{"id":22049,"date":"2014-08-27T12:31:57","date_gmt":"2014-08-27T10:31:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=22049"},"modified":"2024-04-09T17:14:00","modified_gmt":"2024-04-09T16:14:00","slug":"the-goob-di-guy-guy-myhill-venezia-71-giornate-degli-autori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/top-news\/the-goob-di-guy-guy-myhill-venezia-71-giornate-degli-autori.html","title":{"rendered":"The Goob di Guy Guy Myhill: Venezia 71 &#8211; Giornate degli Autori"},"content":{"rendered":"<p>Ambientato nel Fenland, zona rurale dell&#8217;Inghilterra, &#8220;The Goob&#8221; si presenta come un&#8217;opera dall&#8217;impatto immediato e dalle diverse sfaccettature.<br \/>\nGoob Taylor, il protagonista \u00e8 un ragazzino sedicenne che vive con la madre e il fratello, aiutandoli a gestire una caffetteria. I tre sono legati da un grande affetto reciproco, che viene minato per\u00f2 dalla presenza di un patrigno inquietante e crudele, che fa di tutto per distrarre la madre dall&#8217;amore per i figli, e nel frattempo si diverte a sfruttare i due, soprattutto Goob.<\/p>\n<p><strong>Guy Myhill<\/strong> ha un background produttivo pi\u00f9 che decennale, con all&#8217;attivo circa 12 tra cortometraggi e documentari.<br \/>\nIl suo primo lungometraggio presenta pi\u00f9 di una suggestione visiva durante gli ottantasei minuti di durata, ma, nella sua totalit\u00e0, non riesce a trovare forma compiuta e omogenea.<\/p>\n<p>La storia di Goob, sedicenne che cerca rivalsa e cambiamento perch\u00e8 oppresso dal patrigno Womack, \u00e8 sviluppata per nuclei narrativi che vedono ognuno un personaggio diverso entrare ed uscire dalla sua vita, portando prima amicizia, poi amore e, nel caso del patrigno, conflitto.<br \/>\nQuesti nuclei per\u00f2 non si intrecciano adeguatamente l&#8217;uno con l&#8217;altro e perdono di omogeneit\u00e0 lungo il percorso.<\/p>\n<p>Nonostante questo Myhill \u00e8 capace di lavorare con grande intensit\u00e0 sui singoli momenti, grazie ad uno sguardo che probabilmente proviene dalla sua lunga esperienza come documentarista, aspetto evidenziato dalla forza delle location:\u00a0 case, locali, fermate dell&#8217;autobus e macchine, ambienti di una suburbia fatiscente dura e rurale, come ruvidi sono i rapporti tra Womack e Goob. Myhill sceglie in questo senso un registro che ricorda il cinema di Truffaut e di Malick proprio nel continuo oscillare tra racconto e intimit\u00e0 documentale, dove lo spazio privilegiato \u00e8 quello legato ai sentimenti dei protagonisti, tra sguardi e non detto e con un certo gusto per la sospensione astratta del tempo, reso ancora pi\u00f9 forte dalla musica di Luke Abbott.<\/p>\n<p>Si avverte un certo sbilanciamento tra il modo con cui il regista inglese descrive la tensione che passa tra i personaggi e l&#8217;orchestrazione narrativa, confinando il film in uno spazio risolto solo a met\u00e0.<\/p>\n<p>Guy Myhill merita comunque di essere seguito nel prossimo futuro, per capire se sapr\u00e0 far fecondare quanto di buono realizzato in quest&#8217;opera prima.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il primo lungometraggio firmato da Guy Myhill \u00e8 una storia di amicizie, scontri e amori sullo sfondo di un&#8217; Inghilterra rurale e fatiscente<\/p>\n","protected":false},"author":52,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[525570,220,234],"tags":[],"class_list":["post-22049","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-cinema-inglese","category-top-news","category-venezia71"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22049","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/52"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22049"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22049\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":68897,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22049\/revisions\/68897"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22049"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22049"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22049"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}