{"id":21898,"date":"2014-08-11T22:28:17","date_gmt":"2014-08-11T20:28:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=21898"},"modified":"2014-08-14T14:41:40","modified_gmt":"2014-08-14T12:41:40","slug":"locarno-67-fidelio-lodysee-dalice-di-lucie-borleateau","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/news\/locarno-67-fidelio-lodysee-dalice-di-lucie-borleateau.html","title":{"rendered":"Locarno 67 &#8211; Fidelio (L&#8217;odysee d&#8217;Alice) di Lucie Borleateau"},"content":{"rendered":"<p>Lucie Borleateau, gi\u00e0 co-sceneggiatrice dello splendido &#8220;<a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/white-material-di-claire-denis-francia-2009.html\">White Material<\/a>&#8221; di Claire Denis, debutta con &#8220;Fidelio (L&#8217;odysee d&#8217;Alice), film scritto a quattro mani con Clara Bourreau. Interprete protagonista Ariane Labed, che qui a Locarno si \u00e8 gi\u00e0 vista qualche giorno fa nelle proiezioni di &#8220;Piazza Grande&#8221; nel nuovo film di Jasmila Zbanic, &#8220;Love island&#8221;. Ariane, che a Venezia 67 era stata premiata con la Coppa Volpi per la sua interpretazione in <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/venezia-67-concorso-attenberg-di-athina-rachel-tsangari-grecia-2010.html\">Attenberg<\/a> di Athina Rachel Tsangari, nel film della Borleateau\u00a0\u00e8 una donna imbarcata in un cargo chiamato Fidelio, dove svolge le mansioni di meccanico di bordo, generalmente di competenza maschile, in sostituzione di un membro dell&#8217;equipaggio, rimasto ucciso in seguito ad un incidente.\u00a0Per svolgere il suo lavoro, prima di imbarcarsi si lascia alle spalle il fidanzato di origini norvegesi e incontra sul natante Gael (Melville Poupaud), il capitano della nave, suo amante di una volta. Un terzo uomo invisibile, ma che ha un&#8217;influenza notevole sul percorso sentimentale della donna, \u00e8 il ragazzo morto sulla nave. Questo ha lasciato un diario le cui parole e le cui cronache amorose di una vita evidentemente ricca di avventure, hanno su Alice una forte influenza emotiva, tanto da spingerla verso una rinnovata suggestione amorosa nei confronti di Gael, in un contesto come quello marittimo che sembra proteggerli\u00a0dal mondo &#8220;reale&#8221;. In questo senso la\u00a0Borleateau si sofferma a lungo sulla percezione soggettiva del suo personaggio, ritagliando un film intorno alla forte personalit\u00e0 di questa donna e sopratutto alla\u00a0performance intensissima di\u00a0Ariane Labed, lasciando la vita della nave sullo sfondo ma allo stesso tempo evidenziandone gli elementi quotidiani legati alla materialit\u00e0 del lavoro, quasi filmati per contrasto rispetto ad un approccio che cerca di scavare l&#8217;interiorit\u00e0 affettiva del personaggio. \u00a0Aspetti come la fedelt\u00e0 coniugale, gli amori ritrovati, l&#8217;impermanenza del desiderio sfiorano a tratti un&#8217;aura quasi Rohmeriana, ovvero inseguendo quella leggerezza che rende assolutamente naturali anche le sequenze di sesso pi\u00f9 esplicite. Lucie Borleateau sembra mandare avanti un discorso sulla &#8220;promiscuit\u00e0&#8221; come propellente di libert\u00e0, esattamente come nel suo mediometraggio del 2012, &#8220;La Gr\u00e8ve des ventres&#8221; vero e proprio triangolo amoroso declinato come un&#8217;elegia della vita. E se la nave in questo caso, pi\u00f9 che metafora, diventa luogo liminale per eccellenza, dove le convenzioni dei rapporti (fortunatamente) perdono ogni consistenza, siamo molto distanti dalla &#8220;Travers\u00e9e&#8221; traumatica della Breillat, ovvero da quell&#8217;inconciliabilit\u00e0 dei sessi &#8220;progettati per distruggersi&#8221;. Lucie Borleateau sceglie una via pi\u00f9 leggera ma non per questo pi\u00f9 superficiale, la leggerezza, per l&#8217;autrice francese, sembra una questione molto seria, nel percorso di formazione dei sentimenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lucie Borleateau porta in concorso a Locarno il suo debutto nel lungometraggio, con una splendida Ariane Labed in un ruolo che far\u00e0 discutere<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[191,235,19,220],"tags":[],"class_list":["post-21898","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-festivalcinema","category-locarno-67","category-news","category-top-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21898","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21898"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21898\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21898"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=21898"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=21898"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}