{"id":19210,"date":"2014-01-05T17:26:39","date_gmt":"2014-01-05T15:26:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=19210"},"modified":"2023-01-21T19:17:35","modified_gmt":"2023-01-21T17:17:35","slug":"mister-morgan-di-sandra-nettelbeck-la-recensione-in-anteprima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/recensioni\/mister-morgan-di-sandra-nettelbeck-la-recensione-in-anteprima.html","title":{"rendered":"Mister Morgan &#8211; non \u00e8 mai troppo tardi per ricominciare di Sandra Nettelbeck: la recensione in anteprima"},"content":{"rendered":"<p>Matthew Morgan \u00e8 un ex professore inglese che risiede a Parigi. Dopo la morte dell\u2019amata moglie Joan attraversa un periodo di forte depressione, incastrato in una triste routine tormentato dal ricordo dei felici momenti trascorsi in quei romantici luoghi, che ora gli appaiono alieni e vuoti, della presenza della moglie cos\u00ec come di un senso per l\u2019esistenza. L\u2019incontro con una giovane donna francese far\u00e0 rinascere in lui la voglia di vivere. Ma l\u2019impossibilit\u00e0 di staccarsi dal ricordo della moglie gli sar\u00e0 fatale.<\/p>\n<p><strong>Mr Morgan\u2019s Last Love<\/strong> \u00e8 una commedia romantica dai toni tragici. Un viaggio nella mente e nei ricordi del vecchio Mr Morgan.\u00a0Gli intenti introspettivi si palesano spesso con efficacia, grazie ad emblematici movimenti di macchina della Nettelbeck, che per\u00f2 risultando, ad un occhio un po\u2019 pi\u00f9 critico, risoluzioni alquanto facili ed ingenue. Movimenti lenti, al limite del soporifero, arrancano in pretenziosi piani sequenza, nel goffo tentativo di celare il cambio scena, giocando sull\u2019effetto in quadro\/fuori quadro ormai trito e ritrito ed a cui il pubblico \u00e8 ormai avvezzo, tanto da non essere pi\u00f9 disposto a lasciarsi ingannare da comodi espedienti per una <i>mise en scene<\/i> di siffatta banalit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma tralasciando tali trascurabili punti deboli, una nota di merito \u00e8 senz\u2019altro rintracciabile nelle sagaci modifiche attuate alla trama originale da cui il film prende spunto: il romanzo di <strong>Francoise Dorner<\/strong> <i>La Douceur Assassine<\/i>. Modifiche in cui risiede il maggior punto di forza e fulcro della sceneggiatura. Mentre, infatti, nel racconto di Dorner il protagonista \u00e8 l\u2019anziano francese Monsieur Armand, nella riscrittura della Nettelbeck assume l\u2019identit\u00e0 dell\u2019americanissimo Mr Morgan. Un americano trapiantato negli ameni territori di Francia, in cui per\u00f2 non attracca radici. Tali luoghi gli resteranno eternamente alieni e a tratti ostili. Un\u2019incapacit\u00e0, rifiuto e impossibilit\u00e0 di adattamento che, chiaramente, assume un valore speculare alla sua condizione emotiva.\u00a0Mr Morgan \u00e8 straniero in terra straniera, ormai solo dopo la dipartita dell\u2019unico contatto con la realt\u00e0 aliena.<br \/>\nIn un flashback rilevante Joan e Matthew Morgan sono seduti su una panchina, mentre lei si sforza nel tentativo di insegnare la lingua al marito. Nella sua ostinata indolenza Matt, addentando famelico una baguette, confonde l\u2019espressione \u201c<em>J&#8217;ai faim<\/em>\u201d con \u201c<em>Je t\u2019aime<\/em>\u201d. La fame \u2013 richiesta di sostentamento da parte dell\u2019organismo, per il suo nutrimento, per la sopravvivenza, e necessit\u00e0 vitale \u2013 \u00e8 confusa e fusa con l\u2019amore. Ecco che per Mr Morgan i due concetti assumono lo stesso significato, o meglio, la stessa valenza vitale, essenziale, necessaria, per poter andare avanti nella vita. Perdere l\u2019amore \u00e8 come rinunciare al pasto, dando il via al declino fatale, al lasciarsi andare, alla morte.<br \/>\nIl termine \u201cfame\u201d ritorna in una scena successiva, nell\u2019incontro al ristorante con un\u2019amica francese con la quale vicendevolmente si insegnano la lingua. Ella lo invita ad ordinare usando il francese per esercitarsi, ma lui dir\u00e0 di non voler usarlo in momenti di fame impellente. La smania d\u2019amore, intenso e sincero, come quello provato per la moglie, \u00e8 quindi paragonabile ai morsi della fame, a cui bisogna rispondere, noncuranti delle altre urgenze. Tutte in secondo piano, rispetto al dedicarsi totalmente all\u2019amore.<br \/>\n<strong>Michael Caine<\/strong> non delude. L\u2019interpretazione \u00e8 perfetta, e nell\u2019abilit\u00e0 di alternare recitazione drammatica, gioiosa e struggente in un unico personaggio, si dimostra grande artista. Un elogio che si vede per\u00f2 costretto a smorzare i toni nell\u2019accennare a <strong>Justin Kirk<\/strong> (alias Miles Morgan), su cui volentieri si sorvolerebbe se non rappresentasse un personaggio principale e a cui, a circa met\u00e0 del film, viene delegato addirittura il punto di vista della storia. Ma, di contro all\u2019eccelsa sobriet\u00e0 di Caine, l\u2019ingessato incedere da zombie del giovane Kirk lo rende indegno di un simile compito.<br \/>\nAd ogni modo, le due figure: padre e figlio, risulteranno complementari, stimolando le pi\u00f9 profonde riflessioni sulla fatalit\u00e0 del tempo attraverso un passaggio generazionale che si espleta tramite la condivisione di uno stesso \u201c<em>oggetto del desiderio<\/em>\u201d, verso cui Mr Morgan sar\u00e0 attratto con la stessa morbosa trazione del Mathieu della pellicola di Bunuel. Un parallelo ignobile, s\u00ec, ma col quale si pu\u00f2 giocare, azzardandone delle similitudini nell\u2019aspetto che vede il rapporto tra la giovane donna e l\u2019anziano professore come un continuo rincorrere di quest\u2019ultimo qualcosa che costantemente gli sfugge. L\u2019idealizzazione di Pauline, da parte di Mr Morgan, dar\u00e0 vita ad una serie di situazioni che si stravolgeranno entrando in contrasto. Tutto sembra filare liscio: cene romantiche, gite in barca, passeggiate romantiche e pranzi frugali consumati sulla panchina di un parco. Ma poi subentra l\u2019imprevisto e puntualmente un uomo, immancabilmente pi\u00f9 giovane, che lo sostituisce. Fino alla beffa finale, in competizione col proprio figlio (sorta di se stesso\u00a0 giovane), a calcare la tragica consapevolezza di un tempo che non torner\u00e0 perch\u00e9 <i>non pu\u00f2<\/i> tornare.<br \/>\nIl punto di vista di Miles si sostituisce a quello del padre, quindi. E le due figure risulteranno presto simmetriche, entrambe in crisi per una perdita e legati in qualche modo alla figura surrogale di Pauline.\u00a0Pauline assume quindi tale funzione compensativa. E allo stesso tempo rafforza il legame padre figlio assurgendo alla funzione simbolica di materializzazione del legame tra i due uomini, rintracciabile nell\u2019eguale affetto verso la moglie\/madre defunta.\u00a0Ma Mr Morgan, seppur persosi nelle illusioni di cambiamento, rester\u00e0 legato indissolubilmente alla moglie, ed inevitabilmente finir\u00e0 col raggiungerla dopo il terzo e definitivo tentativo di suicida attuato nella toilette. Dopo aver staccato l\u2019onnipresente immagine della moglie dalla cornice e posto sul letto il vestito preferito di lei, rievocandone la presenza, e serenamente lasciandosi andare per\u00a0 rincontrare la sua amata.\u00a0Una staffetta padre-figlio che vede entrambi vincitori, anche se il primo si fermer\u00e0 per lasciare il taglio del traguardo e la gloria al suo successore. Ma il premio \u00e8 condiviso.<br \/>\nBella \u00e8 la trovata dell\u2019ammasso di giornali all\u2019ingresso dell\u2019appartamento di Mr Morgan: immagine esplicativa di una vuota routine in una realt\u00e0 da cui si \u00e8 isolati. Divertono, infine, gli intermezzi comici nel negozio di francobolli \u2013 in cui il nostro eroe si muove come un pesce fuor d\u2019acqua \u2013 ed il piacevole coincidere tra la sua ricongiunzione con le stereotipe tradizioni americane \u2013 il ballo della quadriglia in abbigliamento western e la degustazione di hot dog \u2013 ed il suo ritorno alla vita; una voglia di vivere che \u00e8 ritorno alle origini, all\u2019identit\u00e0.<br \/>\nUna riconquista della voglia di vivere, un ritorno a respirare l\u2019aria esterna e ad aprirsi al mondo, simboleggiato efficacemente nella scena del bagno (luogo in cui lo abbiamo visto tentare il suicidio). La mdp si sposta lentamente dallo specchio \u2013 simbolo del riflesso dell\u2019uomo che non guarda oltre se stesso, chiuso nel suo mondo e alle esperienze di vita \u2013 alla finestra, scrostata dallo strato colloso accumulatosi negli anni di totale chiusura, forzata e finalmente aperta sullo splendido paesaggio parigino con l\u2019immancabile torre Eiffel a stagliarsi nel cielo vivido.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un indissolubile legame, oltre il tempo, oltre lo spazio e oltre la vita. La fame d\u2019amare di un uomo che non sa e non pu\u00f2 dimenticare, nel nuovo film di Sandra Nettelbeck distribuito nelle sale italiane da officine Ubu nelle prossime settimane<\/p>\n","protected":false},"author":54,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[187,185,10],"tags":[],"class_list":["post-19210","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-alcinema","category-covercinema","category-recensioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19210","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/54"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19210"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19210\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":67389,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19210\/revisions\/67389"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19210"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19210"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19210"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}