{"id":12834,"date":"2012-12-01T02:48:24","date_gmt":"2012-12-01T00:48:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=12834"},"modified":"2012-12-01T02:48:24","modified_gmt":"2012-12-01T00:48:24","slug":"30-torino-film-festival-pavilion-di-tim-sutton-usa-2012-concorso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/30-torino-film-festival-pavilion-di-tim-sutton-usa-2012-concorso.html","title":{"rendered":"30\u00b0 Torino film Festival &#8211; Pavilion di Tim Sutton (Usa, 2012) &#8211; Concorso"},"content":{"rendered":"<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-12836 alignleft\" title=\"pavillon\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-content\/uploads\/pavillon.jpg\" alt=\"\" width=\"452\" height=\"272\" \/><em>Pavilion<\/em>, di Tim Sutton, racconta l\u2019estate dei ragazzi americani di periferia: la loro vita di tutti i giorni, priva di episodi straordinari. Max e i suoi amici vanno in skate, organizzano feste, fanno escursioni nei boschi, e la macchina da presa registra senza filtri le loro attivit\u00e0. <em>Pavilion<\/em> \u00e8 un film asciutto, spoglio, che rimane continuamente sulla superficie delle cose. Pochi sono gli accenni alla vita di Max, il protagonista del film: un quindicenne che si \u00e8 trasferito da poco in Arizona con il padre per passare l\u2019estate, e che vive temporaneamente in un albergo. Ha fatto nuove amicizie \u2013 che si concluderanno immancabilmente con la fine delle vacanze &#8211; si \u00e8 forse innamorato di una ragazza, ma la sua timidezza gli impedisce di confidarsi. Le giornate passano cos\u00ec, una dopo l\u2019altra, per poi concludersi quando torner\u00e0 a New York dalla madre, lasciando la vita in Arizona cos\u00ec come l\u2019aveva trovata, come se niente fosse successo.<br \/>\nIl tema affrontato, lo stile minimale e la natura \u201cindipendente\u201d di <em>Pavilion<\/em> non possono non far pensare al cinema di <strong>Gus Van Sant<\/strong>. Il film, infatti, dichiara pi\u00f9 di un debito nei confronti del regista di <em>Elephant<\/em> e <em>Paranoid Park<\/em>. Anche quelli di Sutton sono dei giovani silenziosi e introversi come i protagonisti dei due capolavori del regista di Louisville. Max raramente proferisce parola, nemmeno fra i suoi coetanei. Il silenzio che pervade il film &#8211; sia a livello di dialoghi che di commento sonoro &#8211; ci impedisce di penetrare realmente nelle psicologie dei personaggi. <em>Pavilion<\/em> \u00e8 un film \u201cdi superficie\u201d appunto perch\u00e9 non concede allo spettatore di andare oltre le immagini, di provare empatia verso i personaggi. Per l\u2019intero film non conosciamo mai veramente Max e i suoi amici, ci\u00f2 che pensano, ci\u00f2 che sognano, ci\u00f2 che desiderano: un silenzio inquietante, che forse nasconde qualcosa. Non a caso, a smuovere la \u201ccalma piatta\u201d che pervade il film \u2013 e che lo rende comunque faticoso, se non a tratti sfibrante \u2013 \u00e8 un\u2019azione violenta: un ragazzo che, per divertire gli amici, si ferisce il volto con una pinzatrice. Immagini forti che si scontrano con la monotonia generale, che danno un sussulto di brutalit\u00e0 alla ripetitivit\u00e0 della vita dei ragazzi.<br \/>\nLa fotografia assolata del film traduce bene il clima di apatia e di noia che si respira per le strade del paese. Il regista utilizza attori non professionisti il cui compito, probabilmente, \u00e8 quello di recitare semplicemente la vita di tutti i giorni. Le loro sono attivit\u00e0 principalmente fisiche: vanno in skate o in bici, giocano a pallacanestro, fanno escursioni nel lago e per i boschi. Una frenesia continua che forse nasconde un vuoto da colmare. Ma il film, appositamente, non ci dice nient\u2019altro di pi\u00f9: ci\u00f2 che si nasconde dietro la superficie noi non possiamo vederlo, ma solo intuirlo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-12836 alignleft\" title=\"pavillon\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-content\/uploads\/pavillon.jpg\" alt=\"\" width=\"452\" height=\"272\" \/>Pavilion, di Tim Sutton, racconta l\u2019estate dei ragazzi americani di periferia: la loro vita di tutti i giorni, priva di episodi straordinari. Max e i suoi amici vanno in skate, organizzano feste, fanno escursioni nei boschi, e la macchina da presa registra senza filtri le loro attivit\u00e0. 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