{"id":23151,"date":"2014-10-11T14:21:43","date_gmt":"2014-10-11T12:21:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=23151"},"modified":"2023-01-21T19:03:48","modified_gmt":"2023-01-21T17:03:48","slug":"amore-cucina-e-curry-di-lasse-hallstrom-la-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/recensioni\/amore-cucina-e-curry-di-lasse-hallstrom-la-recensione.html","title":{"rendered":"Amore, cucina e curry di Lasse Hallstr\u00f6m: la recensione"},"content":{"rendered":"<p><strong>Steven Knight<\/strong> \u00e8\u00a0un ottimo sceneggiatore, capace di delineare nella scrittura grandi visioni d&#8217;insieme allestite con estrema attenzione a tutte le parti del congegno narrativo, <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/inevidenza\/locke-di-steven-knight-la-recensione.html\">Locke<\/a> \u00e8 un esempio,\u00a0\u00a0segno di una difficile relazione dell&#8217;autore britannico con la messa in scena, irrimediabilmente chiusa entro una funzionalit\u00e0 asfittica da far sentire il peso della differenza tra scrittura acuminata e radicale assenza di una forte idea di cinema, e per ragioni diametralmente opposte, il talento dello scrittore britannico viene confermato da questo &#8220;<strong>The Hundred-Foot Journey<\/strong>&#8220;, un classico &#8220;pop&#8221; prodotto da<strong> Steven Spielberg<\/strong> e diretto da un regista eclettico,\u00a0con una grande capacit\u00e0 di sguardo come\u00a0<strong>Lasse Hallstr\u00f6m<\/strong>, assolutamente a suo agio con la semplicit\u00e0 e le potenzialit\u00e0 immaginali del racconto di formazione, linea sottile che in qualche modo tiene insieme tutta la sua filmografia.<\/p>\n<p>L&#8217;educazione sentimentale di Hassan comincia a Mumbai con il talento naturale della madre per i segreti della cucina, \u00e8 con lei che il ragazzo apprende i segreti alchemici delle spezie, la combinazione dei sapori ma sopratutto una dimensione sensoriale che Hallstr\u00f6m privilegia con una serie di sequenze legate all&#8217;assaggio, semplici e potenti, e collegate da un sottilissimo elemento erotico che dai ricci di mare porter\u00e0 il giovane al riconoscimento delle proprie radici, anche affettive, in una cultura diversa. La famiglia Kadam si trasferir\u00e0 in Europa in cerca di fortuna per approdare nel sud della Francia a Saint-Antonin-Noble-Val, paesino radicato nelle proprie tradizioni, e che Hallstr\u00f6m introduce con una mirabile sequenza girata alla frontiera dove la discussione tra la famiglia indiana e gli ufficiali di servizio vira da questioni squisitamente burocratiche alla possibile presenza dell&#8217;anima nelle verdure del paese. Quando i Kadam decideranno di allestire un ristorante indiano tradizionale, ricavato da una vecchia\u00a0struttura abbandonata, dovranno fare i conti con Le Saule Pleureur, il locale di Madame Mallory (Helen Mirren) collocato sul lato opposto della strada ed elevato su un piccolo promontorio sopra il paese. La Mallory pu\u00f2 vantare una stella Michelin e ovviamente non gradisce la presenza dei concorrenti stranieri, ingaggiando una guerra a colpi di ingredienti e strategie non proprio ortodosse per mantenere il monopolio delle materie prime nell&#8217;arena del mercato.<br \/>\nMentre si consuma questa guerra, Hassan, stimolato dalla bella Marguerite (Charlotte Le Bon), aiuto cuoca nel ristorante nemico, impara clandestinamente i segreti della cucina francese.<\/p>\n<p>In modo simile alla commedia classica Hollywoodiana,\u00a0Hallstr\u00f6m controlla il set come fosse un cosmo circoscritto ma aperto, con la forza di creazione del senso attraverso i movimenti, i carrelli leggeri e invisibili, la cura nel delineare i caratteri attraverso le azioni, lo spazio come sistema drammaturgico spettacolare approntato per una portentosa messa in scena, ma non per questo lontana dall&#8217;anima delle cose; e se qualcuno, nel rilevare la &#8220;banalit\u00e0&#8221; delle situazioni si fosse dimenticato cosa era certo cinema di formazione che si produceva negli anni &#8217;80, ancora capace di parlare a tutti con un&#8217;ingenuit\u00e0 pari solamente alle ambizioni universali del racconto, potrebbe avvicinarsi con difficolt\u00e0 al cinema di\u00a0Hallstr\u00f6m, cos\u00ec legato ad un&#8217;epica del quotidiano, semplice e magniloquente allo stesso tempo.<\/p>\n<p>Dal nostro punto di vista &#8220;Amore, cucina e curry&#8221;, titolo che non rende giustizia all&#8217;originale &#8220;il viaggio da cento passi&#8221;, \u00e8 un sorprendente metissage di generi classici filtrati attraverso una post modernit\u00e0 che non si lascia disintegrare dalla frammentazione dell&#8217;occhio; perch\u00e8 se la sintesi dello spazio visivo, con quei due ristoranti separati da una piccola strada, fa pensare alle dinamiche del musical, sgombrando il campo da qualsiasi tentazione teatrale per il modo in cui l&#8217;orchestrazione dei singoli elementi prende il volo, lo sguardo spesso \u00e8 quello post-classico del nuovo cinema digitale affrontato qui con una composizione del quadro meno esplicita (la sequenza dei fuochi artificiali per esempio) e al servizio di una leggerezza che cerca ancora nel rapporto tra gesti, corpi, azioni e colori il propellente pi\u00f9 importante.<\/p>\n<p>Tutta l&#8217;opposizione tra la cucina tradizionale, quella capace di attivare la memoria, confrontata con le ultime novit\u00e0 nel campo molecolare, crea un contrasto tra il ristorante di Beaubourg dove Hassan seguir\u00e0 le lusinghe della carriera, e\u00a0tutte le location di Saint-Antonin-Noble-Val da un punto di vista strettamente spaziale e cromatico; algido il primo, costituito dal grigio-verde notturno del metallo e del vetro, color pastello il secondo, con un&#8217;accezione tecnica del mezzo digitale al servizio di quel valore semantico che i colori saturi del technicolor avevano assunto dalla fine degli anni trenta e per tutti gli anni &#8217;40, prevalentemente per esaltare l&#8217;iperrealismo dell&#8217;universo musical. Ed \u00e8 proprio la musica che sembra giocare un ruolo sotterraneo ma fondamentale nel film di Hallstr\u00f6m, in modo meno esplicito di quello culinario e multiculturale; sono le schermaglie tra l&#8217;anziano padre di famiglia indiano e la Mallory, tutte condotte sulle sfumature accordarli del volume, dell&#8217;intensit\u00e0 e dei constrasti cromatici, infine sovrapposti con l&#8217;armonia della danza, sulle note di un brano crepuscolare di Charles Aznavour che ancora, parla di immagini del passato che vivono nuovamente nel presente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Amore, cucina e curry  \u00e8 l&#8217;ultimo film di Lasse Hallstr\u00f6m scritto da Steven Knight, l&#8217;autore di Locke, e prodotto dalla Dreamworks di Steven Spielberg<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[187,185,10],"tags":[],"class_list":["post-23151","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-alcinema","category-covercinema","category-recensioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23151","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23151"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23151\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":67302,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23151\/revisions\/67302"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23151"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23151"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23151"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}