giovedì, Giugno 13, 2024

Berlinale 62 – Concorso – Les adieux à la reine di Benoît Jacquot (Francia, 2012)

Primo film ad essere presentato in concorso a Berlino 2012, Les adieux à la reine di Benoît Jacquot

Benoit Jacquot, regista francese noto in quel di Cannes per la partecipazione al concorso e come membro della giuria, è un amante dichiarato del melodramma, risale infatti al 2001 la trasposizione della Tosca, ma frequente è il suo impegno diretto in teatro.
 Les adieux à la reine si svolge durante i primi giorni della rivoluzione francese nel luglio del 1789. Palcoscenico non è però la riottosa Parigi, ma la placida Versailles, dimora del re di Francia, dove la protagonista è una figura ai margini della storia, ovvero Sidonie Laborde (interpretata da Léa Seydoux),  giovane ragazza che ha l’onore di servire la regina come lettrice di libri. E’ una relazione non convenzionale quella descritta da Jacquot tra Sidonie e  la regina Maria Antonietta. Tra le frivolezze di corte delle prime sequenze e il terrore che dilaga in seguito alle sommosse parigine, l’occhio di Jacquot non si stacca dagli affanni di Sidonie: mentre all’apparenza si dedica con disciplina ai suoi compiti e accetta suo malgrado le regole che le sono imposte,  la ragazza si avvicina alla regina ( una Diane Kruger, sempre a suo agio, nonostante la diversità dei ruoli interpretati negli ultimi tempi), la asseconda e vive di luce riflessa. Sullo sfondo degli imminenti fatti cruenti che infiammeranno Parigi, Jacquot racconta l’amore della regina per la nobildonna Gabrielle De Polignac e la fedeltà che Sidonie dimostrerà a Maria Antonietta, tanto da facilitarne la fuga verso la svizzera insieme all’amante.  Jacquot riesce a tratteggiare una vicenda sincera e a tratti anche divertente senza scadere in un sentimentalismo gratuito;  la levità che attraversa tutto il film sembra favorire i dettagli di una raffinata messinscena al servizio di un onesto realismo, evitando il rischio di indugiare sui tic dei protagonisti. E’ un equilibrio che a Jacquot riesce bene anche per la conoscenza profonda dei toni e dei modi legati al melodramma. La rivoluzione francese, osservata da lontano, funge da sfondo, il punto di vista non è infatti quello dei grandi protagonisti della storia, ma, con la memoria a Renoir e a Rohmer passa attraverso la vita delle figure marginali, a raccontare sono coloro che, come Sidonie, vengono dalla prigione dell’anonimato per poi farvi ritorno.

Davide Minotti
Davide Minotti
Davide Minotti nasce a Frosinone nel 1989. Dopo un'esperienza alla John Cabot University di Roma, si occupa ora di Germanistica e Scandinavistica tra l'Università degli Studi di Firenze e la Rheinische-Friedrich-Wilhelms-Universität di Bonn, dove vive. Appassionato di letteratura e cinema, spera che un giorno questi interessi possano diventare qualcosa di più concreto. Nel frattempo scrive e progetta cortometraggi nel perenne tentativo di realizzarli.

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