{"id":23463,"date":"2014-10-29T06:30:03","date_gmt":"2014-10-29T04:30:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=23463"},"modified":"2014-11-30T19:01:45","modified_gmt":"2014-11-30T17:01:45","slug":"france-odeon-2014-3-coeurs-di-benoit-jacquot-alla-50-giorni-la-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/news\/france-odeon-2014-3-coeurs-di-benoit-jacquot-alla-50-giorni-la-recensione.html","title":{"rendered":"France Odeon 2014 &#8211; 3 coeurs di Benoit Jacquot alla 50 Giorni: la recensione"},"content":{"rendered":"<p>La provincia e la citt\u00e0, l&#8217;impossibilit\u00e0 di trovare uno sbocco nel proprio ambiente nativo e la voglia di evadere, le aritmie del cuore e le scelte che non sono mai sincronizzate con i desideri. L&#8217;amore per il melodramma, il cinema americano classico e sopratutto per la letteratura dell&#8217;ottocento, in particolare per l&#8217;opera di <strong>Henry James<\/strong>, pervade tutto il cinema di <strong>Benoit Jacquot<\/strong>, incluso quest&#8217;ultimo <strong>3 Coeurs<\/strong>,<strong>\u00a0<\/strong>\u00a0sintesi estrema, a tratti eccessiva, ma assolutamente ricca di possibilit\u00e0 rispetto a tutti i suoi film precedenti, forse proprio perch\u00e8 \u00a0non essendo l&#8217;adattamento da un romanzo dello scrittore Americano, ma una sceneggiatura originale dello stesso Jacquot scritta insieme a <strong>Julien Boivent<\/strong>, gi\u00e0 collaboratore del regista francese per &#8220;<em>Au fond des bois&#8221;<\/em> e &#8220;<em>Villa Amalia&#8221;<\/em>, fa confluire in modo combinatorio temi chiaramente Jamesiani e forse anche un omaggio diretto\u00a0attraverso il personaggio di Marc, oltre all&#8217;utilizzo di una voice over cos\u00ec evidente e improvvisa in quello slittamento tra visione soggettiva e oggettiva, da far pensare ad un piccolo accenno alle tecniche narrative dello scrittore Americano.<\/p>\n<p>Sostenuto da una tesissima colonna sonora scritta da <strong>Bruno Coulais<\/strong>, inizia quasi come un noir, con Marc (<strong>Beno\u00eet Poelvoorde<\/strong>) che perde il treno notturno per Parigi mentre si trova di passaggio in una citt\u00e0 di Provincia; la stazione \u00e8 completamente vuota e l&#8217;uomo, perso in un ambiente sconosciuto, sembra alla ricerca di qualcosa. Incontrer\u00e0 casualmente in un piccolo bar della citt\u00e0 Sylvie (<strong>Charlotte Gainsbourg<\/strong>); incuriosito la seguir\u00e0 e comincer\u00e0 a parlarle con una scusa, trovando un&#8217;immediata sintonia malinconica che rimane nello spazio del non detto fino a quando non si separeranno.<\/p>\n<p>Si daranno appuntamento nel giardino delle Tuileries; completamente presa, lei si presenter\u00e0 puntuale, ma i problemi di cuore di Marc gli impediranno di arrivare per tempo all&#8217;appuntamento, innescando la prima aritmia sulla quale si svilupper\u00e0 tutto il film, fatto di piccoli slittamenti, comunicazioni interrotte e rimandate, casualit\u00e0 e sconnessioni. Quando Sylvie scomparir\u00e0 partendo per gli Stati Uniti con il compagno, Marc conoscer\u00e0 la sorella Sophie (<strong>Chiara Mastroianni<\/strong>) senza sapere niente del legame famigliare che lega le due donne. La sposer\u00e0, creando i presupposti per un continuo confronto tra desideri e aspirazioni, famiglia e passione, fedelt\u00e0 e irrazionalit\u00e0.<\/p>\n<p>Tutto apparentemente molto semplice e classico, ma con la capacit\u00e0 di Jacquot di non preoccuparsi minimamente del superamento di un limite, giocando proprio con la forza, sopratutto visionaria, del contrasto, quella che \u00e8 nel cinema che ama, da <strong>Sirk<\/strong> a <strong>John Stahl<\/strong>. Basta pensare a come tutta la vita di Marc sia costantemente sul filo dell&#8217;esplosione insieme alla sua malformazione cardiaca, una compenetrazione tra sentimento e vita che Jacquot osserva con strumenti apparentemente diversi da <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/venezia-66-persecution-di-patrice-francia-2009.html\">Patrice Chereau<\/a>, arrivando ad elaborare un percorso simile sull&#8217;impossibilit\u00e0 del sentimento amoroso di uscire da una posizione di confine ed emergenza.<\/p>\n<p>L&#8217;amore tra Sylvie e Marc \u00e8 marcatamente borderline proprio nel loro tentativo disperato di mettere al centro qualcosa che sfugge e rimane costantemente fuori fuoco, fuori quadro, fuori luogo. La sequenza della morte di Marc sulla sedia, sul limite di un ritorno entro il nido famigliare, mentre il suo cuore \u00e8 altrove, potrebbe risultare eccessiva e sopra le righe,\u00a0tuttavia in quella sconnessione tra spazio e voce, con quel cellulare caduto che riproduce la voce di Sylvie, il corpo abbandonato di Marc dopo l&#8217;infarto (la morte di Henry James&#8230;) e Sophie sullo sfondo, ci \u00e8 sembrato che ci fosse tutta la forza di un cinema che nell&#8217;eccesso melodrammatico non ha mai, fortunatamente, cercato la compostezza del verosimile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;ultimo film di Benoit Jacquot alla serata di Inaugurazione di France Odeon<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[238,191,19,220],"tags":[],"class_list":["post-23463","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-50-giorni-di-cinema-a-firenze-2014","category-festivalcinema","category-news","category-top-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23463","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23463"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23463\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23463"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23463"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23463"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}