{"id":23116,"date":"2014-10-08T12:00:33","date_gmt":"2014-10-08T10:00:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=23116"},"modified":"2023-01-21T19:03:49","modified_gmt":"2023-01-21T17:03:49","slug":"class-enemy-di-rok-bicek-la-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/recensioni\/class-enemy-di-rok-bicek-la-recensione.html","title":{"rendered":"Class Enemy di Rok Bi\u010dek: la recensione"},"content":{"rendered":"<p>Con la sola eccezione di un preludio di <strong>Chopin<\/strong>, ripetuto pi\u00f9 volte in posizione diegetica, <strong>Razredni Sovraznic<\/strong>, il primo lungometraggio diretto dal regista Sloveno<strong> Rok Bi\u010dek<\/strong>, non fa utilizzo di musica, solo suono in presa diretta e una sceneggiatura, forse sin troppo ad orologeria, scritta dallo stesso Bi\u010dek in collaborazione con <strong>Nejc Gazvoda.<\/strong><\/p>\n<p>Quando Robert (<strong>Igor Samobor<\/strong>) professore sostitutivo di tedesco, fa ingresso nella nuova scuola, far\u00e0 fatica a farsi amare per i suoi metodi di apprendimento; rigoroso ed esigente mantiene un approccio inflessibile dentro e fuori dall&#8217;aula; parla quasi esclusivamente tedesco con gli allievi, non da confidenza al corpo insegnanti, sopratutto alla docente di educazione fisica che rivela subito un certo interesse extrascolastico nei suoi confronti. Quando affronter\u00e0 duramente alcuni studenti per il loro scarso rendimento, Sabina (<strong>Da\u0161a Cupevski<\/strong>) mostrer\u00e0 una fragilit\u00e0 insospettabile e si suicider\u00e0 gettandosi da una finestra della scuola.<br \/>\nL&#8217;elaborazione del lutto sar\u00e0 un processo faticoso, e i ragazzi riverseranno tutta la loro rabbia nei confronti di Robert, sabotando le sue lezioni, appellandolo come un &#8220;nazista&#8221; e alzando persino le mani.<br \/>\nIl successivo confronto con i genitori dei ragazzi far\u00e0 emergere a poco a poco una realt\u00e0 molto pi\u00f9 complessa e stratificata, rintracciando le radici di un malessere pi\u00f9 esteso legato alla mancanza di fiducia e sicurezza in se stessi.<\/p>\n<p><strong>Rok Bi\u010dek<\/strong>, classe 1985, dimostra una notevole capacit\u00e0 nella direzione degli attori in un contesto che avrebbe potuto scivolare facilmente nella forma episodica e negativamente corale; al contrario Class Enemy \u00e8 un oggetto molto compatto e allo stesso tempo affronta la strada difficile di un racconto multi-soggettivo, che sposta progressivamente il livello di immedesimazione<\/p>\n<p>Bi\u010dek non gioca di prestigio e offre quasi sempre una prospettiva onesta ed equidistante; senza ricorrere all&#8217;arma dello svelamento ad effetto, sceglie la strada del racconto filosofico come possibilit\u00e0 di arricchimento, tanto che il film cambia insieme allo spettatore grazie a scelte che potremmo definire quasi didattiche.<\/p>\n<p>Viene naturalmente da pensare ad una serie di pellicole pi\u00f9 o meno simili nelle intenzioni, come il recente <strong>Monsieur Lazhar<\/strong>,<strong> la Classe<\/strong> di Cantet,<strong> American History X<\/strong> di<strong> Tony Kaye<\/strong> e un film di <strong>Jonathan Kaplan<\/strong> che per contrasto ci interessa maggiormente, ovvero <strong>Over the Edge<\/strong> (Giovani Guerrieri), diretto nella prima met\u00e0 degli anni &#8217;70, dove un gruppo di ragazzini nella sperduta New Granada vengono abbandonati a loro stessi da un sistema sociale che non ha l&#8217;interesse ad investire sulle strutture educative; i ragazzi, giunti all&#8217;acme della loro ribellione, chiuderanno genitori ed insegnanti dentro la palestra, prenderanno possesso della radio della scuola trasmettendo solamente punk rock e distruggeranno tutto quello che sar\u00e0 loro possibile.<\/p>\n<p>Nel film di Bi\u010dek c&#8217;\u00e8 una sequenza molto simile a quella appena descritta, ed \u00e8 l&#8217;esigenza di affermare un proprio recinto espressivo da parte dei ragazzi mentre si chiudono dentro lo stanzino di vetro adibito alla piccola radio interna utilizzata per le comunicazioni didattiche; un tentativo di ribellione simile a quello dei Giovani Guerrieri di Kaplan, che distruggono tutto quello che li ostacola, ma con una drammaturgia dello spazio che punta proprio ad evidenziare la mancanza di permeabilit\u00e0 tra la scuola e il loro mondo; se il film del regista americano usciva in un contesto fecondo per spingere il pedale sul nichilismo rivoluzionario e realizzare una distopia anarcoide, Bi\u010dek individua in modo abbastanza preciso la complessit\u00e0 di un sistema globale che ha perso il contatto con le possibilit\u00e0 didattiche per una saturazione di stimoli superflui che hanno radici ben pi\u00f9 profonde; mentre la New Granada di Kaplan \u00e8 una realt\u00e0 brutale che non crede nella scuola, a partire dall&#8217;investimento economico, quella dove vivono i ragazzi di Class Enemy \u00e8 in realt\u00e0 un contesto che ha protetto i propri figli dal rischio delle scelte individuali.<br \/>\nBi\u010dek ci arriva piano piano, e noi con lui, attraverso sequenze come questa, quella delle maschere con il volto della ragazza defunta (piccola, magistrale sequenza sullo slittamento di senso) e senza offrire una risposta univoca, ma al contrario lasciando entrare prospettive diverse con una scrittura quasi maieutica.<\/p>\n<p>Merito anche di una sceneggiatura, come si diceva, sin troppo ad orologeria, con dialoghi potenti e battute memorabili che hanno forse il piccolo limite di arrivare un attimo prima delle immagini a ricucire alcuni strappi e a spiegarci le cose.<\/p>\n<p>Ma la figura pi\u00f9 complessa e riuscita \u00e8 proprio quella di Robert, con cui Bi\u010dek mantiene una distanza complessa, legata al suo ruolo che gli consente in fondo di elaborare una bella idea di cinema: mentre i suoi metodi diventano pi\u00f9 chiari, questi non si confondono con uno sviluppo &#8220;privato&#8221; del personaggio, che rimarr\u00e0 in una posizione emotivamente distante, ma didatticamente partecipe; \u00e8 la letteratura, la conocenza, l&#8217;essenza di una lingua che gli consentir\u00e0 di offrire strumenti per elaborare un lutto o per spiegare il Nazismo dopo gli insulti ricevuti dai ragazzi; sta alla libert\u00e0 di ciascuno, anche la nostra, coglierli liberamente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A due anni dall&#8217;anteprima Veneziana nella selezione della Settimana della Critica esce Class Enemy, il film d&#8217;esordio dello sloveno Rok Bi\u010dek, leggi la nostra recensione<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[187,19,10,220],"tags":[],"class_list":["post-23116","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-alcinema","category-news","category-recensioni","category-top-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23116","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23116"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23116\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":67304,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23116\/revisions\/67304"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23116"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23116"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23116"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}