{"id":20586,"date":"2014-05-13T07:30:41","date_gmt":"2014-05-13T05:30:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=20586"},"modified":"2023-01-21T19:17:01","modified_gmt":"2023-01-21T17:17:01","slug":"the-german-doctor-wakolda-di-lucia-puenzo-la-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/inevidenza\/the-german-doctor-wakolda-di-lucia-puenzo-la-recensione.html","title":{"rendered":"The German doctor &#8211; Wakolda di Lucia Puenzo: la recensione"},"content":{"rendered":"<p>La terza regia di <strong>Lucia Puenzo<\/strong>, a cinque anni di distanza da <em>El ni\u00f1o pez<\/em>, \u00e8 anche la seconda volta che vede l&#8217;autrice Argentina cimentarsi con l&#8217;adattamento da un suo stesso romanzo. Il testo letterario da cui \u00e8 tratto &#8220;<em>The German Doctor<\/em>&#8221; si intitola &#8220;<em>Wakolda<\/em>&#8220;, scritto un anno e mezzo prima di cominciare a lavorare alla sceneggiatura, non era stato pensato per diventare un film. La stessa Puenzo lo ha descritto come la storia di un esule tedesco che fugge da qualcosa di imprecisato e che durante la scrittura assume a poco a poco i caratteri di Josef Mengele, il medico e criminale di guerra che mise a punto una serie di esperimenti eugenetici di crudelt\u00e0 inaudita all&#8217;interno di Auschwitz, utilizzando bambini, zingari e gemelli come vere e proprie cavie umane per provare le sue teorie sullo sviluppo morfologico di tipi e razze. I racconti che riguardavano la fuga dei criminali Nazisti dal dopoguerra in poi, attraverso il passaggio Argentino \u00e8 storia che Lucia Puenzo conosce sin da quando aveva quindici anni. &#8220;Wakolda&#8221; costruisce una vera e propria fantasia oscura a partire da una serie di eventi che coinvolsero l&#8217;Argentina degli anni &#8217;50 e si riferisce in parte al breve passaggio dell'&#8221;angelo della morte&#8221; nel suo paese sotto le mentite spoglie di Helmut Gregor, mentre fugge dagli agenti del Mossad con modalit\u00e0 non troppo diverse da quelle di Adolf Eichmann, la cui clandestinit\u00e0 viene tra l&#8217;altro dettagliata nel film della Puenzo attraverso l&#8217;inserimento diegetico di un cinegiornale.<\/p>\n<p>Attingendo da un immaginario gi\u00e0 romanzato da Ira levin (I ragazzi venuti dal Brasile) e da William Goldman (Il Maratoneta) la Puenzo si muove su un territorio non dissimile costruendo un noir sul desiderio e sull&#8217;identit\u00e0 sessuale, temi a lei cari, in un contesto disturbante che mette insieme le pulsioni pi\u00f9 oscure con la storia pi\u00f9 controversa del suo paese. Quando Helmut Gregor si avviciner\u00e0 ad una famiglia di cinque persone in un paesaggio deserto della Patagonia, punter\u00e0 la giovane Lilith, interpretata da una splendida Florencia Bado, qui al suo primo ruolo cinematografico. Lilith ha dodici anni ma non li dimostra, colpita da alcune anomalia della crescita, invece degli otto centimetri all&#8217;anno, ne guadagna solamente due. Tra i due si instaurer\u00e0 una sintonia indicibile, che se per Mengele ha i tratti di una perversit\u00e0 minacciosa e mai espressa sino in fondo se non attraverso i suoi disegni e il suo metodo subdolo di instaurare confidenza, per Lilith ha il segno dell&#8217;infrazione alle regole e la scoperta dell&#8217;ignoto.<\/p>\n<p>Helmut Gregor si far\u00e0 guidare dalla famiglia di Lilith nel percorso che dovr\u00e0 condurli presso la citt\u00e0 di Bariloche, dove il film \u00e8 quasi interamente girato e dove Mengele si nasconder\u00e0, vicino all&#8217;albergo riscattato dal nucleo famigliare, costituito oltre che da Lilith dal padre Enzo (Diego Peretti), costruttore di bambole e da Eva (Natalia Oreiro) la madre di origini tedesche, incinta di due gemelli. L&#8217;interesse di Helmut Gregor per i problemi di crescita della bambina lo spingeranno ad infilarsi nel contesto famigliare, acquisendo piano piano una fiducia mai completamente accettata da Enzo e che gli consentir\u00e0 di inoculare una cura ormonale nel corpo di Lilith, insinuando nel suo organismo una serie di reazioni nocive, per poi tentare una sperimentazione sui gemelli nati prematuramente dal parto di Eva. La Puenzo punta sopratutto ad approfondire il rapporto di sottile seduzione tra Lilith e Mengele, osservato dallo sguardo vigile del padre Enzo, quasi fosse l&#8217;elaborazione pericolosa di un triangolo edipico. &#8220;Wakolda&#8221; \u00e8 un prototipo di bambola che Lilith ha adottato e che fa parte della ricerca sulla struttura meccanica fatta da Enzo, il cui sogno \u00e8 quello di articolare movimenti sempre pi\u00f9 precisi e inserire un cuore a mantice all&#8217;interno delle sue bambole, un&#8217;evoluzione che Helmut Gregor favorir\u00e0, agevolando la costruzione in serie di modelli cos\u00ec concepiti, in un&#8217;immaginifica sequenza girata in una fabbrica di bambole che sembra la metafora di un incubo Nazista<\/p>\n<p>La Puenzo mostra la comunit\u00e0 di Bariloche come minata dall&#8217;interno, la citt\u00e0 che aveva ospitato un buon numero di collaborazionisti in fuga dall&#8217;Europa viene raccontata attraverso una sottile perversit\u00e0 che si insinua nel sistema educativo, nella protezione quasi mistica che si muove intorno a questi personaggi di passaggio e sopratutto nell&#8217;allineare una storia famigliare a quella delle origini del male; se quindi per la regista argentina \u00e8 sufficiente accennare con un cinegiornale di passaggio ai meccanismi che consentirono a molti criminali di guerra Nazisti di essere ospitati in questa zona grazie al beneplacito del governo di&nbsp;Juan Domingo Per\u00f3n, al coinvolgimento dei servizi segreti Americani e anche a quello del Vaticano, il suo tentativo \u00e8 quello di spostare l&#8217;analisi storica su un piano pi\u00f9 intimo e metaforico che in qualche modo si avvicini all&#8217;elaborazione di questi fatti in una chiave mitologica, per come avrebbe potuto osservarli una bambina di quindici anni.<br \/>\nThe German Doctor ha un solidissimo senso del racconto che \u00e8 la sua forza e in un certo senso la sua debolezza; film fortemente letterario, diventa &#8220;visione&#8221; solo in alcuni momenti, sopratutto nella descrizione del rapporto tra Alex Brendem\u00fchl e Florencia Bado, attraverso sguardi, strumenti di analisi, iniezioni, disegni proibiti, quasi fosse un sottile racconto di formazione e conoscenza carnale, declinato nella sua versione oscura e perversa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tratto da un suo romanzo, The German Doctor \u00e8 il terzo lungometraggio di Lucia Puenzo e racconta, in versione romanzata, il passaggio di Josef Mengele in Argentina, in fuga dall&#8217;Europa<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[187,185,183,10],"tags":[],"class_list":["post-20586","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-alcinema","category-covercinema","category-inevidenza","category-recensioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20586","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20586"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20586\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":48468,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20586\/revisions\/48468"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20586"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20586"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20586"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}