lunedì, Marzo 1, 2021

Zen Sul Ghiaccio Sottile di Margherita Ferri – #Venezia75 – Biennale College

Maia, chiamata ZEN, è una sedicenne solitaria con le caratteristiche di un “maschiaccio”. Vive in un piccolo villaggio sulla cima degli appennini italiani. Parte della squadra locale di hockey, è l’unica ragazza, costantemente bullizzata dalle compagne per il suo atteggiamento mascolino. Quando Vanessa, la bellissima e disorientata ragazza del capitano del team, scappa da casa e si nasconde nel cottage familiare di Maia, la ragazza sente di potersi fidare per la prima volta di qualcuno. Guidate dalla necesità di rompere la catena dei ruoli imposti dalla piccola comunità in cui vivono, Maia e Vanessa intraprendono un viaggio di scoperta reciproca: un’esplorazione della loro identità di genere e della loro sessualità, liquida e senza requie, come il tempo turbolento della gioventù.

“Zen sul Ghiaccio sottile”, il film di Margherita Ferri nella sezione Biennale College di #venezia75 sarà programmato oggi per il pubblico  alle ore 20:00 in Sala Pasinetti

—– Zoom F4 – il registratore audio digitale pro per i filmmaker ——-

Raconto di formazione quello diretto da Margherita Ferri: “Anche se non ho mai giocato a hockey – dice la regista – le turbolenze e i problemi che Maia e Vanessa devono attraversare sono parte della mia storia personale, ovvero la mancanza di pace nell’essere un outsider durante gli  anni dell’adolescenza; la magia di essere attratta da una ragazza senza sapere che cosa accadrà né che nome dare a quei sentimenti; ed infine il desiderio di essere viste e accettate per quello che si è. Emozioni che sono l’essenza vera della mia vita come teenager e del film stesso, che vorrei definire come un pezzo raro di cinema queer italiano. Il desiderio di descrivere un personaggio come Maia che vive ai margini della sua comunità, portandola al centro della narrazione è il centro della mia visione stessa come autrice di cinema. Il film infatti racconta il conflitto tra il desiderio di inquadrarsi e quello di essere accettati per ciò che si è. Un film sull’oppressione dei ruoli di genere e sulla eteronormatività che attraversa la nostra società, oltre alla battaglia che devono combattere tutti i giorni coloro che non si conformano al modello dominante. Il viaggio che Maia attraversa è descritto con immagini di grande lirismo, visualmente giustapposte al personaggio e alle sue emozioni, insieme allo stupefacente e spesso dimenticato paesaggio naturale degli appennini. Con “ZEN” ho voluto esplorare la relazione tra la produzione del paesaggio e l’identità della comunità che vive in questi territori. Ho anche lavorato sul concetto di “paesaggio emozionale” come strumento artistico per coinvolgere il pubblico ad esplorare la dimensione interiore degli stessi personaggi. Un esempio di cinema Italiano contemporaneo profondamente immerso nella comunità LGBT+ con l’obiettivo di portare lo spettatore dentro un viaggio di esplorazione del se, negli anni turbolenti della gioventù”

Le Foto del film

Redazione IE Cinema
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