mercoledì, Agosto 12, 2020

Frères ennemis di David Oelhoffen la Conferenza Stampa a Venezia 75

Frères ennemis in concorso a Venezia 75 la Conferenza Stampa

Fréres Ennemis. Regia: David Oelhoffen. Produzione: One World Films (Marc du Pontavice, Margaux Balsan), BAC Films (David Grumbach, Mathieu Robinet), Versus Production (Jacques- Henri Bronckart) – Durata: 111’. Lingua: francese.

Fréres ennemis sinossi:
Nati e cresciuti in una periferia in cui domina la legge del narcotraffico, Manuel e Driss erano come fratelli. Da adulti però finiscono per prendere strade opposte: Manuel ha scelto di abbracciare la vita del criminale, Driss l’ha rinnegata ed è diventato un poliziotto.
Quando il più grande affare di Manuel va storto, i due uomini si incontrano di nuovo e si rendono conto che entrambi hanno bisogno l’uno dell’altro per sopravvivere nei loro mondi. Nonostante l’odio, fra tradimenti e rancori, riscoprono l’unica cosa rimasta a unirli nel profondo: l’attaccamento viscerale al luogo della loro infanzia.

Prima domanda per il Regista David Oelhoffen:
Questo film mi sembra un “noir” girato come un dramma, che legame ha con i film di genere?

Penso che questo film sia un dramma non un film poliziesco o noir.

Quello che mi interessava in “Frères ennemis” era raccontare il profondo legame tra i due protagonisti, raccontarne l’essenza nonostante le differenze tra di loro (i protagonisti sono un poliziotto ed un pusher che hanno vissuto insieme la propria infanzia, prendendo da adulti strade opposte).

Mi piace il “cinema di genere”, ma ritengo che sia un contenitore all’interno del quale inserire una storia che racconti la Francia contemporanea.

Mi è piaciuto mostrare un lato fortemente sociale in questo film, che non sempre trova spazio nel genere poliziesco.

Ho anche lasciato molta libertà agli attori nel dialogo e nel rappresentare la vita nelle periferie.

Per Matthias Schoenaerts.
Come si è rapportato con il suo personaggio?

Il mio personaggio è in trappola. Ha la sensazione per gran parte del film di non avere via d’uscita. In tutto il film mostra una grande lealtà e dimostra di credere nell’amicizia. Penso che siano due sentimenti molto nobili e rilevanti ed abbiano un grandissimo valore.

Domanda per Matthias Schonaerts e Reda Kateb:
Come avete lavorato sui vostri personaggi e sul loro legame?

Matthias Schonaerts: ho conosciuto Reda anni fa ed avevo tanta voglia di lavorare con lui. Quando sono stato contattato per questo film e mi è stato detto che finalmente avrei avuto la fortuna di lavorare con Reda ero davvero felice, fin da subito avevo tanto entusiasmo. Abbiamo lavorato molto, ma alla base c’era la volontà di recitare insieme e tanto entusiasmo.

Reda Kateb: Concordo con Matthias. Lo considero uno dei migliori attori in circolazione. Aspettavo da tempo l’occasione di raccontare le banlieu in modo diverso dal solito. L’entusiasmo fa parte di questo lavoro ed è un elemento molto importante nella riuscita di un film.

Mi piace molto il mio personaggio, questo poliziotto che ha scelto di esserlo, profondamente repubblicano con un occhio attento agli aspetti sociali del suo ruolo istituzionale.

Per il regista David Oelhoffen:
Ho notato che nel film ci sono molti riferimenti alla cultura araba, può parlarci di questo aspetto?

Si è vero. La cultura araba è presente nella società francese ed il mio film vuole essere uno sguardo sulla Francia del nostro tempo. Mio padre è stato insegnante in Algeria e un pò tutte le famiglie francesi hanno un legame con l’Algeria o con il Maghreb. La Francia, per il suo passato coloniale, è intimamente legata con l’Algeria e con il Maghreb.

Indaghiamo l’anima dei personaggi, non ci focalizziamo su categorie semplici come “buono” e “cattivo” ma vogliamo mostrare i personaggi in tutte le loro sfaccettature.

Marco Pini
Marco Pini
Marco Pini si occupa di Web marketing, sviluppo web e web 2.0 da più di un decennio

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