{"id":13990,"date":"2013-04-27T16:33:33","date_gmt":"2013-04-27T14:33:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=13990"},"modified":"2026-01-15T16:07:10","modified_gmt":"2026-01-15T15:07:10","slug":"il-vergine-di-jerzy-skolimowski-dvd-eye-division-2012","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/digital\/il-vergine-di-jerzy-skolimowski-dvd-eye-division-2012.html","title":{"rendered":"Il vergine di Jerzy Skolimowski"},"content":{"rendered":"<p>Nel 1966 l\u2019editore belga di riviste automobilistiche <strong>Jacques Ricquier<\/strong> regala una casa di produzione a sua moglie, la polacca <strong>Bronka Abramson<\/strong>, che ha la bizzarra idea di \u2018commissionare un film d\u2019autore\u2019, che cavalchi la moda della Nouvelle Vague, a un giovane cineasta connazionale. Cos\u00ec nel febbraio 1967 arriva a Bruxelles il ventottenne <strong>Jerzy Skolimowski<\/strong>. I coniugi sono espliciti: il budget \u00e8 vincolato al soggetto del film ovvero il mondo dei motori. Ma Skolimowski \u00e8 uno chauffeur che, al di l\u00e0 della meta, decide la strada e con guizzo anarchico e creativo trasforma il <i>product placement<\/i> in arte. Da oggetto concupito, l\u2019automobile si sublima in pura concupiscenza: il desiderio \u00e8 guidare una macchina, non comprarla. Non \u00e8 questione ideologica, beninteso. Semmai esistenziale, giacch\u00e9 riguarda la condizione dei giovani: mettersi al volante della vita guidando ad alta velocit\u00e0, scartare su traiettorie nuove senza i cartelli piantati dai padri.<br \/>\nDi qui la sintonia profonda di Skolimowski con lo strappo eversivo della nuova onda francese e in particolare con il cinema di <b>Jean-Luc Godard<\/b>. Smania e mancanza di mezzi. Perch\u00e9 qui si parla di \u201c<i>ragazzi che hanno la patente ma non la macchina<\/i>\u201d, come sentenzia un vecchio in <b>Barriera <\/b>(1966), il film precedente del regista polacco, dove un giovane errabondo con valigia al seguito ingaggia un epico duello con un\u2019auto ancora incellofanata. Ora eccola a disposizione, l\u2019auto di lusso in terra francofona, e del cinema dei francesi Skolimowski prende a prestito gli elementi essenziali e li conforma alla sua indole. Oltre all\u2019operatore <b>Willy Kurant<\/b>, ingaggia <b>Jean-Pierre L\u00e9aud<\/b> e <b>Catherine Duport<\/b> tutti reduci dal set godardiano del <i>Maschio e la Femmina<\/i> (1966). La storia \u00e8 semplice: la rocambolesca giornata di Marc, un ragazzo col chiodo fisso dei motori, alla ricerca di una Porche con cui partecipare a una gara. L\u2019esile soggetto lascia campo a un tripudio di immagini. Col suo taglio radente da outsider, che della marginalit\u00e0 fa un punto di vista privilegiato, Skolimowski attinge a piene mani all\u2019armamentario godardiano. Affrancandolo dal pericolo incipiente della stilizzazione di maniera, ne fa sfoggio ludico, funzionale alla resa psicologica del protagonista.<\/p>\n<p>La brama della velocit\u00e0 si traduce in gioco sfrenato (\u201c<i>il gioco del cinema si chiama <\/i>motion picture<i> \u2026 consiste nel fotografare il movimento<\/i>\u201d dir\u00e0 in un\u2019intervista) di immagini liriche, surreali, grottesche che assecondano gli accessi d\u2019inquietudine di Marc per il desiderio ostacolato. La sua frustrazione \u00e8 resa con eccessi, ellissi, scarti laterali (come il tram che schiva il tentato suicida). E con il frequente scollamento del sonoro, dove il limite tecnico (l\u2019impossibilit\u00e0 di girare in presa diretta) diventa virtuosismo sintetico. Elementi accessori ingombrano l\u2019inquadratura che lo sguardo dello spettatore \u00e8 costretto a scavalcare (lampioni, ringhiere, cavalli in transito) con un senso di frustrata irritazione indotta (\u201c<i>tutto ci\u00f2 che accade intorno deve provocare una certa irritazione in chi guarda. La vita ci irrita nello stesso modo<\/i>\u201d spiega il regista). Al cinema francese della parola si affianca un cinema dello spazio (lunghi piani sequenza e focali corte sature di dettagli) e del corpo, in cui L\u00e9aud esprime una fisicit\u00e0 inedita e dirompente: elastico come una molla, rimbalza contro le pareti anguste di androni e corridoi, scavalca cancelli e ringhiere; in frenetica corsa il suo corpo si camuffa (per svincolarsi) e si azzuffa (per affermarsi). La lotta \u00e8 sempre fisica per l\u2019ex boxeur Skolimowski. E l\u2019<i>\u00e9lan vital<\/i> \u00e8 quella stessa forza primordiale della caccia e della trappola del suo ultimo <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/venezia-67-concorso-jerzy-skolimowsky-essential-killing-polonia-2010.html\"><b>Essential Killing<\/b><\/a> (2010). Nel finale notturno uno scherzoso suicidio \u00e8 l\u2019ultimo gioco rituale e all\u2019alba, col rombo dei motori della mancata partenza (<b>Le D\u00e9part<\/b> del titolo originale), lo sguardo di Marc al corpo nudo di Mich\u00e8le \u00e8 finalmente composto e pacificato. La pellicola brucia: Marc (<b>Il vergine<\/b> dell\u2019edizione italiana) ha imparato \u201c<i>a distinguere ci\u00f2 che \u00e8 essenziale da ci\u00f2 che non lo \u00e8, in poche parole, \u00e8 diventato adulto<\/i>.\u201d<\/p>\n<p>Orso d\u2019Oro e premio speciale della critica al Festival di Berlino (1967).<strong> Eye Division<\/strong>, una delle label pi\u00f9 recenti tra quelle distribuite dalla CG Home Video dedicate al cinema d\u2019autore, propone la versione integrata dalle scene espunte dalla bigotta censura italiana (l\u2019auto penetrata dal salsicciotto del venditore ambulante). Senza apparente restauro della qualit\u00e0 video originaria (bianco e nero poco contrastato, limite tecnico pi\u00f9 evidente nelle scene notturne), la traccia video ha alcuni graffi presenti probabilmente nella stampa originale utilizzata per il trasferimento da pellicola a digitale, senza quindi nessun restauro evidente a partire dai master originali. Nella versione francese sottotitolata si apprezza meglio la versatilit\u00e0 interpretativa di L\u00e9aud (sussurrata, scandita, sibilata, farsesca). Il tema lirico della canzone di apertura, interpretata da <b>Christiane Legrand,<\/b> si alterna al free jazz sperimentale di <b>Krzysztof Komeda<\/b> (<b>Don Cherry<\/b> alla tromba, sax tenore di <b>Gato Barbieri<\/b>) la cui trama fu creata in contemporanea alle riprese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;edizione Eye division de Il vergine di Jerzy Skolimowski<\/p>\n","protected":false},"author":43,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[7,190,19,10,8],"tags":[135433,279],"class_list":["post-13990","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-digital","category-dvd","category-news","category-recensioni","category-strana-illusione","tag-cinema-polacco","tag-jerzy-skolimowski"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13990","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/43"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13990"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13990\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":45791,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13990\/revisions\/45791"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13990"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13990"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13990"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}