{"id":22921,"date":"2014-09-19T16:37:33","date_gmt":"2014-09-19T14:37:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=22921"},"modified":"2023-01-21T19:04:00","modified_gmt":"2023-01-21T17:04:00","slug":"la-nostra-terra-di-giulio-manfredonia-la-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/recensioni\/la-nostra-terra-di-giulio-manfredonia-la-recensione.html","title":{"rendered":"La nostra terra di Giulio Manfredonia: la recensione"},"content":{"rendered":"<p>Oltre la prevedibilit\u00e0 congenite, il puntuale ricorso a volti noti e le ambientazioni rigorosamente pugliesi in nome dell\u2019ormai onnipresente Apulia Film Commission, il nuovo film di <strong>Giulio Manfredonia<\/strong> colpisce per l\u2019attenta cura registica. Composizioni di immagini che riecheggiano nell\u2019immaginario dello spettatore: \u00e8 la casa del boss Sansone, che incombe dall\u2019alto di un poggio ed influenza, controlla, le coscienze dei cittadini di un piccolo paese del sud Italia. Un\u2019iconografia che rimanda idealmente all\u2019influsso altrettanto malsano della casa vittoriana dello Psyco di Hitchcock. Un Super Io corrotto, che pesa sulla vita degli individui, lasciati alla deriva e all\u2019autoannientamento. Un capo mafioso che, nella sua assenza o presenza, grava ugualmente sul territorio, come genius loci inestricabile.<\/p>\n<p><strong>La nostra terra <\/strong>\u00e8 il secondo capitolo di una \u201cfilmografia etica\u201d che sembrava tanto appassionare Manfredonia, prima del dittico <strong>Qualunquemente<\/strong> e <strong>Tutto tutto niente niente<\/strong> all\u2019insegna di sperimentazioni cromatiche \u2018alla Wes Anderson\u2019. Impossibile infatti non pensare al precedente film del 2008 <strong>Si pu\u00f2 fare<\/strong>, che vide l\u2019ironico e tragico Claudio Bisio in un ruolo qui speculare a quello interpretato da Stefano Accorsi, che invece, negli insoliti panni di un burocrate ossessionato dall\u2019ordine, convince quanto una di quelle melanzane insapori che si ritrova a piantare.<\/p>\n<p>Il film piace, per le trovate ironiche, i conflitti tra i due mondi, le due mentalit\u00e0 e le comiche situazioni contrastanti. Ma in fondo, ci si rende conto che non si \u00e8 fatto altro che giocare nuovamente su quei soliti clich\u00e9. Il nord e il sud, la citt\u00e0 e la campagna, la legalit\u00e0 e l\u2019illegalit\u00e0, l\u2019ordine e il disordine. Filippo (Accorsi) si imporr\u00e0 come forza motrice, portatore di legalit\u00e0, in un contesto assoggettato alle intimidazioni mafiose, fino a diventare direttore di una cooperativa sociale dedita all\u2019agricoltura biologica su territori confiscati alla mafia. Una comunit\u00e0 supportata unicamente da emarginati: gay, paralitici, neri, psicopatici; i deboli della societ\u00e0 che trovano forza e rivalsa nella loro determinata lotta contro le ingiustizie.<\/p>\n<p>Nonostante quindi non sia sfornito di notevoli punti forza, il film si snoda in una trama melliflua quanto prevedibile. Chiedersi quindi quanto sia legittimo attribuire una qualit\u00e0 etica ad un film che ripropone vicende, personaggi e contesti gi\u00e0 triti e ritriti \u00e8 necessario. Intenti di nobile facciata che andrebbero forse messi in dubbio, che in realt\u00e0 celano dietro le facili soluzioni da commedia un comodo escamotage attrattivo, uno specchietto per le allodole benpensanti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gioca con i soliti clich\u00e8 il film di Giulio Manfredonia: Il nord e il sud, la citt\u00e0 e la campagna, la legalit\u00e0 e l\u2019illegalit\u00e0, l\u2019ordine e il disordine. La nostra terra \u00e8 un film prevedibile<\/p>\n","protected":false},"author":54,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[187,185,10],"tags":[],"class_list":["post-22921","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-alcinema","category-covercinema","category-recensioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22921","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/54"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22921"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22921\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":67310,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22921\/revisions\/67310"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22921"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22921"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22921"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}