{"id":14399,"date":"2013-06-01T16:07:14","date_gmt":"2013-06-01T14:07:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=14399"},"modified":"2014-06-06T14:57:26","modified_gmt":"2014-06-06T12:57:26","slug":"il-cinema-ludico-di-william-castle-ecco-i-tre-dvd-della-sinister-film","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/il-cinema-ludico-di-william-castle-ecco-i-tre-dvd-della-sinister-film.html","title":{"rendered":"Il cinema ludico di William Castle, ecco i tre DVD della Sinister Film"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La sinister film,<\/strong> con distribuzione CG Home Video, <strong>pubblica tre DVD di William Castle<\/strong> assolutamente da recuperare.<\/p>\n<p><strong>I titoli, con link alle recensioni, sono:<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/digital\/homicidal-di-william-castle-dvd-sinister-film-2013.html\">Homicidal<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/digital\/cinque-corpi-senza-testa-di-william-castle-dvd-sinister-film-2013.html\">Cinque Corpi senza testa<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/digital\/gli-occhi-degli-altri-di-william-castle-dvd-sinister-film-2013.html\">Gli occhi degli altri<\/a><\/p>\n<p>Nel 1993, con il film <b>Matin\u00e9e<\/b>, <b>Joe Dante<\/b> omaggiava esplicitamente la bizzarra e controversa figura di <b>William Castle<\/b>. Interpretato dal goliardico John Goodman, Lawrence Woolsey non era altri che l\u2019alter ego di questo eccentrico regista hollywdoodiano, amante del trucco e dell\u2019effetto speciale, specializzato in B-movie e cinema di genere. E non \u00e8 un caso che sia stato proprio <b>Joe Dante<\/b> a compiere questa attenta operazione \u201cteorica\u201d di riscoperta di un regista sovente dimenticato o, perlomeno, liminale all\u2019interno della storia del cinema. Il cinema di <b>William Castle<\/b>, infatti, si lega idealmente al cinema americano pi\u00f9 spettacolare degli anni Ottanta e Novanta, condividendo la stessa volont\u00e0 di stupire lo spettatore, di farlo sognare, di spaventarlo, attraverso l\u2019uso dell\u2019effetto speciale e dell\u2019<i>escamotage<\/i> visivo e percettivo: ne \u00e8, in parte, debitore il cinema del fantastico e della fantascienza di <b>Steven Spielberg<\/b>, ma anche il cinema <i>retr\u00f2<\/i>, citazionista, orrorifico, di <b>Tim Burton<\/b>, <b>John Landis<\/b>, e, ovviamente<b>, Joe Dante<\/b>. La cosiddetta \u201crestaurazione\u201d di Hollywood degli anni Ottanta, dopo il decennio della New Hollywood, ha gettato quindi un ideale collegamento con il cinema \u201cspettacolare\u201d di <b>William Castle<\/b>.<\/p>\n<p>Fu lui, assieme al collega <b>Roger Corman<\/b>, a rappresentare il perfetto esempio di direttore del B-movie \u201cdi qualit\u00e0\u201d: uno spettacolo a medio o basso costo, tutto incentrato sul rapporto emotivo che il film deve instaurare con lo spettatore, al solo fine di stupirlo, di spaventarlo, di farlo sognare. Dunque, un cinema fortemente commerciale, poco interessato alle derive autoriali isolazioniste, ma piuttosto improntato al coinvolgimento totale dello spettatore nell\u2019ingranaggio cinematografico. Un desiderio di cinema \u201cimmersivo\u201d, sensoriale, realizzato spesso attraverso trucchi dal sapore m\u00e9li\u00e8siano che non erano esclusivamente il risultato di un\u2019operazione mercantile, ma che erano sintomo di un amore totale di <b>Castle<\/b> per il mezzo cinematografico.<\/p>\n<p>Da questo desiderio nascevano i trucchi, spesso dozzinali, ma spettacolari \u2013 e ben raccontati nel documentario <b>Spine Tingler! The William Castle Story<\/b> \u2013 che il regista realizzava per sale cinematografiche debitamente allestite allo scopo: congegni elettrici installati nelle poltrone che provocavano scosse nei momenti \u201cshock\u201d della pellicola; riproduzioni di scheletri calati attraverso delle funi in mezzo alla sala; attori truccati che entravano e uscivano dalla sala per spaventare il pubblico. Un\u2019idea di cinema \u201cludico\u201d, ricuperato in parte dalle possibilit\u00e0 mutanti dei set digitali (basta pensare, negli anni alla linea che collega le entrate e uscite dal set nei video di Rybczy\u0144ski e pi\u00f9 recentemente in quelli del collettivo francese AB\/BC\/CD) , e che ha suscitato grande ammirazione anche da parte di nomi di particolare prestigio: oltre a <b>Dante<\/b> e <b>Landis<\/b>, anche <b>John Waters<\/b> e <b>Roger Corman<\/b>.<\/p>\n<p>Nato nel 1914 a New York, William Schloss decise di cambiare il proprio cognome ebraico in \u201cCastle\u201d. Dopo aver lavorato a Broadway, e folgorato durante la visione del <b>Dracula<\/b> interpretato da Bela Lugosi, <b>Castle<\/b> si trasfer\u00ec a Hollywood, con l\u2019intento di fare carriera nel mondo del cinema. A 23 anni riusc\u00ec a entrare nella Columbia Pictures, grazie all\u2019ottima impressione \u2013 dettata dal suo costante entusiasmo e dalla sua forte personalit\u00e0 &#8211; che suscit\u00f2 nel direttore della casa di produzione Harry Cohn. Inizi\u00f2 cos\u00ec una carriera divisa tra il ruolo di produttore (tra gli altri si ricorda soprattutto <b>La signora di Shanghai<\/b> e <b>Rosemary\u2019s Baby<\/b>), attore e regista cinematografico.<\/p>\n<p>Le sue regie spesso traevano spunto da romanzi horror, mystery e di fantascienza: era certamente il \u201cgenere\u201d a interessarlo principalmente. <b>Castle<\/b>, avendo diretto per quasi trent\u2019anni, era attento a captare le mode e i successi di ogni epoca. Il noir a basso costo negli anni Quaranta, la fantascienza e l\u2019horror negli anni Cinquanta. Negli anni Sessanta, il regista cerc\u00f2 di inseguire il successo del film <b>Psyco<\/b> con una serie di film a tema. E proprio da qui nascono interessantissimi film come <b>Homicidal<\/b>, <b>Passi nella notte<\/b>, <b>Cinque corpi senza testa<\/b> e, in parte, <b>Gli occhi degli altri<\/b>: film che apriranno la strada al cinema di genere degli anni Settanta; <b>Dario Argento<\/b>, in <i>primis<\/i>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno speciale dedicato a tre Dvd di William Castle pubblicati recentemente<\/p>\n","protected":false},"author":45,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[190,19,10,8,228],"tags":[],"class_list":["post-14399","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-dvd","category-news","category-recensioni","category-strana-illusione","category-william-castle"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14399","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/45"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14399"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14399\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14399"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14399"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14399"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}