{"id":21552,"date":"2014-07-02T03:00:51","date_gmt":"2014-07-02T01:00:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=21552"},"modified":"2023-01-21T19:16:12","modified_gmt":"2023-01-21T17:16:12","slug":"instructions-not-included-di-eugenio-derbez-la-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/recensioni\/instructions-not-included-di-eugenio-derbez-la-recensione.html","title":{"rendered":"Instructions not Included di Eugenio Derbez: la recensione"},"content":{"rendered":"<p>Il curioso caso di un film messicano che ha sbancato i botteghini in patria, dopo un passaggio \u2013\u00a0prima in sordina, poi trionfale \u2013 in anteprima negli States. Ha indovinato la formula del successo il poliedrico <strong>Eugenio Derbez<\/strong>, che con <em><strong>Instructions not included\u00a0<\/strong>\u2013<\/em>\u00a0storia di paternit\u00e0 che sancisce il suo esordio alla regia cinematografica \u2013\u00a0ha superato tutte le pi\u00f9 rosee previsioni. Alle spalle Derbez vanta una lunga e versatile carriera come attore, regista, scrittore e produttore, fra teatro, cinema e televisione. Una popolarit\u00e0 immensa in America Latina e una fama ormai consolidata negli Stati Uniti hanno cos\u00ec fatto da traino, ma a conquistare il pubblico \u00e8 stato l\u2019azzeccato mix di spunti comici, lacrime, smorfie e buoni sentimenti.<\/p>\n<p>La formula pare arcinota: Valentin, sfaccendato (e un po\u2019 stropicciato) latin lover di Acapulco, si ritrova inaspettatamente padre. Il frugoletto, una bimba vivace che risponde al nome di Maggie, \u00e8 mollata in quattro e quattr\u2019otto dalla madre Julie, <em>vecchia-fiamma-da-una-giornata-in-spiaggia<\/em>. Quando la bionda ex, con un trucchetto, gira i tacchi e se ne va, l\u2019esistenza di Valentin cambier\u00e0 per sempre. Superata la diffidenza iniziale e perse le speranze di ritrovare Julie, il fobico Valentin si trasferir\u00e0 rocambolescamente a Los Angeles, entrer\u00e0 per caso nel mondo del cinema come stuntman e scoprir\u00e0 le gioie della paternit\u00e0. Sette anni dopo, quando il legame fra i due sar\u00e0 ormai indissolubile, la madre biologica di Maggie torner\u00e0 a bussare alla porta, pronta a dare battaglia per ottenere la custodia esclusiva della figlia.<\/p>\n<p>Sospeso tra <em><strong>Tre uomini e una culla<\/strong><\/em> e <em><strong>Kramer contro Kramer<\/strong><\/em>, il plot sembra costruito apposta per arruffianarsi le simpatie di un pubblico in cerca di emozioni a buon mercato, eppure il film funziona grazie alla naturalezza con cui si muove da un registro all\u2019altro, passando impercettibilmente (e quasi imprevedibilmente) dalla commedia giocosa al dramma, con inserti tragicomici, citazioni cinematografiche, dialoghi surreali e riflessioni spicce\u00a0sulla vita. A mettere in moto la pellicola \u00e8 la chimica che si instaura fra il personaggio di Derbez, che progressivamente si libera dei tratti macchiettistici iniziali, e la dolce, intelligente, furbissima Maggie (Loreto Peralta, bimba messicana che padroneggia impeccabilmente inglese e spagnolo). Accanto a loro, una galleria di personaggi sopra le righe (dal nonno indomito alla procace vicina di casa, dal camionista nerboruto al rumoroso produttore) danno vita a una serie di sketch comici che paiono deviare di continuo dal binario principale. A tempo debito, una sceneggiatura sapiente e calibrata ne riordiner\u00e0 &#8211; salvo qualche pezzo tenuto insieme con lo scotch &#8211; le fila. Un immaginario di colori saturi e caldi che guardano a <strong>Wes Anderson<\/strong> fa da cornice all\u2019universo di fantasia che Valentin crea per la piccola Maggie, pur di non farle scoprire che la madre l\u2019aveva abbandonata ancora in fasce (qui lo spunto narrativo ricorda <strong><em>La vita \u00e8 bella<\/em><\/strong>).<\/p>\n<p>Mentre la voce fuori campo dello stesso Valentin accompagna lo spettatore, a fare da cesura ideale fra i vari momenti, sancendo\u00a0il percorso di maturazione del protagonista, sono una serie di tuffi nel vuoto: Valentin diventa grande (almeno nelle intenzioni paterne) quando salta dalla mitica <strong>Quebrada<\/strong>, la scogliera di Acapulco dal quale Johnnie Bravo letteralmente lo lancia per \u201cprepararlo alla vita\u201d e scacciarne tutte le paure; diventa metaforicamente padre, quando salta dalla suite dell\u2019albergo losangelino per salvare la piccola Maggie che rischia di affogare nella piscina che si trova molti molti metri sotto di lui; si prepara al momento pi\u00f9 difficile\u00a0quando salta dalla cima del grattacielo cinematografico in fiamme per non tradire Maggie, che vuole fare bella figura davanti alla madre. Alla fine\u00a0Valentin\u00a0percorrer\u00e0 a\u00a0ritroso la strada che congiunge Messico e Stati Uniti, per tornare nella sua Acapulco.\u00a0Un ultimo salto, il pi\u00f9 importante, chiuder\u00e0 il cerchio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il curioso caso di un film messicano che ha sbancato i botteghini in patria, dopo un passaggio \u2013 prima in sordina, poi trionfale \u2013 in anteprima negli States. Alle prese con una paternit\u00e0 inaspettata, un playboy di Acapulco deve rimboccarsi le maniche. film dolce-amaro sulla paternit\u00e0 per l&#8217;esordio alla regia cinematografica di Eugenio Derbez.<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[187,185,10],"tags":[],"class_list":["post-21552","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-alcinema","category-covercinema","category-recensioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21552","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21552"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21552\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":67329,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21552\/revisions\/67329"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21552"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=21552"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=21552"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}