lunedì, Dicembre 5, 2022

Le cornici dello sguardo: Venezia 62, sezione orizzonti, tutti i film

Digitale, Hd, nuove linee di tendenza, questo il manifesto della sezione Orizzonti della 62ma mostra del cinema di Venezia.
E se cosi fosse, o se dovesse dispiegarsi una nuova cornice per lo sguardo, ci piace parassitare le parole di Werner Herzog utilizzate per promuovere The Wild Blue Yonder; dove l’atmosfera è fatta di elio liquido e orizzonti ghiacciati; parte della mia/nostra fantasia fantascientifica.
Viaggio; come quello descritto nella sinossi del primo lungometraggio di Liev Schreiber Everything is Illuminated; prodotto dalla Warner Independent Pictures; si parla di ricerca, rivelazione e di una città Ucraina cancellata dalle mappe ufficiali. Percorso nella memoria quello del turco Erden Kıral in Yolda; l’occhio cancellato da Ylmaz Guney per la realizzazione di Yol; un viaggio alla ricerca di quella sovrimpressione. Questo anelare del documentario fuori dai suoi recinti generici, esplode nel cinema di uno dei cineasti più interessati alla slabbratura dei percorsi; la cinese Ning Ying, generazione Chen kaige e Zhang Yimou, presenta il suo nuovo Wu qiong dong. Documento, epistolario, idea di un cinema sinfonico, sono le intenzioni della seconda prova di Franco Battiato come regista; Musikanten, con Alejandro Jodorowsky-Beethoven; girato tra Milano, Roma, l’est europeo e Siena. Matthew Barney torna con i suoi 145 minuti di ambizioni tra mitologia, storia, biotecnologia insieme alla musica e al corpo di Bjork, vero glaucoma di interesse, con drawing restraint 9, un progetto di cui sono già disponibili le tracce sonore, con le voci di Will Oldham, Shiro Nomura e Bjork stessa. Altre tracce sonore per il documentario di Michael Glawogger Workingman’s Death; tracce sullo sfruttamento del lavoro costruite con le immagini sonore di John Zorn nel sedicesimo capitolo delle sue Filmworks, con il supporto ritmico di Cyro Baptista e i dispositivi illbient di Ikue Mori. L’autore di L’Amour, L’Argent, L’Amour presentato a Locarno nel 2000 torna con i 164 minuti di Die Grösse Stille; Philip Groening ha anche un sito ufficiale. Il nuovo film di Li Yu, incontrata a venezia con Elephant and fishes, si chiama Hongyan ed è una coproduzione franco-cinese. Ancora dalla Francia, Jeanne Pierre Limosin con Carmen e il grande documentarista Lech Kowalsky con East of Paradise, altro viaggio, che traccia il percorso della madre di Kowalsky in fuga dai campi di concentramento russi, durante la seconda guerra mondiale. Dopo Memoria del Saqueo, Fernando Solanas torna al documentario e porta a Venezia 62 La dignidad de los nadies. Ancora viaggio nel brasiliano Árido Movie di Lirio Ferreira.
Il Texas del primo film di Fausto Paravidino come regista è in realtà individuato nel basso piemonte, in provincia d’Alessandria; mentre il passaggio che racconta Gil Rossellini nel suo diario Kill Gil assieme alla sorella Isabella è un viaggio al di quà dello specchio dell’immagine, evento speciale insieme a La vida secreta de las palabras nuovo lungometraggio dell’apolide Isabelle Coixet, ancora una volta con la splendida Sarah Polley

Redazione IE Cinema
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