{"id":20981,"date":"2014-05-27T15:45:45","date_gmt":"2014-05-27T13:45:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=20981"},"modified":"2023-01-21T19:16:22","modified_gmt":"2023-01-21T17:16:22","slug":"giraffada-di-rani-massalha-la-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/recensioni\/giraffada-di-rani-massalha-la-recensione.html","title":{"rendered":"Giraffada di Rani Massalha: la recensione"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"line-height: 1.5em;\">Yacine \u00e8 un veterinario palestinese che vive con suo figlio Ziad, questo, nello zoo in cui lavora, instaura un solido rapporto affettivo con una coppia di giraffe. Ma durante un bombardamento il maschio della coppia muore, lasciando alla compagna, in stato di gravidanza, e a Ziad un vuoto incolmabile.\u00a0<\/span><span style=\"line-height: 1.5em;\">Per rimediare allo stato depressivo del figlio e fornire un compagno alla giraffa ancora in vita, Yacine, con l\u2019aiuto Laura, una giornalista francese molto legata alla famiglia, decide di procurarsi un nuovo esemplare maschio, ma l\u2019unico modo per ottenerlo \u00e8 sottrarlo allo zoo israeliano; e quindi infrangere le barriere, uscire dalla gabbia, per sancire una nuova unione.<\/span><\/p>\n<p>Il rapporto tra padre e figlio funge cos\u00ec da motore narrativo e fulcro emozionale, trovando nelle figure delle giraffe una proiezione speculare. Il vivere in gabbia come condizione di vita dei due popoli, chiusi analogamente in un recinto, ostacolati da un confine, sia fisico che ideologico. Ma \u00e8 anche il riflesso del piccolo nucleo familiare, in cui l\u2019assenza della figura materna grava fortemente. Un piccolo nucleo ancora incorrotto, che rischia per\u00f2 di essere travolto dal vortice di distruzione che plagia anche l\u2019anima, i sentimenti. Un rischio che minaccia il disilluso Ziad, che nel suo primo incontro con la morte subisce il definitivo distacco dall\u2019et\u00e0 infantile, dalla spensieratezza e dal sogno, per essere catapultato crudelmente in una terribile realt\u00e0. Una disillusione a cui il padre sentir\u00e0 il dovere di rimediare, perch\u00e9 fedele all\u2019idea che l\u2019unico modo per sopravvivere alle brutture della vita sia credere ancora nella forza dell\u2019amore.<\/p>\n<p>La missione padre-figlio per riformare una famiglia di giraffe sotto il segno dell&#8217;armonia, si inquadra quindi come ottimistica speranza, come consapevolezza della possibilit\u00e0 di valicare quelle barriere discriminatorie.\u00a0Ma se la nuova unione animale sembra riflettere quella che progressivamente si sta instaurando tra Yacine e Laura, ci\u00f2 sembra rimanere in una dimensione utopistica. Questa unione e questa risoluzione al conflitto sembra ancora impossibile, almeno fin quando l\u2019uomo non riuscir\u00e0 a liberarsi da quelle insensate regole sociali; fin quando, in definitiva, non\u00a0 ritorner\u00e0 al suo stadio essenziale, animale.<\/p>\n<p>L\u2019unione tra i due animali, seppur provenienti da due territori diversi, sembra ricordarci quindi che nonostante le gabbie in cui si \u00e8 costretti, apparteniamo tutti alla stessa razza.<\/p>\n<p>Una film dal forte spessore poetico, che si sublima ulteriormente nella lirica immagine della giraffa libera sullo sfondo di un paese dilaniato dalla ferocia umana. L\u2019efficace incarnazione di una sensibilit\u00e0 che ritorna a diffondere il suo messaggio tra le macerie della guerra. Un animale gagliardo e fragile al contempo la giraffa, proprio come Ziad, sensibile ma sempre, dannatamente risoluto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo il successo del cortometraggio Elvis di Narareth, l\u2019esordiente Rani Massalha approda al lungometraggio con un film struggente; una storia carica di emozioni, di immagini poetiche, in una cornice corrotta dal conflitto tra Palestina e Israele.<\/p>\n","protected":false},"author":54,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[187,185,10,220],"tags":[],"class_list":["post-20981","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-alcinema","category-covercinema","category-recensioni","category-top-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20981","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/54"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20981"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20981\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":67339,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20981\/revisions\/67339"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20981"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20981"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20981"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}