiorentini dal regista e dall’interprete principale.

Come è nata l’idea di collaborare insieme a questo secondo lungometraggio?

Zalone: Io è Gennaro siamo amici da anni, abbiamo lavorato insieme a Telenorba e da là è partito il nostro sodalizio. Sono contento di aver fatto con lui anche questo secondo film. Mi hanno detto che per la proiezione al pubblico la sala è tutta esaurita, ma non è che i biglietti erano gratis? Il pubblico toscano è molto esigente e un po’ mi spaventa.

Nunziante: Il nostro scopo è stato quello di realizzare un film più articolato rispetto al primo, con più trama. Un racconto sul meridionalismo che è la nostra cultura che nel film è talmente forte e accogliente che rende possibile il mutamento dei progetti terroristici di Farah.

Che rapporto hai col personaggio che interpreti in televisione e al cinema?

Zalone: Un rapporto ottimo, anche se sono sempre costretto a spiegare che di un personaggio si tratta e non di me stesso; il pubblico talvolta fatica a rapportarsi con me, Luca (Medici), pensando di avere a che fare con Checco.

Nel film si fa spesso riferimento al mondo di Internet, quale è il vostro rapporto con questo mezzo?

Nunziante: Un rapporto molto buono e una continua fonte di scoperte e conferme. Nel cast del film, ad esempio, abbiamo 2 vere e proprie star del Web: Luigi Luciano (ormai spalla “storica” di Maccio Capatonda) e la ragazza che interpreta l’insegnante di arabo di Checco, Maha Yacoub che ha un canale Youtube attraverso il quale insegna la sua lingua agli italiani.

A Checco Zalone: Tu ti sei fatto conoscere dal grande pubblico con questo tuo personaggio comico, non pensi che potresti fare anche altro come hanno fatto molti altri comici, ad esempio Benigni?

Quello che per me conta di più è il consenso del pubblico e che chi vede il film mi faccia i complimenti per il cambiamento che c’è stato da Cado dalle nubi come, in effetti, sta accadendo in questi primi giorni. Io non ho la statura di Roberto Benigni ma ho rischiato, avrei potuto fare “Cado dalle nubi 2” e sarebbe stato molto più facile rispetto all’imbarcarsi in questo nuovo progetto.

Nunziante: Dopo il primo film che ha avuto un grande successo avremmo potuto bissare e riprendere il solito filone, invece abbiamo voluto raccontare una storia diversa. La leggerezza aiuta a dare messaggi importanti. Noi non guardiamo il botteghino, ma ci piace parlare con la gente e far divertire senza essere “paraculi”; amiamo il nostro paese nonostante tutto, con la nostra ironia italiana abbiamo superato momenti pessimi.

Nel film c’è anche un cameo di Caparezza che canta ad un battesimo in Puglia.

Zalone: In realtà quel cameo avrebbe dovuto essere interpretato dagli Afterhours con i quali stavo lavorando ad una canzone da cantare insieme, ma il giorno delle riprese sono rimasti bloccati in un aeroporto e abbiamo quindi chiesta a Caparezza che è un nostro grande amico.

Quanto c’è di improvvisato nel film?

Zalone: Molto, anche perché a mio avviso le gag improvvisate sono le più riuscite perche le battute, dopo mesi che le studi, si sedimentano nella tua mente e perdono spontaneità e freschezza. La parte sul viaggio in Puglia è quasi interamente improvvisata.

È un film nel quale si vede e si sente molta Puglia, cosa ne pensate dei movimenti di avanguardia politica e culturale presenti attualmente nella regione?

Zalone: Io sono di Bari e il movimento culturale riguarda di più il Salento che in Italia è pensato come una realtà che forse un po’ si distacca dal resto della regione; a me piace molto ironizzare su alcune tradizioni pugliesi un po’ radical-chic come la pizzica.

Nunziante: Il Salento è mito e marketing; quello che si vede oggi in Puglia è nato venti anni fa da una strada tracciata da personalità come Franco Cassano.

Quanto conta la musica nei tuoi film?

Zalone: La musica è la mia prima grande passione anche se non so leggerla. Per Cado dalle nubi avevo creato dei raccordi musicali con una semplice tastiera, questa volta invece ho voluto fare le cose in grande ed ho affittato uno Steinway.

Tu fai una strepitosa imitazione di Nichi Vendola, ci puoi dare il tuo giudizio sul suo operato?

Zalone: Io sono piuttosto qualunquista e in questo assomiglio al mio personaggio, non do giudizi politici perché non ne ho la competenza. Per quanto riguarda ciò che riguarda lo spettacolo e la cultura in Puglia noto che c’è una grande energia. Mi sento orgoglioso per aver cominciato ad imitare Nichi Vendola quando ancora non era così conosciuto, vorrei riproporlo.

Nunziante: A me il protagonismo di Vendola fa un po’ paura. Negli anni 80 in Puglia vigeva una sorta di dittatura democristiana che poi è saltata anche grazie al lavoro e all’impegno di noi artisti. È stato eletto Emiliano sindaco di Bari e si è fatto avanti Vendola. Spero che si rendano conto che la loro posizione è delicata e importante e che non tradiscano le aspettative di chi li ha sostenuti.

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