{"id":20986,"date":"2014-05-28T11:53:31","date_gmt":"2014-05-28T09:53:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=20986"},"modified":"2023-01-21T19:16:22","modified_gmt":"2023-01-21T17:16:22","slug":"resistenza-naturale-di-jonathan-nossiter-la-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/recensioni\/resistenza-naturale-di-jonathan-nossiter-la-recensione.html","title":{"rendered":"Resistenza naturale di Jonathan Nossiter: la recensione"},"content":{"rendered":"<p>Esiste una relazione tra il restauro digitale promosso dalla Cineteca di Bologna per recuperare i grandi capolavori del cinema e l\u2019ostinazione quotidiana di alcuni agricoltori italiani nel preservare un\u2019agricoltura sostenibile? Secondo <strong>Jonathan Nossiter<\/strong>, regista del documentario <strong>Resistenza naturale<\/strong>, s\u00ec. A dieci anni di distanza da Mondovino, il regista americano torna ad analizzare il mercato del vino, concentrandosi stavolta sulla produzione italiana. Il viaggio di Nossiter tocca le Marche, la Toscana, l\u2019Emilia-Romagna e il Piemonte e fa capolino nelle aziende vinicole che ancora non si sono arrese alla mercificazione e all\u2019industrializzazione del vino.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come accade nel cinema, con il recupero del passato che diventa fonte di conoscenza e di insegnamento per il futuro, la battaglia di Corrado, Giovanna, Elena e Stefano, viticoltori con un profondo rispetto della natura, parte proprio dal rapporto e dal dialogo con la tradizione, l\u2019unico modo per conservare un\u2019autenticit\u00e0 di fronte alle normative globalizzate volute dall\u2019Unione Europea, che finiscono per mortificare la qualit\u00e0 a vantaggio degli interessi economici.<\/p>\n<p>Quello di Nossiter non \u00e8 un documentario d\u2019inchiesta, \u00e8 piuttosto un percorso che vuole informare lo spettatore su temi quanto mai attuali, come quello della trasformazione della produzione agricola. Ecco che denuncia e informazione si mischiano, senza andare ad indagare gli interessi che si nascondono dietro le scelte politiche degli stati europei. Si scopre cos\u00ec che la salvaguardia del marchio DOC, una volta sinonimo di qualit\u00e0, \u00e8 in realt\u00e0 solo il rispetto di una serie di canoni generici che possono essere raggiunti anche attraverso l\u2019uso massiccio di sostanze chimiche. E proprio nella battaglia etica e naturale tra un\u2019agricoltura che rispetta il territorio e un\u2019agricoltura invasiva sta il senso del lavoro di Nossiter: nella sequenza in cui un viticoltore mostra la differenza tra un terreno sul quale sorgono vigneti trattati con sostanze chimiche e un terreno sul quale, al contrario, si utilizzano metodi naturali, emerge la considerazione pi\u00f9 sincera (e semplice) che il film vuole affermare: il recupero della terra e della produzione naturale sono elementi centrali del nostro benessere fisico. La sostenibilit\u00e0 \u00e8 quindi ancora una soluzione possibile, malgrado gli spazi di manovra siano sempre pi\u00f9 ridotti da politiche controllate dalle grandi holding.<\/p>\n<p>Fino a qui i temi di un lavoro che mostra la sua originalit\u00e0 nella struttura del racconto. Nossiter alterna le testimonianze dei viticoltori con immagini di repertorio che attingono alla storia del cinema e agli archivi della televisione. Lo spettatore passa cos\u00ec, senza soluzione di continuit\u00e0, dal colore del presente al bianco e nero di film come <strong>La febbre dell\u2019oro<\/strong>, <strong>Roma citt\u00e0 aperta<\/strong>, <strong>Au hasard Balthasar<\/strong>, alle immagini sbiadite dei cinegiornali dell\u2019Istituto Luce e di indimenticabili documentari sull\u2019Italia rurale e popolare come <strong>Chi legge<\/strong> di <strong>Mario Soldati<\/strong> e <strong>Comizi d\u2019amore<\/strong> di <strong>Pier Paolo Pasolini<\/strong>. Accostamenti forti, spregiudicati, in cui tutto sembra scollegato. E invece la risposta \u00e8 dietro l\u2019angolo. Come ci suggerisce il titolo, il documentario di Nossiter parla di resistenza, di un\u2019ostinata resistenza contro le leggi di un mercato che non rispetta pi\u00f9 la terra. Quella stessa resistenza che, in tutt\u2019altro ambito, serve al cinema d\u2019autore per trovare voce e spazio. Quella stessa resistenza che serve a <strong>GianLuca Farinelli<\/strong>, direttore della <strong>Cineteca di Bologna<\/strong> e protagonista del documentario, per riesumare e trasportare in digitale i grandi capolavori della storia del cinema. Perch\u00e9 tra il restauro di un\u2019opera cinematografica e la realizzazione di un vino non c\u2019\u00e8 poi cos\u00ec tanta differenza. Basta imparare ad apprezzare le cose belle. E, soprattutto, a rispettarle.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo il successo di critica e di pubblico di Mondovino, Nossiter torna ad occuparsi di vino, incontrando i viticoltori italiani che ancora producono nel totale rispetto della natura e li mette in relazione con il lavoro di recupero di Gianluca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna, perch\u00e8 tra il restauro di un\u2019opera cinematografica e la realizzazione di un vino non c\u2019\u00e8 poi cos\u00ec tanta differenza.<\/p>\n","protected":false},"author":53,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[187,185,183,10,220],"tags":[],"class_list":["post-20986","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-alcinema","category-covercinema","category-inevidenza","category-recensioni","category-top-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20986","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/53"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20986"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20986\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":67338,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20986\/revisions\/67338"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20986"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20986"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20986"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}