{"id":19565,"date":"2014-02-12T05:24:54","date_gmt":"2014-02-12T03:24:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=19565"},"modified":"2014-02-12T05:24:54","modified_gmt":"2014-02-12T03:24:54","slug":"zwischen-welten-inbetween-worlds-di-feo-aladag-berlinale-64-concorso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/festivalcinema\/berlinale64\/zwischen-welten-inbetween-worlds-di-feo-aladag-berlinale-64-concorso.html","title":{"rendered":"Zwischen Welten- inbetween Worlds &#8211;  di Feo Aladag: Berlinale 64 &#8211; Concorso"},"content":{"rendered":"<p>Pi\u00f9 semplice di cos\u00ec si muore: questo film ambisce a diventare <strong>The Hurt Locker<\/strong> tedesco, complice l\u2019ambientazione afghana (moderno teatro di guerra!) e l\u2019identit\u00e0 di genere della regista. Come per il film di <strong>Kathryn Bigelow<\/strong>, quest\u2019ultimo dato non influisce minimamente, n\u00e9 punta a farsi sentire. Va detto per\u00f2, e subito, che <strong>Aladag<\/strong> non \u00e8 Bigelow. E che <strong>Zwischen Welten<\/strong>, o come verr\u00e0 pi\u00f9 spesso chiamato <strong>Inbetween Worlds<\/strong>, non vale la met\u00e0 del (gi\u00e0 opinabile) dramma iracheno vincitore d\u2019Oscar. A inquadrare immediatamente gli orizzonti della pellicola \u00e8 l\u2019intro della 20th Century Fox prima dei titoli di testa. \u00c8 abbastanza raro vedere il logo di una major su un film in concorso \u2013 peraltro, non americano \u2013 ma quello che segue \u00e8 una conferma, dalla prima all\u2019ultima inquadratura, degli stilemi del cinema da esportazione.<\/p>\n<p>Assistiamo al tormentato ritorno in Afghanistan, con la missione Isaf, del comandante Jesper (Zehrfeld), il cui fratello \u00e8 morto soldato durante gli anni post-11 settembre. Jesper incontra il giovane Tarik (Ahmady), interprete improvvisato mal visto dai talebani che gli hanno gi\u00e0 ucciso il padre \u00abcollaborazionista\u00bb e spiano sua sorella Nala (Barmaki), studentessa lavoratrice che gira col burqa per sfuggire alle imboscate. La tragedia \u00e8 assicurata. Il film di Aladag si lascia guardare, \u00e8 ben costruito, tecnicamente ineccepibile e dotato di un buon cast. Ma il dramma vero \u00e8 la sua prevedibilit\u00e0, a partire dalla scelta degli attori (Zehrfeld buono come il pane, <strong>Burghart Klau\u00dfner<\/strong> volto dell\u2019autorit\u00e0 e via andare secondo i dettami della fisiognomica), passando per il manicheismo dei ruoli (i cattivi, quelli che ammazzano, non si vedono mai in faccia) fino al registro narrativo, improntato a un politically correct piatto ed esangue. Dopo la Berlinale, Zwischen Welten ha una proiezione assicurata al Ministero della Difesa, in presenza della ministra <strong>Ursula von der Leyen<\/strong>. Che sorrider\u00e0 nell\u2019assistere alla breve sequenza nel locale notturno, quando i soldati ubriachi simulano spogliarelli muliebri, e scosser\u00e0 il capo ogni volta che le inflessibili autorit\u00e0 teutoniche, al telefono, mettono i bastoni tra le ruote all\u2019eroe, cio\u00e8 al Buon Tedesco. Ottimo materiale per un pistolotto edificante. Quale \u00e8, o vorrebbe essere, questa marchetta militarista.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La regista Feo Aladag prova a confezionare la versione tedesca di The Hurt Locker, complice la 20th Century Fox. (purtroppo) in concorso a Berlino.<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[209,191],"tags":[],"class_list":["post-19565","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-berlinale64","category-festivalcinema"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19565","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19565"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19565\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19565"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19565"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19565"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}