{"id":13999,"date":"2013-04-27T16:49:16","date_gmt":"2013-04-27T14:49:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=13999"},"modified":"2023-01-21T19:24:37","modified_gmt":"2023-01-21T17:24:37","slug":"muffa-kuf-di-ali-aydin-turchia-2012","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/muffa-kuf-di-ali-aydin-turchia-2012.html","title":{"rendered":"Muffa (K\u00fcf) di Ali Ayd\u0131n"},"content":{"rendered":"<p>La prima met\u00e0 degli anni 90 fu un periodo di trasformazione per la Turchia, durante il quale il dialogo intrapreso con l\u2019occidente si contrappose a una politica interna ferocemente repressiva. L\u2019efferatezza del governo e dell\u2019esercito turchi, mascherata dietro l\u2019apologia della lotta al terrorismo, determin\u00f2 un clima di terrore che si espresse al massimo grado con il rapimento e la sparizione dei dissidenti politici. Il fenomeno delle \u2019madri del sabato\u2019 fu una conseguenza di questi crimini indiscriminati: ogni sabato le mogli e le madri degli scomparsi si riunivano per protestare contro la polizia per le vie dei quartieri dabbene di Istanbul, sempre ignorate eppure indomite.<\/p>\n<p>Da queste testimonianze prende spunto l\u2019esordiente <strong>Ali Ayd\u0131n<\/strong> per la realizzazione di <strong>Muffa<\/strong> (K\u00fcf), in uscita nelle sale italiane il prossimo 30 aprile per Sacher Distribuzione dopo essere stato insignito a Venezia del premio Opera Prima Luigi de Laurentiis. Il lavoro di Ayd\u0131n \u00e8 stato innanzitutto di scrittura: la sceneggiatura del film \u00e8 un\u2019indagine a ritroso nell\u2019identit\u00e0 del paese, un\u2019analisi che si avviluppa nei ricordi delle testimoni, le \u2018madri del sabato\u2019, come se una singola storia possa in qualche modo raccontarne altre cento. Muffa \u00e8 per\u00f2 un film anomalo per intenzioni, che rifugge i clich\u00e9 rappresentativi e disattende le aspettative dei benpensanti: Ayd\u0131n non mette in scena il dolore straziante delle madri ed anzi pone una singolare distanza rispetto allo spettatore.<\/p>\n<p>Ecco dunque che il protagonista del film diviene Basri, l\u2019anziano padre di un ragazzo scomparso 18 anni prima ad Istanbul. Rimasto solo dopo la morte della moglie, Basri lavora come guardiano delle ferrovie e incede ogni giorno lungo i binari in uno stato di completo abbandono. Unico contatto con il mondo sono le lettere di protesta che tutti i mesi consegna alla polizia per avere notizie di suo figlio; per questo motivo Basri \u00e8 considerato un soggetto pericoloso e attira l\u2019attenzione di Murat, il nuovo commissario della zona.<\/p>\n<p>La storia descritta da Ayd\u0131n non ha ritmo n\u00e9 ambientazione e si sviluppa nei contrasti tra altipiani sterminati e stanze in penombra, silenzi e interrogatori. Il regista manipola la logica del filmmaking e ne inserisce gli stilemi nell\u2019intrigo delle scelte di regia: il d\u00e9coupage dell\u2019immagine \u00e8 quasi sovraccaricato dall\u2019uso narrativo dei fuochi, lo studio dei primi piani e la ricerca di toni rarefatti. Anche il montaggio non risponde a dinamiche classiche, ma sfrutta l\u2019alternanza tra long take e bruschi stacchi sia nei dialoghi che nei cambi di scena. Il risultato \u00e8 un\u2019opera sorprendentemente matura che permette allo spettatore di vagare tra le memorie del sottosuolo, in quei luoghi della mente del protagonista dove si possono percepire malessere e alienazione. Muffa \u00e8 un film che possiede una certa cifra artistica (\u2019dostojevskiana\u2019 per ammissione stessa del regista) e a volte si perde nell\u2019autocompiacimento. Ma nonostante tutto assolve al suo compito principale, la denuncia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il debutto di Ali Ayd\u0131n con Muffa (K\u00fcf) esce nelle sale italiane il prossimo 30 aprile per Sacher Distribuzione <\/p>\n","protected":false},"author":38,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[187,19,10,8],"tags":[],"class_list":["post-13999","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-alcinema","category-news","category-recensioni","category-strana-illusione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13999","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/38"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13999"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13999\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":67454,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13999\/revisions\/67454"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13999"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13999"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13999"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}