{"id":18447,"date":"2013-11-12T07:00:33","date_gmt":"2013-11-12T05:00:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=18447"},"modified":"2024-04-09T18:10:27","modified_gmt":"2024-04-09T17:10:27","slug":"questione-di-tempo-di-richard-curtis-sul-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/recensioni\/questione-di-tempo-di-richard-curtis-sul-tempo.html","title":{"rendered":"Questione di Tempo di Richard Curtis: Sul tempo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Richard Curtis<\/strong>, uno dei pi\u00f9 importanti sceneggiatori inglesi, a partire dai primi anni &#8217;90 ha riconfigurato la commedia britannica con una fortissima vicinanza alla verit\u00e0 dei sentimenti; scelta che gli ha consentito di sfruttare la centralit\u00e0 dei suoi personaggi come materia viva da anteporre a qualsiasi collocazione sociale. Una ricerca di universalit\u00e0 che anche negli esempi pi\u00f9 cinici, traeva forza dalla convivenza di un sentimento popolare con gli aspetti pi\u00f9 intimi e sottili del racconto morale. Curtis ha sempre amato le sue creature a partire dai loro difetti minimi, e in questo senso &#8220;<strong>About time<\/strong>&#8220;, il cui titolo \u00e8 molto pi\u00f9 pregnante della terribile traduzione Italiana, riassume tutte le piccole increspature del suo cinema, la cui superficie \u00e8 un&#8217;apparenza, un&#8217;esca per andare molto pi\u00f9 a fondo.<br \/>\n<strong>About time<\/strong>, con la scusa, anzi dovremmo dire il vantaggio, della leggerezza, sembra in parte raccontare del &#8220;diventare spettro&#8221; di cui parlava <strong>Roland Barthes<\/strong> quando descriveva la fotografia come una breve esperienza di morte.<br \/>\nLa capacit\u00e0 degli uomini della famiglia Lake di viaggiare nel tempo delle proprie vite, permette loro di sperimentare un ristagno di passato e presente lacerando il continuum temporale, cos\u00ec da riaggiustare il corso degli eventi da angolature sempre diverse; ma a differenza di un meccanismo causale inesorabile e meccanicistico, &#8220;About time&#8221; addensa delle portentose asincronie,\u00a0 come in quello splendido film sulle possibilit\u00e0 dell&#8217;amore che \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/source-code-di-duncan-jones-usa-2011.html\">Source Code<\/a> di <strong>Duncan Jones<\/strong>.<\/p>\n<p>A Curtis non interessa giocare come un orologiaio, combinando varianti e srotolando universi paralleli, ma al contrario punta ad inceppare gli ingranaggi, smontando e rimontando lo stesso film come fosse un saggio di regia, intesa come perdita progressiva del controllo.<br \/>\nUn aspetto non da poco per uno scrittore cos\u00ec acuminato ma allo stesso tempo attento al funzionamento della &#8220;situazione&#8221;.<br \/>\nRispetto ad una vita come &#8220;allucinazione&#8221;, Curtis rimonta le immagini del suo film cercando sempre la flagranza dell&#8217;istante, quasi per negare quello stretto rapporto che sussiste tra fotografia, intesa come ricordo, e la morte, ovvero la medesima relazione che minaccia i &#8220;<em>go betweener<\/em>&#8221; di <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/non-lasciarmi-di-mark-romanek-rimesso-nel-cuore-gb-2010.html\">Non Lasciarmi<\/a> o la <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/ruby-sparks-di-jonathan-dayton-e-valerie-faris-usa-2012.html\">Ruby Sparks<\/a> di Dayton\/Faris.<\/p>\n<p>Senza il rischio di esagerare, non pu\u00f2 non venire in mente <strong>Chris Marker<\/strong> quando Tim torna piccolo per correre sulla spiaggia con il padre oppure quando in una contrazione intima e desiderante del tempo, sua figlia lo saluta una, due, tre volte senza bisogno che la stessa cronometria\u00a0 collassi negativamente sulle loro vite. \u00c8 la condensazione di un&#8217;intera vita nel magnifico paradosso del &#8220;momento&#8221;, in qualsiasi spaziotempo si trovi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con il vantaggio della leggerezza, Richard Curtis realizza un film sincero come la sua incessante ricerca della verit\u00e0 nei sentimenti e profondamente filosofico.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[187,525570,185,10],"tags":[],"class_list":["post-18447","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-alcinema","category-cinema-inglese","category-covercinema","category-recensioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18447","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18447"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18447\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":67410,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18447\/revisions\/67410"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18447"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18447"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18447"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}