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Revolution of Sound. Tangerine Dream, il documentario sulla seminale band tedesca fondata da Edgar Froese, presentato alla recentissima Berlinale 67. La nostra recensione 

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Di solito, quando si parla di “Berliner Schule” ci si riferisce a un ben definito movimento cinematografico che attraverso le opere di autori quali Christian Petzold o il primo Thomas Arslan, rivitalizzò il cinema tedesco a partire dalla seconda metà degli anni novanta.

Non è così nel documentario “Revolution of Sound. Tangerine Dream”, dove con “Berline Schule” si intende invece un genere della musica elettronica sviluppatosi a Berlino nei primi anni settanta e che ebbe origine nelle sale prova dell’Elektronik Beat Studio Berlin, centro di musica sperimentale fondato e inizialmente diretto dal compositore d’avanguardia Thomas Kessler.

Fu nelle cantine della scuola professionale situata in Pfalzburger Straße 32 che, insieme a musicisti come Klaus Schulze e a band quali Agitation Free e Ash Ra Tempel, i Tangerine Dream si accostarono alla musica elettronica, avviando un percorso che avrebbe contribuito a cambiare negli anni a venire storia e abitudini di ricezione. Fu grazie ai Tangerine Dream (e ai Kraftwerk), infatti, che la musica elettronica, fino ad allora relegata nel mondo dell’avanguardia e delle accademie, fece il suo ingresso in quello delle classifiche discografiche internazionali e delle colonne sonore cinematografiche.

L’opera prima della regista Margarete Kreuzer, da anni attiva come documentarista televisiva, racconta questo percorso focalizzando la narrazione della storia quasi cinquantennale dei Tangerine Dream sull’Io narante di Egdar Froese, fondatore e leader del gruppo musicale, fino alla morte avvenuta il 20 gennaio 2015.

E così, insieme a immagini d’archivio intervallate da interviste condotte con alcuni protagonisti di allora, si dipanano nell’arco dei 90 minuti del documentario veri e propri mantra di musica elettronica, a partire dai primi capolavori: Electronic Meditation (1970), Alpha Centauri (1971) Zeit (1972) e Atem (1973) – eletto da John Peel miglior disco dell’anno per il 1973 – per arrivare alle attuali composizioni.

Interessante è anche constatare quale ruolo abbiano assunto i Tangerine Dream nel cinema. Dopo il successo riscosso dalla colonna sonora scritta per “Sorcerer” (Il Salario della Paura, William Friedkin, 1977), prima effettiva partitura per il cinema realizzata in seguito ad alcuni esperimenti per la televisione tedesca,  la band venne più volte invitata a realizzare colonne sonore. Tra queste segnaliamo Thief (Strade Violente, Michael Mann, 1981), Kamikaze 1989, il film di Wolf Gremm con Fassbinder, in programma alla Berlinale nella retrospettiva “Future Imperfect”,  Risky Business (Paul Brickman, 1983), Legend (Ridley Scott, 1985) e Near Dark (Il buio si avvicina, Kathryn Bigelow, 1987).

“Revolution of Sound. Tangerine Dream”, frutto di diversi anni di ricerca e partorito dalla selezione e montaggio di più di 300 ore di materiale, tra girato e materiale d’archivio, è una testimonianza di grande rispetto per la storia della band. Forse un atteggiamento più critico in alcuni passaggi avrebbe giovato alla resa finale. Di sicuro, però, si tratta di un film realizzato con amore e, in fin dei conti, anche se a volte l’amore è cieco, in questo caso cosa importa? La musica è quello che conta.

Christian Del Monte

Margarete Kreuzer
Revolution of Sound. Tangerine Dream
Germania - 2017

Con Tangerine Dream
Durata 90 min