{"id":12104,"date":"2012-09-24T21:54:25","date_gmt":"2012-09-24T19:54:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=12104"},"modified":"2012-10-28T12:22:28","modified_gmt":"2012-10-28T10:22:28","slug":"il-corvo-di-henri-georges-clouzot-dvd-teodora-cg-il-piacere-del-cinema-2012","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/digital\/il-corvo-di-henri-georges-clouzot-dvd-teodora-cg-il-piacere-del-cinema-2012.html","title":{"rendered":"Il corvo di Henri &#8211; Georges Clouzot (Dvd Teodora-CG il piacere del cinema, 2012)"},"content":{"rendered":"<p>[box title=&#8221;Il corvo di Henri &#8211; Georges Clouzot (Dvd Teodora-CG il piacere del cinema, 2012)&#8221; color=&#8221;#5C0820&#8243;]<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-12105 alignleft\" title=\"il_corvo\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-content\/uploads\/il_corvo-214x300.jpg\" alt=\"\" width=\"135\" height=\"188\" \/><strong>Titolo Originale<\/strong>: Le corbeau<br \/>\n<strong>Origine\/Anno<\/strong>:Francia, 1943<br \/>\n<strong>Video<\/strong>: 4\/3 1.33:1<br \/>\n<strong>Audio<\/strong>: Francese Dolby Digital 2.0 | Italiano Dolby Digital 2.0<br \/>\n<strong>Sottotitoli<\/strong>: non disponibili<br \/>\n<strong>Extra<\/strong>: Vieri Razzini sul film | Trailer | Galleria fotografica<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cghv.it\/film-dvd\/Il-corvo\/f7806\">Acquista Il Corvo su CG home video<\/a><\/p>\n<p>[\/box]<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-12107 alignleft\" title=\"il_corvo\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-content\/uploads\/il_corvo1.jpg\" alt=\"\" width=\"452\" height=\"394\" \/>Prima della presentazione al 62\u00b0 Festival di Cannes del notevole documentario di <strong>Serge Bromberg<\/strong> e <strong>Ruxandra Medrea<\/strong>, incentrato sul faraonico film incompiuto <strong>L\u2019enfer<\/strong> (1964), <strong>Henri &#8211; Georges Clouzot<\/strong> era da tempo curiosamente caduto nel dimenticatoio. Il suo nome veniva riesumato per lo pi\u00f9 a riguardo del suo prezioso documentario che indagava il metodo picassiano, <strong>Le myst\u00e8re Picasso<\/strong> (1956), ma per il resto la sua opera sembrava condannata ad una distratta sottovalutazione. Eppure, a suo tempo, le pellicole di Clouzot ottennero numerosi successi (come il <em>Leone d\u2019oro<\/em> per <strong>Manon<\/strong> nel \u201949 e la <em>Palma d\u2019oro<\/em> nel \u201953 per<strong> Le salaire de la peur<\/strong>) e, cosa non trascurabile, gremirono le sale. Il suo fu un cinema non facile da classificare, anche per i <em>Jeunes-Turcs<\/em>: troppo cupo e spigoloso, congenitamente misantropo, ma soprattutto troppo sincronico alla realt\u00e0 dell\u2019epoca per rientrare nell\u2019alveo del <em>cin\u00e9ma de papa<\/em> (<strong>Autant-Lara<\/strong>, <strong>Cl\u00e9ment<\/strong>, <strong>Delannoy<\/strong>) , che di certo preferiva rifugiarsi nel soggetto letterario (spesso romanticheggiante) piuttosto che intraprendere il crudo vaglio dell\u2019attualit\u00e0. Clouzot, infatti, merita a tutti gli effetti un posto di riguardo nell\u2019ideale tribuna dei migliori cineasti europei, proprio perch\u00e9 \u00e8 riuscito come pochi altri a radiografare con crudele accuratezza la malattia esistenziale e le tensioni sociali della Francia, che poi sono state anche quelle dell\u2019Europa, del periodo sotto l\u2019occupazione tedesca e del secondo dopoguerra. Un atteggiamento che Clouzot si ritrov\u00f2 a pagare salatamente nel caso de <strong>Il corvo<\/strong>, pietra dello scandalo nella sua carriera. Prodotto con i capitali tedeschi della Continental nella Francia collaborazionista, aspro e graffiante nel ritrarre l\u2019inclinazione alla delazione e al sospetto diffusi nel paese in quegli anni \u2013 molti vi ravvisarono un attacco al governo di Vichy \u2013 Il corvo venne presto bollato come film \u201dantifrancese\u201d. A parte il pubblico, scontent\u00f2 tutti i poteri: violente proteste dalla destra (che lo defin\u00ec \u00abl\u2019antitesi della rivoluzione nazionale\u00bb), dalla sinistra (che lo tacci\u00f2 di \u00abpropaganda nazista\u00bb) e pure dalla Chiesa, che non riusc\u00ec a digerire le posizioni etiche e ideologiche del protagonista. Di conseguenza, all\u2019indomani della Liberazione, in un rinnovato clima di fervente nazionalismo, Clouzot venne processato con l\u2019accusa\u00a0 di \u201ccollaborazionismo\u201d e dunque epurato in quattro e quattr\u2019otto.<\/p>\n<p>Con Il corvo, Clouzot dimostra di saperla gi\u00e0 lunga sulla banalit\u00e0 del male, vent\u2019anni prima che <strong>Hannah Arendt<\/strong> ne parlasse nel suo libro. E\u2019 un\u2019epidemia delatoria in piena regola, quella scatenata dalle velenose lettere che proliferano nella piccola localit\u00e0 di provincia in cui \u00e8 ambientato il film. Nel suo inchiostro, \u201cil corvo\u201d (cos\u00ec si firma lo sconosciuto mittente) mescola calunnie e verit\u00e0 con perfidia inarrivabile, svelando o inventando di sana pianta scomodi retroscena del privato di svariate persone. Il dott. Germain (<strong>Pierre Fresnay<\/strong>), spinto dalla vocazione professionale, tenter\u00e0 di interrompere la diffusione del morbo scaturito dalla penna del \u201ccorvo\u201d, ma non avr\u00e0 vita facile una volta diventato il bersaglio prediletto delle missive, che lo accusano di praticare aborti clandestini. Dopo l\u2019odio, la diffidenza e il sospetto alla fine arriver\u00e0 anche la tragedia: da una lettera, un degente dell\u2019ospedale scoprir\u00e0 che il suo ricovero non \u00e8 dovuto a un piccolo disturbo, come credeva, bens\u00ec a una malattia incurabile e perci\u00f2, precipitato in una cupa disperazione, si toglier\u00e0 la vita.<\/p>\n<p>Tocchi espressionisti con ombre scolpite sulle pareti degli interni, luce abbagliante e inquadrature oblique quando l\u2019azione si sposta sulla piazza, per le strade. Non fa differenza, il male non ha un habitat preferenziale: \u00e8 in perenne movimento e dilaga ovunque.<\/p>\n<p>Tant\u2019\u00e8 che uno dei climax del film avviene proprio alla luce del sole, con il linciaggio dell\u2019infermiera Marie (H\u00e9l\u00e9na Manson), eletta capro espiratorio dalla folla berciante. La valenza manichea del conflitto fra luce e ombra si sfalda: come dice il dott. Vorzet (<strong>Pierre Larquey<\/strong>) mentre fa oscillare una lampada \u00ab<em>Dov\u2019\u00e8 l\u2019ombra e dov\u2019\u00e8 la luce? E dov\u2019\u00e8 la frontiera del male?<\/em>\u00bb. Attraverso il suo personaggio, Clouzot ribadisce il proprio radicale scetticismo \u2013 in odore di nichilismo c\u00e9liniano \u2013 verso la natura umana, convinto che questa sia originariamente intaccata da germi maligni. L\u2019arma delittuosa non \u00e8 un pugnale, ma una penna da cui escono parole velenose, che agisce vigliaccamente a distanza: chiunque potrebbe impugnarla.<\/p>\n<p>E per questo Clouzot mette a punto un geniale meccanismo di attese per cui gli ingranaggi del thriller permettono al sospetto che aleggia nel film di contagiare lo spettatore stesso, che si ritrova davanti a un coro di personaggi ambigui, descritto con indubbio sguardo lombrosiano e orchestrato dal regista con precisione maniacale. Seguendo la via lasciata dalla lettere del \u201ccorvo\u201d, Clouzot punta l\u2019obbiettivo verso i personaggi nell\u2019atto di vuotare il sacco, costretti loro malgrado a confessare quel che si ostinano a celare: in alcuni casi si tratta di vizi, in altri di scelleratezze, in altri ancora di veri e propri reati. Le maschere sociali cadono, le sovrastrutture collaudate dagli uomini nel corso della storia saltano: l\u2019uomo \u00e8 nudo.<\/p>\n<p>Il Dvd edito da <strong>Teodora-CG<\/strong> \u00e8 corredato di vari materiali: trailer, una galleria fotografia e &#8211; com\u2019\u00e8 consuetudine nella collana \u201c<em>Il piacere del cinema<\/em>\u201d &#8211; anche una meticolosa ed esauriente disamina storica e stilistica del film a cura di <strong>Vieri Razzini<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-12107 alignleft\" title=\"il_corvo\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-content\/uploads\/il_corvo1-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"60\" height=\"60\" \/>Diego Baratto ci parla de &#8220;Il Corvo&#8221; di Henri Georges Clouzot, pubblicato recentemente da Teodora \/ CG, nella collana il piacere del Cinema curata da Vieri Razzini&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":30,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[7,19,10,8],"tags":[],"class_list":["post-12104","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-digital","category-news","category-recensioni","category-strana-illusione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12104","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/30"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12104"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12104\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12104"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12104"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12104"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}