{"id":14543,"date":"2013-06-18T16:15:34","date_gmt":"2013-06-18T14:15:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=14543"},"modified":"2023-01-21T19:24:17","modified_gmt":"2023-01-21T17:24:17","slug":"the-butterfly-room-la-stanza-delle-farfalle-di-jonathan-zarantonello-usa-italia-2012","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/the-butterfly-room-la-stanza-delle-farfalle-di-jonathan-zarantonello-usa-italia-2012.html","title":{"rendered":"The butterfly Room &#8211; la stanza delle farfalle di Jonathan Zarantonello"},"content":{"rendered":"<p>All\u2019origine di <em>The<\/em> b<i>utterfly Room<\/i> c\u2019\u00e8\u00a0 <i>Alice dalle 4 alle 5<\/i>, bel cortometraggio dello stesso regista, dove una ragazzina <i>vendeva<\/i> letteralmente il proprio affetto filiare ad una donna, che solo alla fine si scopre non essere la vera madre, lasciandosi sottoporre anche a sgrida e maltrattamenti, in cambio di una mancetta. Le stesse sequenze vengono riproposte da <b>Zarantonello<\/b> in questo che, dietro la parvenza di un thriller psicologico, nasconde un dramma intimista dalle diverse variabili interpretative e simboliche: fossero esse frutto del senso della perdita, dell\u2019assenza, della solitudine dell\u2019abbandono o di uno sguardo che osserva come anche i rapporti umani siano sviliti, deformati, dall\u2019egoismo e dall\u2019opportunismo; in cui anche i sentimenti rispondono a regole di potere contrattuale ed al denaro \u00e8 disposta ogni concessione. Uno sguardo che si posa sul disfacimento sociale di un mondo in cui chi dispone vorrebbe i suoi abitanti come bambini: ingenui, inesperti, totalmente impossibilitati a capire le dinamiche del sistema ma gi\u00e0 pronti per essere usati, gi\u00e0 perfetti per esserne fagocitati (ed in questo, ma non solo, la pellicola pu\u00f2 dirsi davvero fulciana, al pari del poco compreso <i>I Bambini di Cold Rock<\/i> di <b>Laugier<\/b> con cui mostra qualche sottile assonanza). L\u2019osservazione sulla stessa condizione materna, su cui \u00e8 impostato l\u2019intero racconto, svela un cuore alterato e malato (Ann e Dorothy), distaccato e sterile (Claudia e Julie), compromesso dalle amare esperienze della vita (ancora Dorothy e William) ed irrimediabilmente corrotto (Monika ed Alice); cosicch\u00e9, anche laddove l\u2019elemento prettamente thriller prende il sopravvento, \u00e8 sempre un sentore di triste, desolante, amarezza ad emergere. Lo stesso personaggio di Ann, malgrado l\u2019aspetto sulfureo ed i temibili istinti omicidi, nasconde un\u2019emotivit\u00e0 fragilissima, divisa tra una dissociazione psichica ed una struggente ricerca d\u2019amore. La sua ossessione per l\u2019infanzia, quella per la tassidermia, il rifiuto per l\u2019inevitabile crescita della figlia, la freddezza con cui affronta la propria quotidianit\u00e0, creano disagio ma anche una profonda, eccezionalmente empatica, compassione. Emozioni contrastanti che la grande <b>Barbara Steele<\/b> riesce perfettamente ad esprimere con l\u2019inarrivabile classe che le \u00e8 propria da sempre.<br \/>\nAnn, una signora matura ed inquietante, vive una vita solitaria nel suo appartamento all\u2019interno di un palazzo che ha l\u2019aspetto ed in corvi sul tetto di un maniero di <b>Corman<\/b>. L\u2019incontro con Julie, la figlioletta della vicina di casa, \u00e8 il pretesto per svelare, attraverso la sovrapposizione dei piani temporali, il recente ed il pi\u00f9 remoto passato della donna che nasconde in s\u00e9 (abbastanza prevedibilmente) l\u2019anima dell\u2019assassina. Attraverso le continue analessi, viene rivelato poco per volta lo strano sviluppo del suo rapporto con la piccola Alice, bambina dai tratti altrettanto inquietanti, dall\u2019atteggiamento equivoco ma dalla vita disperata; rapporto che influenzer\u00e0, ora pi\u00f9 ora meno direttamente, il corso degli eventi sino all\u2019epilogo che sveler\u00e0 la natura di rifugio dalla realt\u00e0 che realmente \u00e8 la fantomatica <i>stanza delle farfalle<\/i>. Le farfalle, insetti simbolici per eccellenza, che qui divengono la metafora della mutazione; di quello sviluppo della vita che, cos\u00ec come vorrebbe interrompere nella realt\u00e0, Ann sublima nella cupa pratica dell\u2019imbalsamazione degli stessi colorati animali. Pratica che la donna svolge con un\u2019attenzione maniacale e perversa; la stessa che usa nell\u2019impartire lezioni alle sue piccole ospiti.<br \/>\nLa regia di Zarantonello, dall\u2019esordio delirante di <i>Medley\u2013Brandelli Di Scuola<\/i> (non a caso acquistato dalla <b>Troma<\/b>) s\u2019\u00e8 fatta misuratissima ed essenziale. Questo stride parecchio con la tendenza ad imporsi eccessivamente sulla visione, calcando la mano su certi sensazionalismi superflui o del tutto fuori luogo (i fastidiosi <i>rewind<\/i>). La stessa frammentazione temporale, espediente gi\u00e0 di per s\u00e9 logoro, non viene gestita al meglio dall\u2019autore vicentino e rischia di deviare troppo la linearit\u00e0 della narrazione, rischiando il disordine. Di contro, l\u2019estrema pacatezza, la mancanza di un clima autenticamente teso, tende a rallentare troppo l\u2019azione sino alla stasi. Mentre il finale appare un po\u2019 gratuito ed anche gli omicidi della Steele abbastanza forzati (anche un po\u2019 goffi\u2026).<br \/>\nMalgrado ci\u00f2, <i>The butterfly Room<\/i>, forte di una bella trama complessa ed articolata, riesce ad emergere proprio per la sua natura anomala, originale e ricercata, che ne fa comunque un ottima e godibile prova di genere.<br \/>\nZarantonello, oltretutto, dispone di un\u2019ottima capacit\u00e0 nella direzione degli attori, tra i quali fanno capolino poi, per via dell\u2019abitudine ormai invalsa (vedi <i>Le Streghe Di Salem<\/i>) per il cameo di lusso, una serie di facce note dell\u2019immaginario horror cinefilo: oltre alla sempiterna Steele: <b>Heather Langenkamp<\/b> (<i>Nightmare<\/i>), <b>Ray Wise<\/b> (<i>Twin Peaks<\/i>), <b>P.J. Soles<\/b> (<i>Halloween<\/i>), persino la <b>Camille Keaton<\/b> di <i>Non Violentate Jennifer<\/i> e <b>Adrienne King<\/b> di <i>Venerd\u00ec 13<\/i>.<br \/>\nDistribuito in poche copie ma da cercare, da tentare di scoprire, perch\u00e9 nonostante qualche difetto, rimane un prodotto di buona fattura che s\u2019inserisce con grande dignit\u00e0 nel contesto dell\u2019odierno rinato cinema nero europeo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La recensione di The Butterfly Room di J. Zarantonello<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[187,19,10,8],"tags":[],"class_list":["post-14543","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-alcinema","category-news","category-recensioni","category-strana-illusione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14543","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14543"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14543\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":67436,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14543\/revisions\/67436"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14543"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14543"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14543"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}