Indie-eye – Cinema – Rivista di Critica Cinematografica

Quando ho visto Marine Vacht, ha detto François Ozon in conferenza stampa, l’ho trovata diversa dagli altri attori che ho incontrato. Con quest’ultimi avevo l’impressione di assistere ad un documentario. Con Marine, è accaduto qualcosa di diverso. Ho potuto vedere nei suoi occhi la presenza di un mondo interiore, di un mistero. E questo è esattamente ciò che cercavo in questo film; la conferenza stampa di Jeune & Jolie presentato in concorso a Cannes 66 

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Presentato in concorso al 66esimo Festival di Cannes il nuovo film di François Ozon intitolato Jeune et Jolie. Alla conferenza stampa Cannense oltre al regista erano presenti l’attrice Marine Vacht e l’attore Frédéric Pierrot. Annunciato come film scandalo di questa edizione è la storia di una diciassettenne dalla sconvolgente bellezza chiamata Isabelle e interpretata appunto da  da Marine Vacht. “La noia” spinge Isabelle a prostituirsi dopo l’incontro con uno sconosciuto che le offre denaro per farci l’amore. Dopo un’iniziale rifiuto, richiama lo sconosciuto e si offre per 300 euro, cifra standard per la quale Isabelle, adesso Lea per gli amici occasionali, comincia ad offrire le sue prestazioni virtuali e reali. Tutto meno che figlia del degrado, Isabelle sceglie questa strada perchè sostanzialmente lo desidera

“Volevo lavorare con attori giovani, l’adolescenza è spesso idealizzata, presentata in modo quasi glorificante; i miei ricordi adolescenziali sono duri e dolorosi, perciò ho voluto raccontare in maniera diversa questo periodo della vitaha detto il regista francese in conferenza stampa, aggiungendo di preferire, in termini registici, il mantenimento di una certa distanza, rispetto a quello che mette in scena: “Tendo sempre a mantenere una certa distanza, non voglio spiegare troppo le cose

Riguardo alla malinconia,  aspetto centrale del film e parola che viene ripetuta spesso Ozon ha detto: Penso che nell’adolescenza si inizi ad essere malinconici, poiché si perdono le illusioni di quando si è bambini.

Gli attori, nonostante la materia trattata, non hanno riscontrato particolari difficoltà: “Ѐ andato tutto molto bene” – ha affermato Marine Vacht – “abbiamo discusso i vari aspetti della pellicola ed è stato molto piacevole. È stato molto semplice”.

Ozon riguardo al lavoro con Ludivine Sagnier e la Vacht: “Con Ludivine è stato diverso, sono attrici molto differenti, Marine non aveva molta esperienza, Ludivine recita da molti anni.”

La Vacht sul suo personaggio: “Di lei mi hanno attratto il silenzio, la distanza che instaura con le altre persone, non spiega niente e non si scusa”.

L’attrice ha continuato parlando del suo passaggio da modella ad interprete: “Ho lavorato come modella, ma non ho mai visto me stessa in quel ruolo. Ho un problema con le etichette, anche quello attrice. Ho molto apprezzato l’intera esperienza con François. Voglio continuare a lavorare su progetti che hanno un significato per me.”

Sicuramente complesso è il ruolo affidato a Geraldine Prayass e Frédéric Pierrot, genitori che scoprono la figlia coinvolta nel giro della prostituzione; Pierrot interpellato a riguardo ha dichiarato: “Ciò che sembra necessario quando si ha a che fare con le difficoltà della vita, per esempio quando si scopre un problema come quello che ha il padre da me interpretato, è di essere immediatamente consci che qualcosa si è spezzato e dire a te stesso, non ho intenzione di dare alcun giudizio,  semplicemente accetto che qualcosa si è spezzato”.

“Quando ho visto Marine”, ha detto Ozon sulla Vacht“l’ho trovata diversa dagli altri attori che ho incontrato. Con quest’ultimi avevo l’impressione di assistere ad un  documentario. Con Marine, è accaduto qualcosa di diverso. Ho potuto vedere nei suoi occhi la presenza di un mondo interiore, di un mistero. E questo è esattamente ciò che cercavo in questo film.”