Indie-eye – Cinema – Rivista di Critica Cinematografica

Le Pacte si accorda con Amazon per i diritti esclusivi di distribuzione del Pinocchio di Matteo Garrone con Amazon. L'associazione Francese del Cinema d'arte e d'essai non ci sta e definisce l'accordo come un colpo mortale inferto al sistema cinematografico: Ogni settimana e ogni giorno che passa vengono rafforzate le piattaforme globali mentre si indebolisce un sistema nazionale regolamentato. 

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François Aymé, presidente di AFCAE, l’associazione Francese del cinema d’Arte e d’essai è molto preoccupato dalla scelta di Le Pacte di vendere i diritti esclusivi di diffusione di “Pinocchio” di Matteo Garrone ad Amazon. Il film, che doveva esser distribuito regolarmente nelle sale francesi a Marzo, aveva subito alcuni slittamenti per l’emergenza epidemiologica, fino a considerare il prossimo luglio come mese possibile per l’uscita nei cinema.

Per Aymé, questo è un nuovo colpo mortale inferto al sistema distributivo, già vessato dalla chiusura delle sale.

Jean Labadie di Le Pacte ha spiegato la mossa adducendo una serie di fattori negativi, tra cui il costo della promozione già avviata, il rischio di una dura concorrenza in autunno e la necessità di ricavare denaro.

Ma Aymé giudica il cambiamento di strategia come un allarme serio: “Garrone è un grande autore dal respiro internazionale, capace di conciliare originalità, livello artistico e grande pubblico. La vocazione intrinseca di un film come Pinocchio è il grande schermo, proprio perché rappresenta un connubio tra il film per famiglie e il cinema d’autore, capace di rappresentare un’alternativa europea stimolante ai film d’animazione delle major statunitensi”

Nei mesi scorsi Aymé e AFCAE, proprio in collaborazione con Le Pacte, hanno sostenuto questa idea, favorendo una promozione battente tra il pubblico giovane, coinvolgendo una rete di 1.200 sale affiliate, grazie anche al sostegno del Centre national du cinéma et de l’image animée. Questo significa che i cinema che ospitano normalmente film d’autore erano prontissimi a difendere e a promuovere quello di Garrone in Francia.

“Proprio perché Le Pacte rappresenta un punto di riferimento per la distribuzione di cinema d’autore – ha aggiunto Aymé – è davvero preoccupante il suo accordo per la distribuzione esclusiva di Pinocchio. Il distributore di Ken Loach che vende l’esclusiva di uno dei suoi film più preziosi ad Amazon: un segno nient’affatto incoraggiante”

Aymé, per rispondere alle affermazioni di Labadie che si è detto fiducioso nelle capacità di Amazon di comunicare con gli studenti, ha risposto che è davvero difficile credere alle ambizioni e alle capacità educative del colosso di Jeff Bezos.

In gioco una strategia di recupero della promozione nelle sale: “Il 4 Maggio – dice ancora Aymé – Edouard Philippe ha annunciato che all’inizio di giugno avremmo conosciuto la “data possibile” per la riapertura delle sale. Parallelamente al lavoro della Federazione nazionale dei cinema francesi sulle misure sanitarie da raccomandare. Queste misure essenziali non dovrebbero oscurare la necessità di promuovere l’offerta cinematografica. La professione e le autorità pubbliche hanno solo poche settimane per incoraggiare e supportare i distributori a partecipare a questo pericoloso periodo di recupero. Senza questa strategia di programmazione proattiva, la ripresa essenziale della produzione interrotta a marzo non sarà sufficiente ad evitare la carneficina estiva. Ogni settimana e ogni giorno che passa vengono rafforzate le piattaforme globali mentre si indebolisce un sistema nazionale regolamentato, ad oggi fermo ad un punto morto. I dati sulle presenze di quest’estate, senza incentivi per la realizzazione di film, potrebbero offrire nuove ragioni per i produttori e i distributori per rinunciare alla sala. Il coronavirus è un buco temporale che costringe tutti a rimanere a casa. Una volta che la tempesta sarà passata e il danno sarà compiuto , l’intero ecosistema francese a cui apparteniamo, autorità pubbliche e tutti i professionisti, dovrà riconsolidarsi e ricominciare. E non si tratta di uno stallo”

Michele Faggi