Indie-eye – Cinema – Rivista di Critica Cinematografica

La regista Daniela Thomas si presenta alla 67. Berlinale nella sezione Panorama Special con Vazante, il suo primo lavoro come autrice dopo diverse collaborazioni con Walter Salles e non ultima la co-regia del lungometraggio Linha de Passe. La nostra recensione 

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Vazante è uno studio sociologico sulle relazioni tra gender e fenomeni di transitional race nella società brasiliana, che si propone l’intento di analizzarne le origini attraverso un discorso teso tra storiografia e fiction, localizzandone i prodomi in una precisa fase del periodo coloniale.
La narrazione ha luogo nel Brasile del 1821, poco prima dell’indipendenza dal Portogallo e sessant’anni prima dell’abolizione della schiavitù. A fungere da scenario è Vazante, un latifondo che nei decenni a venire si ingrandirà trasformandosi nell’omonima cittadina sita nello Stato del Minas Gerais, nel nord del Brasile, e da cui il film prende il nome.

La tenuta fondiaria, basata sul modello schiavista e posta in una zona isolata, è un melting-pot etnico e linguistico popolato da schiavi provenienti dall’Africa e indigeni del Sud America, oltre che dai padroni Portoghesi. I rapporti sociali sono condizionati dalle logiche di dominanza che definiscono una struttura sociale connotata dalla forte differenziazione e gerarchizzazione etnica e di gender, e vengono normativizzati da una violenza che permea le interazioni tra i singoli individui assumendo le più svariate forme, dalla tortura alla violenza sessuale.

In questo crogiolo razziale, il padrone Antonio (Adriano Carvalho), un tempo proprietario di miniera e ora divenuto possidente terriero, si prefigge di intensificare lo sfruttamento dei terreni e avviare gli schiavi all’allevamento del bestiame.

Dopo aver perso moglie e figlio morti durante il parto, l’uomo, desideroso di avere un erede, attraversa una profonda crisi arrivando quasi a morire. Salvato da uno schiavo in fuga e rimessosi in forze, Antonio è ora tormentato da un insaziabile desiderio sessuale che appaga violentando la schiava Feliciana (Jai Baptista), di origini africane.

Il portoghese vuole porre termine al caos emotivo di cui è preda e decide di sposare Beatriz (Luana Nastas), nipote della defunta, nonostante questa sia appena dodicenne. Spera così di poter soddisfare le sue ossessioni sessuali e garantire la propria discendenza.
Il matrimonio ha luogo ma la vicenda prenderà una direzione ben diversa da quella auspicata dal padrone, componendosi in un tragico finale.

Con Vazante, Daniela Thomas ricostruisce la vita quotidiana delle tenute fondiarie delle colonie portoghesi in Brasile rinunciando a facili esotismi ed evitando l’agiografia e le retoriche tipiche del film storiografico, e proponendo col suo film magistralmente raccontato in bianconero una sorta di “dramma originale” che a tutt’oggi riecheggia nella società brasiliana.

Christian Del Monte

Daniela Thomas
Vazante
Brasile, Portogallo - 2017

Durata 116 min