martedì, Settembre 29, 2020

The company you keep, l’incontro con Robert Redford a Venezia 69, Fuori Concorso

Jim Grant (Robert Redford) è un avvocato rimasto vedovo di recente di una donna molto più giovane che gli ha lasciato una figlia di 11 anni a cui pensare; fa una vita piuttosto ritirata e si occupa della ragazzina. L’arresto della casalinga e madre di famiglia Sharon Solarz ex militante di Weather Underground (Susan Sarandon) per l’aver partecipato 30 anni prima ad una che era costata la vita di una persona accende l’interesse di Ben Shepard (Shia LaBeuf) giovane reporter d’assalto che scopre una connessione fra Sharon e Jim che da giovani militavano nel medesimo gruppo.

Una volta pensato all’incolumità della figlia la priorità per Grant è fuggire ed arrivare a provare la propria innocenza compiendo un viaggio a ritroso nel proprio passato tra ideali, vecchi amori e segreti mai svelati.

Redford presentando fuori concorso The company you keep, indaga e rilegge alcuni capitoli di storia americana non troppo lontani dal presente e per farlo si affida ad un racconto avvincente di impianto hollywoodiano classico simile a quelli a cui ci ha abituati nella sua carriera da regista (In mezzo scorre il fiume, L’uomo che sussurrava ai cavalli, Leoni per Agnelli).

Generazioni diverse e ideali diversi si scontrano: quella di Grant\Redford e di Sharon\Sarandon che si batteva mettendo in gioco tutto e rischiando la propria vita, e quella di Ben\LaBeuf che sembra focalizzata unicamente sulla carriera più che sulla ricerca della verità dei fatti, almeno in un primo momento. Ma c’è anche il punto di vista di Daniel Grant (interpretato dal premio Oscar Chris Cooper) fratello di Jim che benchè giovane all’epoca di Weather Underground e non completamente cosciente della lotta di suo fratello maggiore, sentiva istintivamente che era giusta e lo ammirava profondamente, e, naturalmente, quello di Isabel la figlioletta di Grant che ha solo 11 anni, un destino ancora da compiersi e ideali nuovi su cui puntare.

Nel cast del nono film da regista di Robert Redford anche Nick Nolte, Richard Jenkins, Julie Christie, Anna Kendrik e Stanley Tucci

Mi sono sentito pronto per questo soggetto che ruota attorno al movimento Weather Underground perché è qualcosa che ormai è diventato storia americana ed è entrato nel novero dei fatti che si possono osservare ed analizzare con un certo distacco. Trovavo che in particolare questa storia (tratta dal romanzo di Nei Gordon) avesse delle similitudini con un grande classico della letteratura come I Miserabili. Sono queste le cose che mi hanno affascinato. Ha dichiarato Redford durante l’incontro con la stampa che ha seguito la proiezione del film presentato fuori concorso a Venezia 69.

All’epoca dei fatti che racconto io pensavo che chi si ribellava aveva senz’altro degli ottimi motivi per farlo, ma allo stesso tempo pensavo che l’auto-compiacimento li avrebbe distrutti. Io ero un outsider, non ero politicamente coinvolto, stavo mettendo su famiglia e mi stavo costruendo una carriera, ero quindi uno spettatore.

A proposito del tema del giornalismo d’assalto che nel film è rappresentato dal personaggio di Ben interpretato da Shia LaBeuf, Redford ricorda la sua partecipazione al film di Alan J Pakula Tutti gli uomini del presidente (1976): Quel film appartiene ad un’epoca diversa nella quale non c’era internet e tutte le tecnologie che hanno aumentato il flusso dell’informazione. E

non c’era sicuramente nei giornalisti la rabbia di oggi. Loro perseguivano la verità ma cercavano la gloria e la gratificazione del loro ego tramite questo. In The Company you keep Ben sa che se arriverà alla notizia prima dell’FBI avrà un importante riscontro personale. Questo costituisce sicuramente un legame tra i due film e tra le due generazioni di professionisti dell’informazione.

Shia LaBeuf: Per prepararmi a questo personaggio ho studiato attentamente quel film e i due protagonisti: Robert, l’idealista e Dustin Hoffman, lo spregiudicato. Ho cercato di mescolare i due personaggi. Nella mia generazione di giornalisti noto però che è la volontà di fare uno scoop a prevalere sugli ideali.

Redford si esprime sulla attuale situazione politica americana: Attualmente negli Stati Uniti c’è una parte, rappresentata da Obama, che pensa che il cambiamento sia giusto e che porti in una direzione positiva e un’altra parte che ne ha paura perché pensa che tale cambiamento possa portar via loro terreno guadagnato e privilegi. Tutto ciò da origine ad uno scontro che mi rattrista molto.

E a proposito del film conclude:

Nonostante i molti riferimenti politici The company you keep parla di ciò che è disposto a fare un uomo per sua figlia e per conservare il suo amore.

Shia LaBeuf risponde divertito a chi gli chiede se abbraccerà mai una carriera da regista: Per il momento cerco di essere bravo in quello che faccio. Ho la capacità di concentrazione di un attore che tutti sanno dura solo 6 mesi (ride). Bob riesce a lavorare 5 anni su un solo progetto e non so come faccia.

 

Marco Pini
Marco Pini
Marco Pini si occupa di Web marketing, sviluppo web e web 2.0 da più di un decennio

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