{"id":22910,"date":"2014-09-18T19:13:00","date_gmt":"2014-09-18T17:13:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=22910"},"modified":"2023-01-21T19:04:01","modified_gmt":"2023-01-21T17:04:01","slug":"anime-nere-di-francesco-munzi-la-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/recensioni\/anime-nere-di-francesco-munzi-la-recensione.html","title":{"rendered":"Anime Nere di Francesco Munzi: la recensione"},"content":{"rendered":"<p>Si esce disorientati dalla visione di <strong>Anime Nere<\/strong>, perch\u00e8 lo scenario di Africo, paese spaccato in due tra le pendici dell&#8217;Aspromonte e i ruderi di Casalnuovo, viene filmato da Munzi evidenziando questa stratificazione tra natura e cemento, tra la persistenza della tradizione e il deserto di una modernit\u00e0 senza alcuna funzione, dominata dall&#8217;insediamento di una citt\u00e0 architettonicamente delirante e popolata da fantasmi.<\/p>\n<p>Luigi (Marco Leonardi) e Rocco (Peppino Mazzotta) sono due di tre fratelli, dopo l&#8217;omicidio del padre lasciano il paese per fare fortuna nella metropoli, costruendo la loro vita intorno al traffico di eroina; mentre Luigi svolge il lavoro pi\u00f9 sporco, Rocco sviluppa la sua attivit\u00e0 imprenditoriale con i soldi ricavati dagli affari illeciti del fratello. Separato da loro e ancora attaccato al sogno di una vita rurale legata alla pastorizia, c&#8217;\u00e8 Luciano (Fabrizio Ferracana) il maggiore dei tre; isolato nella parte di Africo vicina alla montagna, alleva le sue capre e cerca di proteggere il figlio Leo (Giuseppe Fumo) che ha cominciato a sviluppare una forte insofferenza per questo ritiro forzato; attratto dall&#8217;esuberanza dello zio Luigi e dalla sua arroganza, rimprovera al padre un atteggiamento passivo che ha confinato la famiglia in un luogo senza futuro e sottoposto alla prepotenza dei pi\u00f9 potenti del luogo.<\/p>\n<p>Munzi osserva la vita dei tre fratelli da un punto di vista antropologico e senza ricorrere ad una mitologia straniante, si cala nel contesto famigliare come se fosse un luogo attraversato da dinamiche che conosciamo bene. Con i colori plumbei della fotografia di <strong>Vladan Radovic<\/strong>, \u00a0coglie le donne sullo sfondo, vittime e complici di una logica senza uscita, schiacciate da una concezione della famiglia che le tiene fuori da qualsiasi scelta, e parte di un progressivo girare a vuoto, spinta inesorabile verso l&#8217;entropia che crea una frizione tra gesti e parole da una parte, e spazi che disattendono le azioni, risucchiandole in una dolorosa e tragica anti-epica.<\/p>\n<p>Perch\u00e8 Anime Nere ha certamente un impianto solidissimo e potente, vicino ad un cinema asciutto, senza scorciatoie simboliche o grottesche e assolutamente &#8220;raro&#8221; in un contesto come quello Italiano; ma non \u00e8 solo questa capacit\u00e0 di declinare in modo originale ed efficace alcuni elementi del cinema di genere, quanto il modo in cui la tensione &#8220;nera&#8221; viene erosa dall&#8217;interno, evidenziandone i vuoti, raccontando un desiderio di vendetta e di potere come una progressiva distruzione delle basi su cui si regge. Quando Leo sfonda la vetrina del negozio di un boss locale con un colpo di fucile, gesto che accellerer\u00e0 la dissoluzione della sua famiglia, Munzi filma l&#8217;azione diretta, la isola come se fosse una fugace apparizione. L&#8217;omicio di Luigi avverr\u00e0 nello stesso modo, d&#8217;improvviso, inquadrato dall&#8217;abitacolo della sua macchina, con un esecutore in fondo alla strada che sembra assumere la posizione di un fantasma.<\/p>\n<p>La vendetta di Leo, \u00e8 attraversata da una serie di deviazioni e sconnessioni, come se alla funzionalit\u00e0 meccanica del congegno &#8220;noir&#8221; fosse sostituita la cronometria che lo fa muovere, lasciando solamente la sensazione di minaccia imminente, non mostrando mai i mandanti, facendo emergere dalla penombra gli esecutori, mangiando le viscere di una famiglia prima ancora dell&#8217;epilogo, con un rovesciamento delle aspettative che assumer\u00e0 i segni di una tragedia classica, nella coincidenza tra male e radici. L&#8217;esperienza di Munzi nel documentario muove continuamente Anime Nere in una dimensione liminale, con quelle splendide incursioni nella vita di campagna, il suono della natura, la tammurriata che esplode improvvisamente a commentare un momento gioioso ma allo stesso tempo descrizione di una dimensione arcaica che dalla terra dei morti, parla un codice indecifrabile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anime Nere di Francesco Munzi \u00e8 un film davvero &#8220;raro&#8221; nel panorama cinematografico Italiano, solidissimo e allo stesso tempo senza scorciatoie simboliche, mostra l&#8217;entropia di una famiglia, disinnescando il meccanismo a orologeria del noir in una tragica e dolorosa anti-epica<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[187,185,10],"tags":[],"class_list":["post-22910","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-alcinema","category-covercinema","category-recensioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22910","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22910"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22910\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":67311,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22910\/revisions\/67311"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22910"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22910"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22910"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}