{"id":15771,"date":"2013-07-16T09:11:15","date_gmt":"2013-07-16T07:11:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=15771"},"modified":"2024-04-08T15:12:55","modified_gmt":"2024-04-08T14:12:55","slug":"la-scomparsa-di-alice-creed-i-piedi-di-gemma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/covercinema\/la-scomparsa-di-alice-creed-i-piedi-di-gemma.html","title":{"rendered":"La scomparsa di Alice Creed di J Blakeson: la recensione"},"content":{"rendered":"<p>Non appena si riesce a smaltire la sbornia Siegeliana introduttiva, quasi dieci minuti ad orologeria, tutti funzione ritmica e niente dialogo, \u00e8 il momento di entrare in contatto con gli oggetti che regolano i rapporti di forza in questa commedia degli equivoci sulla (s)fiducia amorosa diretta da <strong>J. Blakeson<\/strong> dopo alcuni corti di apprendistato e la sceneggiatura per il secondo capitolo <strong>Descent<\/strong>, realizzato dal montatore <strong>Jon Harris<\/strong>.<\/p>\n<p>Spazio ridotto e il rischio di scivolare nel teorema cinico e dal respiro cameristico del primo <strong>Danny Boyle<\/strong>, se non fosse proprio per gli oggetti di cui si parlava. Il ventenne Vic viene convinto dal quarantenne Danny, suo ex compagno di cella a trasformare un piccolo appartamento in una sorta di bunker-prigione, rinforzando le pareti, insonorizzando al meglio gli ambienti. Le stanze dovranno accogliere la giovane Alice Creed, figlia di un uomo d&#8217;affari del luogo, che una volta sequestrata, sar\u00e0 legata al letto dell&#8217;unica camera cos\u00ec da poter avviare le trattative per il riscatto. Ma Alice ha un&#8217;anima, e soprattutto, un corpo ribelle.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un&#8217;attenzione materiale e artigianale alla costruzione di questo piccolo set, un dispositivo messo a nudo nel suo farsi, tanto da chiudere fuori il mondo esterno con una dinamica preparatoria che sembra una sessione di bricolage extra-diegetica, strategia mimetica di un piccolo cinema fai-da-te vista quasi dall&#8217;interno e diaframma teatrale per introdurci nel luogo della tortura come arena basicamente performativa.<\/p>\n<p>Lucchetti, manette, corde, bavaglio con morso ovale, nastro adesivo, catetere, secchio per defecare, pallottole piantate nel muro, ingoiate, rivomitate, e su tutti il corpo ribelle di una sorprendente <strong>Gemma Arterton<\/strong>, gi\u00e0 debordante in altri panni (basta guardare il backstage di <strong>Prince of Persia<\/strong> per valutare l&#8217;approccio del tutto &#8220;fisico&#8221; agli ostacoli del set da parte dell&#8217;attrice Inglese), e qui soggetto riottoso a soccombere agli strumenti di tortura, utilizzati da Blakeson in versione disfunzionale, un momento prima di incepparsi o di assumere inedite collocazioni di senso.<\/p>\n<p>E&#8217; questa permeabilit\u00e0 giocosa che consente a Blakeson di barare sfiorando l&#8217;improbabile, una persistenza del set e delle &#8220;cose&#8221; che sovrasta anche il tentativo di rovesciamento della traiettoria soggettiva in una versione femministeggiante sin troppo teorica in fondo; sono molto pi\u00f9 potenti le smorfie irriverenti di Alice, l&#8217;attenzione maniacale e feticista ai suoi piedi laccati, martoriati, osservati, esplorati da un piccolo ragno, rivelatori di uno stato d&#8217;animo sia nella cattivit\u00e0 che nel tentativo di liberarsi, l&#8217;irriducibilit\u00e0 della Arterton al gioco ritual teatrale del massacro.<\/p>\n<p>E insieme al suo corpo \u00e8 proprio sul letto vuoto, sulla porta sigillata, sugli elementi materiali del set ormai deserti, sulle tracce materiali del gioco che l&#8217;occhio di Blakeson ritorna.<\/p>\n<p>Titolo da recuperare questo di Blakeson, grazie anche al Dvd pubblicato in questi giorni da Mikado con distribuzione CG Home Video, qualit\u00e0 standard audio\/video eccellente, al minimo la dotazione di Extra che include semplicemente il trailer del film.<\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Piccolo, stimolante film diretto da J. Blakeson e interpretato da una straordinaria Gemma Arterton<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[525570,185,190],"tags":[506609],"class_list":["post-15771","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-cinema-inglese","category-covercinema","category-dvd","tag-j-blakeson"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15771","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15771"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15771\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":49764,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15771\/revisions\/49764"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15771"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15771"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15771"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}