Indie-eye – Cinema – Rivista di Critica Cinematografica

Quello di Scott Fitzgerald è un libro pieno di simbolismo, dice Baz Luhrmann durante la conferenza stampa Cannense di Ieri pomeriggio; presente il regista, buona parte del cast principale e lo sceneggiatore Craig Pearce 

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La 66esima edizione del festival di Cannes si è aperta con la proiezione de Il grande Gatsby, diretto da Baz Luhrmann. Presente in conferenza stampa buona parte del cast principale su cui spiccavano Leonardo Di Caprio, nel ruolo di Gatsby, Carey Mulligan, nella parte di Daisy Buchanan e Tobey Maguire che dà volto a Nick Carraway.

“Quando ho letto The Great Gatsby, per la prima volta” – racconta Luhrmann –  “mi trovavo su un treno in Siberia, da solo. Avevo degli audio books e ho messo su il libro di Fitzgerald; ho capito che parlava di ciò che siamo.”

“Per me l’esperienza con Gatsby è stata diversa” – aggiunge lo sceneggiatore Craig Pearce–  “l’ho letto a 15 anni, non capendo tutti gli aspetti. Molte persone dicono: è il mio libro preferito, lo leggo ogni anno e ogni volta mi dà cose diverse.

Anche Leonardo DiCaprio, si dichiara un estimatore del capolavoro di Fitzgerald: “In America The Great Gatsby è essenziale, viene fatto leggere alle scuole superiori. Da piccolo ne ero affascinato, una delle cose impressionanti è che nonostante siano passati 90 anni, la gente continua a discuterne. Poiché è un libro pieno di simbolismo, cerchiamo di capire cosa voglia dire, ogni frase è importante, è un romanzo bellissimo”.
“Non è una storia d’amore” – aggiunge Luhrmann- “è una tragedia di un uomo che cerca di diventare un Rockefeller, ma lungo la strada perde qualcosa di sé stesso”.

“Con Leonardo abbiamo parlato del modo di scrivere di Fitzgerald” – continua il regista – “per noi lo scrittore prende quello che pensiamo e lo mette in parole. Nei miei anni più bohémien, ho letto molto di Scott e Zelda Fitzgerald ed essendo particolarmente affascinato da lei, ho fatto molte ricerche. La cosa che mi colpisce di Gatsby è la grande tecnica di scrittura, Fitzgerald voleva scrivere un grande romanzo americano riuscendoci ed intanto la moglie aveva un’altra storia, proprio qui sulla riviera francese. Un po’ del dolore provato da Scott si sente nel libro”.

Luhrmann racconta poi un episodio accadutogli pochi giorni fa: “Ero alla premiere newyorkese, una donna (che ricordava Katherine Hepburn) stringendomi la mano mi ha detto: sono venuta dal Vermont per vedere come hai trattato il libro di mio nonno. Penso che Scott sarebbe stato fiero di questo film e ho amato la musica, per me l’hai reso al meglio”.

A Leonardo Di Caprio è stato chiesto com’è stato tornare a lavorare con Luhrmann (il loro primo film insieme è Romeo + Juliet del 1996): “Conosco Baz da venti anni, quello che è fantastico di lui è che nel tuo lavoro ti inspira ogni giorno, non solo a dare  il tuo meglio, ma a sognare in grande. Non si può stare in una stanza con lui senza esserne ispirati”.

Tobey Maguire sul lavoro con DiCaprio, suo grande amico: “Siamo molto amici, quindi ha aiutato nel rapporto tra Carraway e Gatsby, abbiamo molta facilità di comunicazione, prendiamo il nostro lavoro molto sul serio, ci divertiamo anche, lui ama indagare tutte le fonti disponibili, ricordo di aver fatto ricerche fino alle 3 di notte, quando il giorno dopo dovevamo girare. È bello lavorare con un amico”.

Carey Mulligan sull’approccio al ruolo di Daisy: Quando sono stata presa nel cast, Baz mi ha dato 16 libri di Zelda Fitzgerald, sono stata a Princeton, ho letto le lettere di Zelda a Fitzgerald e ho capito che è lo stesso modo con cui parla e si comporta Daisy.

In conclusione Luhrman spende parole sulla musica del film: “Fitzgerald conferiva alla musica un ruolo da star, perché voleva che il libro rispecchiasse il momento. Abbiamo pensato che dovevamo fare lo stesso col film. La musica è una star in questo film”.