Indie-eye – Cinema – Rivista di Critica Cinematografica

Tantissimo glamour per il jet set hollywoodiano che la scorsa notte si è riunito al completo per celebrare il rito che ogni anno si ripete con sempre maggior fasto al Kodak Theatre di Los Angeles, quello della consegna degli Oscar, il resoconto di Caterina Liverani... 

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Tantissimo glamour per il jet set hollywoodiano che la scorsa notte si è riunito al completo per celebrare il rito che ogni anno si ripete con sempre maggior fasto al Kodak Theatre di Los Angeles, quello della consegna degli Oscar.

Fin dai primi rumors su Twitter l’attesa maggiore era per Michelle Williams, ex-compagna del compianto Heath Ledger, ormai icona di stile da molti definita una Audrey Hepburn dei nostri giorni, candidata come miglior attrice per My week with Marylin. In rete ci si domanda anche se la vincitrice nella categoria miglior attrice non protagonista Octavia Spencer saprà valorizzare la sua linea curvy così bene come alle precedenti premiazioni di quest’anno. Il film che di più è entrato nel cuore dei cinguettatori è The Artist, seguito da The Help, mentre fra gli interpreti, oltre a coloro che sono poi risultati i vincitori (Jean Dujardin e Meryl Streep), qualcuno tifa per Brad Pitt in Moneyball.

Tra le prime ad arrivare Penelope Ann Miller dal cast di The Artist fasciata in un abito che rievoca volutamente i fasti della Hollywood celebrata dal suo film, che commenta: «Questo film è come un viaggio bellissimo che dura da tanto tempo ormai. È partito quasi un anno fa da Cannes, e in questi mesi ho potuto conoscere i miei adorabili colleghi molto di più di quanto avessi fatto sul set.»

Jessica Chastain tra le candidate come miglior attrice parla di quando ha appreso la notizia della sua candidatura: «Ero alla sfilata di Giorgio Armani a Parigi e avevo spento il telefono per godermi lo spettacolo, quando l’ho riacceso ero inondata di messaggi e avevo tutti i fotografi intorno a me.»

Ed è la volta della sfilata sul tappeto rosso per il vero outsider di quest’anno, Michel Hazanavicius, regista di The Artist: «Questo è il riconoscimento davvero più importante, e lo è per me ancora di più perché posso condividerlo con mia moglie Berenice (Bejo, protagonista del film) sono così fiero di lei, ha anche appena vinto il Cesar, l’Oscar francese!».

Nick Krause di Paradiso Amaro svela la tecnica che ha adottato per fare colpo su Alexander Payne al provino: «Ho mangiato patatine fritte da un sacchetto per tutto il tempo, per conferire autenticità al ruolo che volevo.»

Gli Oscar 2012 segnano il ritorno alla conduzione di Billy Crystal (Harry ti presento Sally) veterano della cerimonia con ben 9 esperienze alle sue spalle e che scherza: «Questa è la mia nona volta, ormai mi chiamano War Horse!» e apre lo spettacolo con un gustoso numero musicale.

Tra i momenti da ricordare sicuramente la meritatissima vittoria di Asghar Farhadi con Una separazione nella categoria Miglior film straniero, il primo film iraniano a vincere un Oscar, che rivolge il pensiero ai suoi connazionali: «So che molti iraniani in tutto il mondo mi stanno guardando. Stasera l’Iran viene celebrato per la sua grande cultura troppo spesso nascosta sotto la polvere della politica.». Standing ovation e lacrime per Octavia Spencer, felicità per Michel Hazanavicious: «A volte la vita è davvero meravigliosa, e oggi è uno di quei giorni in cui lo è sicuramente!». Il film, vi ricordiamo, uscirà in versione italiana DVD il 21 marzo prossimo per Cecchi Gori Home Video, gli Extra sono curati dallo staff di indie-eye.it e includono un’intervista realizzata da Michele Faggi con il supporto di Caterina Liverani.

Come di consueto il toccante momento In Memoriam con il quale si celebrano artisti e maestranze scomparsi durante l’anno purtroppo lascia fuori qualcuno che vale la pena di ricordare, e quest’anno è successo a Theo Angelopoulos, mentre si sono ricordati fra gli altri Jane Russell, Ben Gazzara, Liz Taylor, Annie Girardaut, Whitney Houston, Sidney Lumet e Steve Jobs per il suo impegno come produttore.

Cerca di controllare l’emozione Jean Dujardin, primo francese a trionfare come miglior attore protagonista recitando nella lingua più antica e internazionale del cinema: il muto.

«Con ogni tuo ruolo alzi di un livello un’asticella invisibile che diventa sempre più difficile da eguagliare per noi altri» così Colin Firth saluta la miglior attrice protagonista Meryl Streep che risponde alla stand ovation in suo onore, sorridendo, con un «Oh, come on! Appena Colin ha chiamato il mio nome ho avuto la sensazione che tutta l’America stesse borbottando un “Oh, no, ancora lei!?” Beh, ma che importa!» dice la diva ridendo.

Ci piace finire citando una frase da uno degli inserti trasmessi durante la cerimonia con  interviste ad attori che raccontano cosa è per loro il cinema; Edward Norton ha detto: «Andando al cinema capisci qualcosa che prima non capivi. Questa è la vita.»

Di seguito tutti i premi e i vincitori.

MIGLIOR SCENOGRAFIA

Hugo Cabret (Dante Ferretti, Francesca Lo Schiavo)

MIGLIORE FOTOGRAFIA

Hugo Cabret

MIGLIORI MUSICHE ORIGINALI

The Artist

MIGLIOR MIXAGGIO SONORO

Hugo Cabret

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO

Hugo Cabret

MIGLIOR TRUCCO

The Iron Lady

MIGLIORI COSTUMI

The Artist

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI

Hugo Cabret

MIGLIOR MONTAGGIO

Millennum, The girl with the dragon tatoo

MIGLIOR LUNGOMETRAGGIO ANIMATO

Rango

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO ANIMATO

 The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessemore

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE

Man or muppet I Muppet

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO D’AZIONE

The Shore

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO

Saving Face

MIGLIOR DOCUMENTARIO

Undefeated

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE

Midnight in Paris

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE

Paradiso Amaro

MIGLIOR FILM STRANIERO

A Separation (Iran)

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA

Jean Dujardin The Artist

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA

Octavia Spencer The Help

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA

Meryl Streep The Iron lady

MIGIOR ATTORE NON PROTAGONISTA

Christopher Plummer Beginners

MIGLIOR FILM

The Artist

MIGLIORE REGIA

Michel Hazanavicious The Artist