{"id":12821,"date":"2012-12-01T02:48:40","date_gmt":"2012-12-01T00:48:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=12821"},"modified":"2024-04-09T21:41:04","modified_gmt":"2024-04-09T20:41:04","slug":"30-torino-film-festival-citadel-di-ciaran-foy-rapporto-confidenziale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/30-torino-film-festival-citadel-di-ciaran-foy-rapporto-confidenziale.html","title":{"rendered":"Citadel di Ciar\u00e1n Foy (Irlanda, 2012) &#8211; Rapporto Confidenziale &#8211; Torino Film Festival 30"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;irlandese <strong>Ciar\u00e1n Foy<\/strong>, dopo essersi diplomato alla principale scuola di cinema Nazionale a Dublino, realizza una serie di corti tra cui un paio che riescono a circolare attraverso un&#8217;ampia rete di festival; <strong>Scumbot<\/strong> e il successivo <strong>The Faeries of Blackheath Woods<\/strong> sono due brevi esercizi di &#8220;genere&#8221; apparentemente diversi tra loro, il primo, quasi un videoclip iperrealista su un gruppo di Hooligans radiocomandati, viene realizzato in DV durante un pomeriggio con uno stile documentale legato ad un uso selvaggio del digitale e un incedere &#8220;street-house&#8221; volutamente amatoriale; il secondo sfrutta al contrario un&#8217;impostazione CGI pi\u00f9 pulita per uscire dal contesto urbano ed entrare in quello della fiaba, ma con il solito gusto per la deformazione e l&#8217;eccesso.<\/p>\n<p><strong>Citadel<\/strong>, il primo lungometraggio di Foy, mette insieme queste intuizioni sullo sfondo di una Glasgow post-apocalittica e Ballardiana, desumendo dallo scrittore britannico quello sguardo disfunzionale sulla morfologia della citt\u00e0 verticale osservata dopo il declino. Tommy (Aneurin Barnard) e Joanne (Amy Shiels), la sua fidanzata incinta, vengono assaliti da un gruppo di ragazzini incappucciati direttamente fuori dal loro appartamento, situato in un edificio fatiscente, parte di un complesso noto come Citadel.<\/p>\n<p>Mentre Tommy \u00e8 costretto in ascensore, vede attraverso il vetro la scena del massacro; quando riuscir\u00e0 a liberarsi da quell&#8217;angusto abitacolo, trover\u00e0 Joanne ferita a morte e con una siringa ipodermica piantata in pancia. La donna entrer\u00e0 in coma profondo dopo aver partorito una bimba e il ragazzo dovr\u00e0 prendersi cura della piccola uscendo ogni giorno in un territorio ostile e abbandonato, filmato come una discarica infinita senza pi\u00f9 nessuna funzione sociale; gli unici luoghi di interazione subiscono una fortissima deformazione di memoria quasi Polanskiana, dove la realt\u00e0 sembra sfaldarsi in una continua riconfigurazione dello sguardo soggettivo.<\/p>\n<p><strong>Ciar\u00e1n Foy<\/strong> fa sprofondare Tommy in un terrore ancestrale, dove nessun luogo \u00e8 sicuro e la minaccia di un attacco esterno viene progressivamente accentuata dal ritorno di queste creature incappucciate, la cui origine sembra appartenere ad una trasmutazione dell&#8217;inconscio in carne,&nbsp; come nell&#8217;immaginario del primo<strong> Cronenberg<\/strong>.<\/p>\n<p>Citadel, a questo livello, condivide quella marcescenza della citt\u00e0, quasi Baconiana, di un film come <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/harry-brown-di-daniel-barber-uk-2009.html\">Harry Brown<\/a> , ma a differenza del film di<strong> Daniel Barber<\/strong>, che cerca nei volti degli occupanti i segni profondi della morte, fa scivolare lentamente il confine tra realt\u00e0 e inconscio in una &#8220;quest&#8221; di tipo fiabesco tanto da sembrare una versione pi\u00f9 laida di un altro titolo anglofono sul cuore nero della Suburbia come <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/digital\/heartless-di-philip-ridley-il-dvd.html\">Heartless<\/a> di <strong>Philip Ridley<\/strong>, autore molto attento al transito tra pi\u00f9 piani di realt\u00e0;&nbsp; se Ridley quindi elabora una complessa metafora della visione su un piano che \u00e8 anche materico e coloristico, Foy sembra prendere in prestito alcune intuizioni narrative dall&#8217;ultimo film del regista Londinese (la relazione tra visione e cecit\u00e0 che cambia sostanza alle creature che abitano la paura di Tommy) virando verso un tagliente incubo monocromatico che ha il suo punto di forza nella morfologia negativa dello spazio urbano; vero e proprio mostro di ferro e terra che imprigiona una realt\u00e0 sociale al collasso.<\/p>\n<p>Se l&#8217;uscita dall&#8217;incubo viene disinnescata, in tutta la sua potenzialit\u00e0 visionaria, da un simbolismo sin troppo urlato (la solita metafora cecit\u00e0\/visione come possibilit\u00e0 di convivere con le proprie paure), l&#8217;immagine dell&#8217;edificio che viene distrutto persiste, a dispetto di alcune scelte pi\u00f9 facili, in uno spazio di confine tra familiarit\u00e0 e orrore, che \u00e8 quello su cui si ergono le <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/venezia-65-plastic-city-dangkou-di-yu-liw-wai-in-concorso.html\">atrocit\u00e0 metafisiche<\/a> della citt\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Citadel, il primo lungometraggio dell&#8217;irlandese Ciar\u00e1n Foy si muove in uno spazio di confine tra familiarit\u00e0 e orrore, quello su cui si erigono le atrocit\u00e0 metafisiche della citt\u00e0<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[525570,191,19,10,8,159],"tags":[223172,226101],"class_list":["post-12821","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-cinema-inglese","category-festivalcinema","category-news","category-recensioni","category-strana-illusione","category-tff30","tag-apocalisse","tag-ciaran-foy"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12821","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12821"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12821\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":69038,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12821\/revisions\/69038"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12821"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12821"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12821"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}