{"id":1188,"date":"2008-09-05T12:29:54","date_gmt":"2008-09-05T10:29:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=1188"},"modified":"2008-09-06T15:26:40","modified_gmt":"2008-09-06T13:26:40","slug":"cuvari-noci-guardiani-di-notte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/recensioni\/cuvari-noci-guardiani-di-notte.html","title":{"rendered":"Venezia 65 &#8211; Cuvari Noci (Guardiani di notte) di Namik Kabil &#8211; Settimana della critica"},"content":{"rendered":"<p><a  href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-content\/uploads\/cuvari1.jpg\" data-rel=\"lightbox-gallery-0\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\" title=\"\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1190 alignleft\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-content\/uploads\/cuvari1.jpg\" alt=\"\" width=\"264\" height=\"198\" \/><\/a>Cuvari Noci (Guardiani di notte), presentato alla Settimana della Critica, \u00e8 il piccolo film di esordio del regista bosniaco Namik Kabil (classe 1968), gi\u00e0 documentarista e sceneggiatore, prodotto dal Centro per l\u2019Arte Contemporanea di Sarajevo. Per nostra fortuna il film di Kabil ha poco a che fare con il cinema arty, non ha ambizioni elevate e si pone un obiettivo quantomeno apprezzabile: raccontare una storia. O meglio: alcune storie. O meglio ancora: suggerire, a piccoli cenni, frammenti di vita fuori dalle cornici, quotidianamente ossessive, di ci\u00f2 che \u00e8 in campo.<br \/>\nAmbientato in un centro commerciale nella periferia della capitale della Bosnia-Erzegovina, nell\u2019arco di una notte, il film segue le vicissitudini di due guardiani notturni, Mahir e Brizla (detto il Bisteccone). Lo scenario asettico del reparto sanitari e l\u2019arredamento delle cucine, delle sale e delle camere fanno da sfondo ad un susseguirsi di situazioni tipo che lasciano intuire una reiterazione senza scampo.<br \/>\nFilmare la noia senza annoiare \u00e8 il primo, evidente merito di Kabil. La pellicola ben si adegua al ritmo dei suoi personaggi in un piccolo catalogo di gesti giocato su altrettanto piccole variazioni. Kabil si muove con una certa sicurezza nel solco di un minimalismo plumbeo che guarda a Jarmusch e a Kaurismaki (Le luci della sera, altra storia di guardiani notturni). Evita le astrazioni, i movimenti cinematografici centrifughi e la contaminazione coi generi classici che caratterizzano il cinema dei &#8220;maestri&#8221; lasciando i propri personaggi inchiodati ai problemi di ogni giorno, il proprio cinema ad una piattezza tutta europea &#8211; a partire dalla monotona fotografia &#8211; che ben si adatta alle figure. Figure che, senza inseguire metafore ardite, ben rappresentano un paese privo di una definita identit\u00e0 ancor pi\u00f9 dei non-luoghi periferici che abitano.<br \/>\nLa metabolizzazione del dolore attraverso le sofferenze del corpo (forse il tema centrale della pellicola) riguarda certamente le lacerazioni ancora aperte di una guerra fratricida, ma anche le pi\u00f9 normali difficolt\u00e0 quotidiane (la paternit\u00e0 di Mahir). Se la bravura e la naturalezza dei protagonisti evita il rischio (molto prossimo, a dire il vero) che lo sguardo affettuoso di Kabil degeneri in un bonario patetismo \u00e8 proprio nel mix di reazioni fisiologiche che Kabil evita le trappole di un cinema puramente sociologico, azzeccando qualche bel momento di cinema: il dialogo di Brizla con il poliziotto, nel quale la scrittura libera definitivamente quell\u2019umorismo sottotono e stralunato che domina il film e quello, irresistibile, dello stesso Brizla con i cd del corso di autostima.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1191 alignleft\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-content\/uploads\/cuvari2.jpg\" alt=\"\" width=\"60\" height=\"60\" \/><\/p>\n<p style=\"left;\">Cuvari Noci (Guardiani di notte), opera prima del bosniaco Namik Kabil vista a Venezia 65<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":71757,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[46,13,10,40],"tags":[],"class_list":["post-1188","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-23ma-settimana-della-critica","category-nuove-illusioni","category-recensioni","category-venezia-65"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1188","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1188"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1188\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1188"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1188"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1188"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}