{"id":11957,"date":"2012-09-06T13:23:46","date_gmt":"2012-09-06T11:23:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=11957"},"modified":"2014-11-30T19:49:22","modified_gmt":"2014-11-30T17:49:22","slug":"venezia-69-orizzonti-bellas-mariposas-di-salvatore-mereu-italia-2012","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/venezia-69-orizzonti-bellas-mariposas-di-salvatore-mereu-italia-2012.html","title":{"rendered":"Venezia 69 \u2013 Orizzonti \u2013 Bellas mariposas di Salvatore Mereu (Italia, 2012)"},"content":{"rendered":"<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-11958\" title=\"bellas_mariposas_mereu\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-content\/uploads\/bellas_mariposas_mereu.jpg\" alt=\"\" width=\"452\" height=\"254\" \/><strong>Sergio Atzeni<\/strong> \u00e8 stata una delle voci pi\u00f9 importanti della letteratura sarda. Nei suoi libri risuona viva l\u2019identit\u00e0 dell\u2019isola, tra la prosperosa verginit\u00e0 del passato e la realt\u00e0 variopinta, caotica del presente. La storia per Atzeni, figlio della grande famiglia di intellettuali organici sardi, \u00e8 uno strumento di lettura a ritroso, capace cio\u00e8 di dischiudere le incognite della sedimentazione temporale. Il film <strong>Bellas mariposas<\/strong>, basato sull\u2019omonimo libro di Atzeni, \u00e8 proprio questo: una testimonianza dall\u2019incontrollabile carica espressiva; una diapositiva stroboscopica del quotidiano radicata, o meglio cementificata, nei primordi della cultura cagliaritana. Il regista <strong>Salvatore Mereu<\/strong> non \u00e8 nuovo a questo tipo di approccio: il suo precedente <strong>Sonet\u00e0ula<\/strong>, romanzo di formazione per immagini nella Sardegna del 1938, metteva in luce tutta l\u2019attenzione per una terra che si confonde nel mito della civilt\u00e0. Queste considerazioni fungono da sfondo per Bellas mariposas, ma non devono ingannare. Sono s\u00ec necessarie a prendere atto di un contesto in cui tutto (lingua, orari, abitudini) diventa motivo di autarchia, ma non sono vincolate ad una forma rigida, pedante, didascalica. Bellas mariposas stupisce anzi per una struttura che \u00e8 libera al punto da sembrare improvvisata, squadernata. Ambientato in uno dei quartieri popolari a ridosso di Cagliari, il film ha un unico, continuo catalizzatore nella figura di <strong>Cate<\/strong>, un\u2019adolescente trasognata che vive in una famiglia di non-si-capisce-bene-quanti fratelli e due genitori truffaldini che ricevono pensioni a causa di handicap a dir poco moli\u00e8riani. Cate \u00e8 il fulcro della vicenda, guidando lo spettatore attraverso quest\u2019universo intricato e delirante. Non costituisce per\u00f2 l\u2019unico asse portante del film, che accoglie come narratori occasionali tutti coloro che gravitano intorno a Cate. In questo modo ogni domanda occasionale o litigio tra la protagonista e i suoi familiari diventa occasione per una divagazione strutturale: un cinema, insomma, all\u2019interno del quale l\u2019interruzione dei dialoghi e le pause sono elementi metalinguistici. I fatti narrati in Bellas mariposas coprono la antonomastica durata delle 24 ore e si dipanano tra le increspature di un\u2019ambientazione viscerale; l\u2019argomento non pu\u00f2 che essere un giorno nella vita di Cate, una sorta di piccola <strong>Am\u00e9lie Poulain<\/strong>. Lo sguardo di Mereu illumina una vicenda che si impone grazie all\u2019affabile godibilit\u00e0 della trama, pur ritraendo scampoli di vita drammaticamente bassa. L\u2019assenza di filtri \u00e8 forse la principale prerogativa della regia, che si sviluppa sconnessa e irregolare, ma mai sottotono. Nell\u2019ambivalenza dello stile di Mereu si intravede ora il disincantato iperrealismo alla <strong>Scola<\/strong>, ora il misticismo paesano alla <strong>Fellini<\/strong>, mentre i richiami pi\u00f9 attuali sono i racconti familiari di <strong>Virz\u00ec<\/strong>. I paragoni sono utili per definire le caratteristiche di Bellas mariposas, ma sono, come sempre, da soppesare con cautela: il rischio \u00e8 che non rendano giustizia a un film autentico e molto personale. Una coincidenza interessante \u00e8 che a Venezia sia stata proposto un altro curioso ritratto \u201cisolano\u201d con <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/venezia-69-concorso-e-stato-il-figlio-di-daniele-cipri-italia-2012.html\"><strong>\u00c8 stato il figlio<\/strong><\/a> di <strong>Cipr\u00ec<\/strong> : entrambi tratti da romanzi, entrambi profondamente legati alle idiosincrasie della terra, questi due film sono ovviamente diversissimi per impostazione. Mentre Cipr\u00ec avvicina il pi\u00f9 possibile le sue visioni grottesche al reale, Mereu scompone il vero fino a caricaturarlo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-11958\" title=\"bellas_mariposas_mereu\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-content\/uploads\/bellas_mariposas_mereu.jpg\" alt=\"\" width=\"452\" height=\"254\" \/><strong>Sergio Atzeni<\/strong> \u00e8 stata una delle voci pi\u00f9 importanti della letteratura sarda. Nei suoi libri risuona viva l\u2019identit\u00e0 dell\u2019isola, tra la prosperosa verginit\u00e0 del passato e la realt\u00e0 variopinta, caotica del presente. La storia per Atzeni, figlio della grande famiglia di intellettuali organici sardi, \u00e8 uno strumento di lettura a ritroso, capace cio\u00e8 di dischiudere le incognite della sedimentazione temporale. Il film <strong>Bellas mariposas<\/strong>, basato sull\u2019omonimo libro di Atzeni, \u00e8 proprio questo: una testimonianza dall\u2019incontrollabile carica espressiva; una diapositiva stroboscopica del quotidiano radicata, o meglio cementificata, nei primordi della cultura cagliaritana., Venezia 69 sezione orizzonti, la recensione di Davide Minotti<\/p>\n","protected":false},"author":38,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[19,152,10,8,150,240],"tags":[],"class_list":["post-11957","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-news","category-orizzonti-venezia-69","category-recensioni","category-strana-illusione","category-venezia-69","category-venezia69"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11957","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/38"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11957"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11957\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11957"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11957"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11957"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}